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Gigi Proietti, dalle gite a Santo Stefano di Sessanio al Kean di Taormina: il ricordo di Federico Fiorenza - Il Capoluogo
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Gigi Proietti, dalle gite a Santo Stefano di Sessanio al Kean di Taormina: il ricordo di Federico Fiorenza

L'AQUILA - Gigi Proietti, l'amicizia e l'arte. Il ricordo di Federico Fiorenza, dalle gite a Santo Stefano di Sessanio allo straordinario spettacolo del "Kean" a Taormina.

Gigi Proietti, l’amicizia e l’arte. Il ricordo di Federico Fiorenza, dalle gite a Santo Stefano di Sessanio allo straordinario spettacolo del Kean a Taormina.

È con voce rotta dall’emozione che l’aquilano Federico Fiorenza, colonna portante del TSA, impresario teatrale, direttore artistico, regista, drammaturgo e direttore di produzione di programmi televisivi ricorda Gigi Proietti. “È un giorno duro – confessa a IlCapoluogo.it – ti passano davanti tanti ricordi di momenti passati insieme, tanta memoria. Forse nessuno può immaginare cos’era Gigi, al di là dell’attore che oggi conosciamo”. Uno dei grandi maestri, a tutto tondo, ma anche un amico: “Ricordo le gite a Santo Stefano di Sessanio, sul Gran Sasso. L’estate da lui, a Ponza”.

Tra gli aneddoti ricordati a IlCapoluogo.it, quello del grande spettacolo a Taormina del 1989. Gigi Proietti portava in scena “il Kean”, come spiega lo stesso Fiorenza: “Edmund Kean, un mito del teatro, la più alta interpretazione di Shakespeare fatta da un attore inglese. Facevo la spola tra il camerino di Gigi e il botteghino, il teatro era stracolmo e lui era un po’ preoccupato dal fatto di essere uscito dal suo personaggio, dal suo modo di essere attore verso il pubblico, visto che portava in scena qualcosa di davvero unico. Quando tornai in camerino gli dissi: ‘Gigi, hanno venduto pure la terra ai bordi del teatro, saranno 8mila spettatori’. E lui mi rispose: ‘E se quanno esco uno mi dice… ahò, forza Gigi! che je dico?”.

Un altro ricordo è legato a “Non ti conosco più, una produzione che abbiamo voluto insieme ed è stata un grande successo. Gli dicevo che come teatro pubblico sarebbe stato rischioso portare uno spettacolo di De Benedetti, gli altri direttori ci avrebbero rimproverato di uscire dalla tradizione del teatro pubblico, dei gradi allestimenti, dei grandi titoli… ‘è una commediola’. E lui: ‘Te la faccio vede’ io che commediola è…’. Allora andammo alla prima prova a tavolino nella villa di Sandra Collodel, che era una delle protagoniste; attorno a un grande tavolo in salone c’erano tutti gli attori. In quel momento Gigi prese il copione, ma non lo lesse, faceva le parti e ruoli di ognuno. A nessuno ho mai visto fare cosa di tale splendore“.

Ma oltre l’aspetto professionale c’era poi “l’amicizia vera, le gite a Santo Stefano di Sessanio, sul Gran Sasso; mi aveva ospitato anche a casa sua, a Ponza. Oggi purtroppo è un giorno duro da affrontare”.

(Foto taoarte.it)

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