Quantcast

Teatri di nuovo chiusi per Dpcm, Alessandro Benvenuti: è una mazzata, a teatro nessun contagio

Il Covid 19 chiude un'altra volta i teatri. L'attore e direttore Alessandro Benvenuti al Capoluogo: "Un'altra mazzata per tutto il settore. Non siamo ristoratori e non ci servono i ristori: nei teatri nessun contagio".

“Noi attori di teatro non meritiamo l’elemosina. Questo nuovo Dpcm infligge l’ennesima mazzata a un settore ‘ubbidiente’ che, dalla ripresa seppur stentata, stava seguendo tutte le regole. Non è il teatro il posto dove si rischia di prendere il Covid”.

Parole amare quelle dell’attore toscano Alessandro Benvenuti, noto nel mondo del cinema e soprattutto del teatro italiano da più di 30 anni che ha condiviso con il Capoluogo il dispiacere per la chiusura di cinema e teatri a seguito del nuovo Dpcm.

L’attore, durante il lockdown era anche risultato positivo al Covid, ha fatto la quarantena in casa da dove ha mantenuto un costante rapporto con il suo pubblico attraverso i social. “Un modo per mettermi a nudo, per farmi vedere in casa mia e per dire loro che l’uomo resiste e non si fa abbattere dalle avversità”, aveva detto intervistato dal Capoluogo.

Coronavirus, il diario di un non intubabile: Alessandro Benvenuti

Benvenuti è anche direttore artistico a Siena del Teatro dei Rinnovati e dell’antichissima Accademia dei Rozzi e del Tor Bella Monaca di Roma dove, proprio in questi giorni, era impegnato con lo spettacolo “Chi è di scena”. A Siena invece era tutto pronto per la presentazione del nuovo cartellone, ovviamente saltato dopo l’ultimo Dpcm.

“Chi è in scena”, il suo ultimo lavoro, è una pieces che ha registrato un successo di pubblico nonostante gli ingressi ridotti e contingentati e l’obbligo della mascherina dal posto. Acclamato dalla critica, affronta l’attuale situazione della cultura italiana, “Messa a dura prova anche da questa emergenza e da questa improvvisa quanto ingiusta chiusura”, spiega Benvenuti al Capoluogo, a poche ore dalla notizia dell’ennesimo stop per il settore teatro e cinema.

“Il 15 di giugno siamo stati gli unici a Roma ad aprire il teatro con un programma ininterrotto e con una rassegna nella Cavea chiusa dal 2006. Noi attori di teatro abbiamo cercato di tornare in scena con tutte le cautele del caso: tamponi, sierologici, attenzioni di ogni tipo per cercare di fermare un settore che è stato messo letteralmente in ginocchio dal lockdown”.

Per lo spettacolo al Tor Bella Monaca Benvenuti ha scelto di non prendere compensi: “Ho lavorato perchè volevo farlo e sono nelle condizioni di poter rinunciare al cachet, ma ho preteso che gli altri attori venissero pagati, quantomeno il minimo sindacale, perchè da qualche parte bisognava ripartire e siamo tenuti, ognuno di noi, a fare il possibile affinché avvenisse”.

“Non vogliamo essere ‘ristorati’ come ci viene detto  dalle istituzioni, noi non siamo ristoratori. Noi viviamo di questo e non possiamo essere abbandonati così. Sono state fatte delle scelte strane, non si può tirare una riga netta per chi si e per chi no. È assurdo che non ci sia stata attenzione da parte di chi dovrebbe proteggerci e invece parla di aiuti come se noi campassimo di elemosine”.

“La nostra è una categoria di persone serissime, sia nel teatro che nel cinema si è cercato di andare avanti con tutte le cautele. Mascherine sul set, chiusi negli alberghi per le riprese fuori città: il settore ha risposto a tutte le richieste fatte per mettersi in linea”.

“È una vera tragedia che non investe solo il comparto attori ma tutto il sistema: dai fonici alle regie, passando per truccatori, costumisti e operatori. Un carrozzone che ha mosso negli anni e che oggi si ritrova senza certezze”.

Veniamo da un’estate difficile e le fatiche ci hanno ripagati: non c’è stato un solo contagio nei teatri e nei cinema dopo la ripresa. Le cautele sono state messe in campo con scrupolo e coscienza. Ci sono i termoscanner, i guanti per non toccare con le mani le macchinette del caffè, i sanificatori e tutti indossano protezioni. Gli attori e le produzioni fanno i tamponi con regolarità eppure anche questa volta siamo stati ‘puniti’, tirando una bella linea dritta”.

“Perchè i teatri devono stare chiusi e i musei e le chiese no? Quali sono i pericoli in cui possiamo incorrere? Sono convinto che le nostre istituzioni non abbiano mai messo piede in un teatro in questi mesi e non sono a conoscenza del rispetto dei nostri protocolli”.

“O il Governo capisce che la cultura è importante in un Paese come l’Italia, oppure no. Se decide che siamo importanti, allora ci prende in considerazione e noi lo siamo perchè il teatro è cultura e senza la cultura c’è la barbarie”, conclude. 

La foto allegata all’articolo è stata scattata dalla figlia di Benvenuti, Carlotta, all’interno di Palazzo Vecchio.