Consiglio regionale, Febbo reintegrato… in 56kb

L'ex assessore Mauro Febbo reintegrato in Consiglio regionale tra problemi tecnici e difficoltà di "comunicazione". I lavori della seduta di oggi.

L’AQUILA – Votato a maggioranza il reintegro dell’ex assessore Febbo nel Consiglio regionale tra difficoltà tecniche e interruzioni.

Seduta a tratti surreale quella di questa mattina per il Consiglio regionale d’Abruzzo che, pur senza lunghi interventi, ci ha messo più di un’ora per votare il reintegro dell’ex assessore Mauro Febbo tra i banchi del Consiglio. Venti minuti ci sono voluti al Presidente Marco Marsilio per dire di aver nominato assessori Daniele D’Amario e Pietro Quaresimale al posto di Mauro Febbo e Pietro Fioretti. Non che si sia dilungato in un intervento politico particolare, ma tra audio che andava e veniva, difficoltà di connessione e rimbombi vari, ci sono voluti 20 minuti solo per cercare di dare la possibilità al presidente di chiudere una frase di senso compiuto.

A seguire, gli interventi sull’ordine del giorno, con l’attacco del M5S, che con Domenico Pettinari ha sottolineato: “Questa amministrazione regionale merita la peggiore opposizione esistente, non come la nostra, seria e costruttiva. Voi meritate quella che state facendo voi a livello nazionale, se è questo quello che volete noi siamo pronti”.

È stato poi il consigliere Dino Pepe a far presente che era impossibile seguire i lavori, chiedendo la sospensione fino al ripristino delle “regolari attività online”. Il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, ha dato ampia disponibilità a riguardo, anche se col sospetto che “evidentemente c’è problema di linea, proviamo a sospendere, ma se è così non possiamo farci niente”.

E infatti alla ripresa poco è cambiato. Giusto il tempo di far togliere qualche “sassolino dalla scarpa” alla consigliera Marianna Scoccia: “Questo provvedimento certifica il fallimento della Lega in Abruzzo. Se non fosse stato per il senso di responsabilità di FdI, del presidente Marsilio e del presidente Sospiri probabilmente la legislatura sarebbe già terminata”.

A finire, nel frattempo è stato il Consiglio regionale, online ma non troppo, con la votazione sull’odg, approvato con 17 voti favorevoli, e 7 contrari (M5S). Il centrosinistra non ha partecipato al voto. “Siamo stati costretti ad abbandonare la seduta del Consiglio regionale convocato oggi in remoto” ha poi sottolineato Silvio Paolucci. “Non ci hanno consentito il regolare svolgimento dei lavori per gli evidenti difetti di audio della seduta. Nel frattempo l’Abruzzo affonda in attesa di rimedi concreti alla crisi economica portata dall’emergenza sanitaria, l’esecutivo regionale gioca alle sostituzioni in Giunta e trasforma in un debito di bilancio convenzioni che agli abruzzesi in difficoltà non porteranno nulla di concreto e utile e che pagheremo carissime in termini di legittimità istituzionale”.