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Gigi Proietti, il Tsa: un’eredità da salvare, sarai sempre Teatro

"Consegneremo alle nuove generazioni il tuo ricordo, continuando a stupirci del tuo senso per la scena, del tuo essere Teatro.” Così il Teatro Stabile d'Abruzzo saluta Luigi, Gigi Proietti,

“Rimarrai per sempre nei nostri cuori, consegneremo alle nuove generazioni il tuo ricordo continuando a stupirci del tuo senso per la scena, del tuo essere Teatro.” Così il Teatro Stabile d’Abruzzo saluta Luigi, Gigi Proietti, che ha lasciato questa terra nel giorno del suo ottantesimo compleanno, il 2 novembre 2020.

Gigi Proietti è stato un attore straordinario e uomo di teatro sapiente e lungimirante. Ha attraversato la lunga storia del TSA, prima Teatro Stabile dell’Aquila e oggi Teatro Stabile d’Abruzzo, rivestendone cariche istituzionali oltre che artistiche. Debuttò da protagonista nel “Dio Kurt”, nel Teatro Comunale di L’Aquila, il 27 gennaio 1969, diretto da Antonio Calenda, che lo aveva portato nel capoluogo abruzzese dal Teatro Centouno di Roma, dove era un talentuoso attore esordiente, il testo scritto da Alberto Moravia. Fece parlare di sé la stampa nazionale e mondiale, attirando lusinghe e condanne, consegnandogli la consacrazione a grande artista.

Per Gigi Proietti poi ci fu “Operetta”, di Witold Gombrowicz, che debuttò sempre con la regia di Calenda nel Teatro Comunale di L’Aquila, il 17 novembre 1969. La performance fece scrivere di lui al critico teatrale Arturo Lazzari, sulle pagine dell’Unità, “dimostra la sua versatilità intelligente, critica, esperta anche nella musica, nel canto, nella danza”.

Un artista poliedrico che si conferma nel “Coriolano” fino ad arrivare a “La cena delle beffe” dove, con la regia di Carmelo Bene, anche in scena come coprotagonista, debuttò a Firenze nel teatro La Pergola, che ospitò il TSA per la prima nazionale.

Uno spettacolo memorabile nel quale, per quei curiosi casi che il destino combina, Gigi Proietti tenne a battesimo il debutto nel teatro pubblico di Carmelo Bene.

Ciao Gigi Proietti, i ricordi più belli degli anni aquilani

Gigi Proietti regalò a L’Aquila il debutto del suo “A me gli occhi”, nel 1976, replicato in tante stagioni e riportato in città nella Perdonanza che preparava il Giubileo. Nella stagione 1986/87 fu regista protagonista, divertente e divertito, di una puntata indimenticabile de “I tre moschettieri”, regalando a L’Aquila uno dei periodi più incredibili del teatro.

Nella stagione 1988/89 debuttò nel Festival di Taormina il “Kean”, spettacolo che lo rivelò grandissimo interprete drammatico. Gli anni ’80 segnano l’arrivo nei ruoli istituzionali: nel 1988 fu nominato Direttore dell’Ente che da Stabile dell’Aquila diventava regionale. Fu una stagione impegnativa per lo Stabile ma la sua sicurezza guidò con ottimismo al risanamento del TSA e alla sua crescita nel territorio, con spettacoli agili e rappresentabili ovunque come il trittico del “Progetto Amanti”, “Tristi amori” “Guardami negli occhi” e “Il sistema Ribadier”.

Scomparsa Gigi Proietti, il cordoglio della politica abruzzese

Ancora il suo carisma portò alla legge per l’istituzione del Teatro Regionale d’Abruzzo. Si dimise prima della scadenza del mandato, ma continuò a seguirne le vicende fino all’anno 2000, quando divenne Presidente del nuovo Teatro Stabile d’Abruzzo, Ente Teatrale Regionale. Con la sua regia di “Dramma della gelosia” il TSA riaprì il Teatro Brancaccio di Roma nel 2001 e, nello stesso anno, onorò la città da lui tanto amata con “Prove per un recital”, andato in scena nel Palazzetto dello sport, che comunque non riuscì a contenere tutti gli spettatori che avrebbero voluto applaudirlo. Poi il debutto di “Falstaff e le allegre comari di Windsor” nel Festival shakespeariano di Verona, con uno straordinario Giorgio Albertazzi, ed è del 2004 l’irresistibile regia di “Non ti conosco più”, allestimento applaudito in tutta Italia.

Tanti, tantissimi i ricordi e indelebili gli insegnamenti che Gigi Proietti ha lasciato a tutti i collaboratori del TSA che oggi, con grande dolore, lo piangono.

Così il presidente del TSA Pietrangelo Buttafuoco: “Guai a rinchiudere la storia e l’arte di Gigi Proietti nel pittoresco, in lui c’è lo stigma di Shakespeare, la sua macchina attoriale ha costruito l’avanguardia e ha reso eterna la fatica di Tespi. Il successo di popolo non può essere risolto in un facile consumo pop, piuttosto in un capitolo, quello del senso antico della voce. La sua eredità è il nutrimento del Teatro Stabile d’Abruzzo”.

Istituto Cinematografico dell’Aquila: “Gigi Proietti, un pezzo di cultura italiana”

“Nel giorno del suo 80° compleanno, – scrivono dall’Istituto Cinematografico dell’Aquila – il Paese intero celebra la scomparsa di un grandissimo artista che è universalmente considerato un pezzo significativo della cultura italiana. Attore, comico, cabarettista, regista, doppiatore, Gigi Proietti si affermò al grande pubblico come attore teatrale ma anche nella televisione e nel cinema ebbe la capacità di imporsi grazie alla sua grande versatilità. Il suo genio e la sua poliedricità sono impressi nella memoria di tutti gli italiani ed in questa direzione, torna la preziosa opera di conservazione della Cineteca dell’Aquila “Maria Pia Casilio”. Negli archivi aquilani sono due i lungometraggi presenti in formato 35mm da lui interpretati: La Tosca di Luigi Magni (Italia, 1973), una commedia musicale che vede la presenza di altri grandi attori come Monica Vitti, Aldo Fabrizi e Vittorio Gasmann con le musiche di Armando Trovajoli; Febbre da Cavallo di Steno (1976), la fortunatissima commedia che generò tutta una serie di gag e scene comiche rimaste nell’immaginario collettivo”.