Niente Cantina di Pasetti a Capestrano, nuovo stop al progetto dal Tar

La Cantina di Pasetti a Capestrano, sull'area del Parco Nazionale del Gran Sasso, non si farà. Almeno per ora. Nuovo stop al progetto da parte del Tar.

La Cantina di Pasetti a Capestrano, nell’area del Parco Nazionale del Gran Sasso, non si farà. Almeno per ora. Nuovo stop al progetto da parte del Tar.

Solo pochi giorni fa il Tribunale amministrativo regionale ha imposto un nuovo diniego alla costruzione della Cantina di Pasetti: un progetto nato nel 2017, ma mai decollato. L’iniziativa arriva proprio dall’imprenditore Domenico Pasetti, ex presidente Coldiretti Abruzzo, e prevede la costruzione di una vigna con un’ampia cantina su territorio comunale di Capestrano.

La cantina dovrebbe sorgere nel mezzo di una vasta vallata, per una superficie totale di estensione della proprietà di circa 10mila metri quadrati.

Il No all’imprenditore è arrivato dalla Soprintendenza, principalmente per questioni legate all’impatto paesaggistico della costruzione. Il Tar si è espresso sul ricorso presentato dall’azienda agricola contro Soprintendenza e Comune di Capestrano.

Il regolamento del Parco Gran Sasso Monti della Laga, in questo caso specifico, “non è in vigore, tanto che la sentenza non lo richiama. Il Parco aveva dato, peraltro, parere favorevole alla costruzione”, ci spiega il presidente del Parco Tommaso Navarra. Preferisce non esprimersi ancora, invece, il sindaco del Comune di Capestrano, Antonio D’Alfonso, attendendo che le cose siano definitive.

Cantina di Pasetti a Capestrano, i dettagli della sentenza del Tar

Dal Comune, si legge nella sentenza, “la società ricorrente ha acquistato appezzamenti di terreno estesi complessivamente oltre 30 ettari, per la produzione trasformazione delle uve e la realizzazione di una cantina viticinicola“. Terreni che risultano posizionati all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga in “zona agricola a sviluppo controllato” del PRE del Comune di Capestrano.

La motivazione principale assunta dal Tribunale amministrativo alla base del rigetto del ricordo della società Pasetti è la seguente:

“L’autorizzazione alla costruzione è sottoposta alle valutazioni della Soprintendenza, limitatamente alla compatibilità paesaggistica del progetto proposto nel suo complesso e alla conformità dello stesso alle disposizioni contenute nel piano paesaggistico. Nel procedimento di rilascio dell’autorizzazione paesaggistica l’articolo 146 attribuisce al parere della Soprintendenza natura vincolante. […] L’area interessata dall’intervento è tutelata paesaggisticamente ed è ricompresa nel perimetro del Parco Nazionale Gran Sasso Monti della Laga. […] In questo quadro devono condividersi sul piano logico e giuridico le considerazioni della Soprintendenza per cui una costruzione con un’amplissima superficie, che si erge mediamente di più di 5 metri sul piano di campagna, al centro di una vallata del tutto intatta, avrebbe avuto un impatto che finirebbe per compromettere del tutto i valori paesaggistici di uno scenario unico, anche per la presenza di pannelli fotovoltaici sulle dorsali delle creste murarie”.

Una vicenda, probabilmente, ancora destinata ad andare avanti: ma la Cantina di Pasetti, al momento, sembra sempre più lontana.