Dpcm, Abruzzo regione gialla: cosa significa e le misure

Abruzzo regione in area gialla, ovvero dove il rischio è minore. Valide le misure generali dell'ultimo dpcm, senza ulteriori restrizioni: i dettagli

L’Abruzzo rientra nella cosiddetta “area gialla”, ovvero fra le regioni nelle quali, in questo momento, il rischio è considerato più basso.

Tra i 21 parametri che serviranno a stabilire l’inclusione in una fascia ci sono il numero dei casi sintomatici, i ricoveri, i casi nelle Rsa, la percentuale di tamponi positivi, il tempo medio tra sintomi e diagnosi, il numero di nuovi focolai, l’occupazione dei posti letto sulla base dell’effettiva disponibilità.

Ad annunciarlo, il premier Giuseppe Conte. A partire da venerdì (e quindi non più da oggi: 24 ore di tempo in più per permettere a tutti di adeguarsi), in regione saranno in vigore, senza ulteriori restrizioni, le misure introdotte con l’ultimo Dpcm firmato dal presidente del Consiglio.

Fasce Italia dpcm covid

Dpcm, Abruzzo regione gialla: le misure previste

Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Umbria, Lazio, Liguria, Toscana, Molise, Marche, Sardegna, Provincia di Trento e Provincia di Bolzano, Veneto e Friuli Venezia Giulia: queste sono le regioni che rientrano nell’area gialla.

Come in tutta Italia, in queste regioni è previsto il divieto di circolazione dalle ore 22 alle ore 5, salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute. Chiunque si sposterà in quella fascia oraria dovrà avere con sé l’autocertificazione.

I centri commerciali saranno chiusi nei giorni festivi e prefestivi. Bar e ristoranti dovranno chiudere alle ore 18; l’asporto è consentito fino alle 22, mentre per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni. Per i trasporti pubblici è previsto un tasso di affollamento massimo del 50 per cento. Chiusi i “corner scommesse e giochi” nei bar e nelle tabaccherie.

Abruzzo in fascia gialla, l’assessore Verì: “Adesso i cittadini facciano la loro parte”.

“L’inserimento della nostra regione nella fascia di quelle a rischio più contenuto, dimostra che le azioni messe in campo dal governo regionale, insieme al Dipartimento Sanità e a tutte le Asl, si sono rivelate finora efficaci a far fronte alla seconda ondata della pandemia. Ora, però, è quanto mai indispensabile che tutti i nostri concittadini serrino ancora di più le fila e facciano la loro parte per combattere il virus”. Lo afferma l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì. L’Abruzzo è stato collocato in zona gialla, sulla base dell’indice RT e di 21 indicatori individuati dal Ministero della Salute. Questa valutazione si riferisce alla situazione “fotografata” al 25 ottobre scorso e ogni settimana si procederà a una rivalutazione di tutte le regioni sulla base del rischio dinamico. La collocazione all’interno di una fascia comporta la permanenza all’interno della stessa per due settimane.

“Va ricordato a tutti – sottolinea l’assessore – che la classificazione delle regioni viene aggiornata automaticamente, a intervalli periodici definiti, sulla base degli indicatori ministeriali. L’Assessorato sta monitorando costantemente i Servizi Flussi delle diverse Asl, così da avere un quadro preciso per calibrare le azioni di Governo clinico. Dobbiamo però impegnarci tutti, ognuno per la sua parte, affinché i nostri parametri restino a un livello compatibile con lo status attuale, scongiurando un peggioramento che comporterebbe enormi problemi per l’intera comunità abruzzese”. L’assessore torna a chiedere il rigoroso rispetto dei protocolli di sicurezza sanitaria da parte dei cittadini. “Siamo in una fase cruciale – continua – in cui ognuno di noi deve fare la sua parte. E allora indossiamo sempre la mascherina, manteniamo il distanziamento sociale, igienizziamo spesso le mani e ricordiamolo anche a chi ci sta intorno. Potrebbero sembrare frasi fatte e invece si tratta delle armi più efficaci per contrastare la diffusione del contagio. Basta davvero poco per aiutarci in questa battaglia impari contro un nemico così insidioso, preservando sia la nostra salute, sia la tenuta del nostro sistema sanitario regionale”.

Dpcm, le regioni in fascia arancione

Le regioni in fascia arancione sono Puglia e Sicilia. Sono chiuse in ingresso e in uscita: si può varcare il confine solo per esigenze lavorative, di salute o di emergenza e torna l’uso dell’autocertificazione. Le si può attraversare se si deve passare da una regione gialla per arrivare ad un’altra gialla

Chi vive in queste regioni deve stare nel proprio comune di residenza, domicilio o abitazione salvo che per ragioni di salute, lavoro o studio e torna l’uso dell’autocertificazione

Chiusi bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie (escluse mense e catering continuativo): si può fare il servizio a domicilio o l’asporto fino alle 22

Attività sportiva consentita all’interno del proprio comune e all’aperto. Chiuse palestre, piscine, centri sportivi.

Dpcm, le regioni in fascia rossa

Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle D’Aosta rientrano nell’area rossa. Sono le regioni nelle quali il rischio è più alto e dunque le restrizioni sono maggiori.

Queste quattro regioni sono chiuse in ingresso e in uscita: si può varcare il confine solo per esigenze lavorative, di salute o di emergenza e torna l’uso dell’autocertificazione: le si può attraversare se si deve passare da una regione gialla per arrivare in un’altra gialla

Chi vive in queste regioni deve stare nel proprio comune di residenza, domicilio o abitazione salvo che per ragioni di salute, lavoro o studio e torna l’uso dell’autocertificazione

Le persone vivono un lockdown ma possono accompagnare a scuola i figli perché sono ”consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita”-

Chiuse le scuole superiori e le seconde e terze medie con didattica al 100%

Chiusi negozi, bar, ristoranti, centri estetici

Aperti alimentari, farmacie, parafarmacie, tabaccai, edicole, parrucchieri e barbieri

Consentito l’acquisto di cibo da asporto da consumare a casa fino alle 22

Mercati chiusi ”salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari”.

Attività sportiva consentita solo all’aperto, in forma individuale e in prossimità della propria abitazione