Emergenza Covid 19, Marsilio: la Regione Abruzzo è pronta

Nuovo Dpcm in arrivo, servono misure omogenee tra regioni: l'intervista al presidente della Regione, Marco Marsilio. Pronti i decreti per le Zone Rosse ed attenzionati gli ospedali con 40/50 ricoveri al giorno.

Nuovo Dpcm in arrivo, Marsilio no allo ‘spezzatino’: misure omogenee tra Regioni. Pronti i decreti per le Zone Rosse ed attenzionati gli ospedali con 40/50 ricoveri al giorno.

IlCapoluogo ha intervistato il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, dopo 7 ore di riunione nella conferenza Stato Regioni.

Emergenza Covid 19, il confronto tra Governo e Regioni. Marsilio: “Abbiamo chiesto interventi omogenei, no agli spezzatini”.

Nella giornata di ieri si è concluso il confronto tra Governo e Regioni sull’emergenza Covid 19, un confronto che per il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, sa piuttosto di presa d’atto: “Abbiamo passato tra le 7 e le otto ore a confrontarci – ha spiegato il presidente in una intervista esclusiva a IlCapoluogo.it – per poi scoprire, come ormai spesso avviene, che le Regioni, in maniera unitaria e al di là delle parti politiche, presentano delle richieste mentre il governo si presenta con soluzioni preconfezionate e difformi”.

Particolarmente indigesto è “lo spezzatino”: “La proposta del ministro Speranza di stabilire alcune misure valide su tutto il territorio nazionale e altre più restrittive solo per alcune regioni era proprio ciò che avevamo chiesto di evitare. Ormai siamo tutti consapevoli che c’è uno scenario simile in tutta Italia e che le differenze tra regioni si livellano in pochi giorni, in base all’andamento dei contagi. Abbiamo chiesto al Governo di assumere un provvedimento omogeneo, senza negoziati e differenziazioni complicate con singole regioni”. D’altra parte, con le bozze sul tavolo, le differenziazioni sarebbero inutili: “Se l’orientamento è un sostanziale coprifuoco e si chiudono attività come mostre e musei, si prosegue il percorso verso la giornata corta. Quindi, poiché dopo una certa ora non ci si può muovere se non per specifici motivi, che senso ha bloccare la mobilità da o per determinate regioni”.

COVID-19 Ore di confronto, mentre qualche ministro rilascia anticipazioni alla stampa

Si parla comunque di ragionamenti vaghi: “Le bozze restano a Palazzo Chigi, non è che ci viene presentato un documento scritto e, mentre ci confrontiamo, qualche ministro fa anticipazioni alla stampa. Ormai funziona così”.

Emergenza Covid 19 a L’Aquila e Teramo, pronti i decreti per le zone rosse, ma Marsilio non si sbilancia.

Il Presidente Marsilio non nega che si stia valutando l’istituzione di Zone Rosse, ma ‘la situazione è ancora sotto controllo’.
“Provvedimenti relativi alle zone rosse – spiega il presidente Marsilio, incalzato riguardo la situazione preoccupante nelle zone aquilane e teramane – sono sempre possibili, nel momento in cui i servizi di prevenzione ci segnalano che la situazione contagi è fuori controllo e non più gestibile; al di là dei numeri importanti e anche preoccupanti che si registrano in alcuni territori, non sono ancora giunti allarmi di questo tipo, ma non ci facciamo spaventare: se ci sarà bisogno adotteremo i provvedimenti necessari. D’altra parte quando abbiamo avuto la possibilità abbiamo fatto ripartire l’economia, salvato aziende. Prenderemo decisioni in base alle esigenze del territorio”.

Capitolo a parte le carenze di personale. Al Delta Sette dell’Aquila, infatti, mancano infermieri e personale, mentre proseguono le segnalazioni sul Contact Center della Asl: “Ci sono selezioni avviate a cui hanno partecipato 2700 candidati, in questi giorni si sta insediando la commissione esaminatrice e presto arriveranno le assunzioni”. Ma Marsilio non ci sta a fare da parafulmine: “Le Asl partivano da deficit storici e tanti avvoltoi che oggi ci girano intorno dovrebbero chiudersi in casa a vergognarsi per come hanno lasciato la sanità aquilana, marsicana e abruzzese in tutti gli anni che hanno avuto responsabilità di governo. Rispetto al tema del personale che tutte le regioni ponevano, lo stesso ministro nell’ultimo incontro ha dovuto ricordare che purtroppo 15 anni di regola del budget del -1,4% hanno significato di fatto di reintegrare a mala pena chi andava in pensione, in alcuni casi nemmeno quelli. Poi arriva una pandemia del genere e qualcuno che fa il professore pensa che dall’oggi al domani si possano trovare infermieri, anestesisti, medici, magari per contratti temporanei”.

La situazione monitorata negli ospedali, con 40/50 ricoveri al giorno.

Infine la questione posti letto: “I nostri ospedali naturalmente sono in grado di ricoverare nuovi pazienti, ma purtroppo possono farlo sottraendo spazi ad altre discipline differibili. Non c’è nulla di contradditorio, sono finiti i posti nei reparti di Malattie infettiva, non negli ospedali in generale. D’altra parte quando la progressione dei contagi porta a 40/50 ricoveri al giorno, hai voglia a fare altre centinaia di posti letto… finiscono in pochi giorni anche quelli”.