Covid 19 L’Aquila, a casa da 10 giorni con sintomi e senza tampone: “La Asl ci ha abbandonati”

Covid 19 L'Aquila: continuano le lamentele di cittadini chiusi in casa da giorni in quarantena cautelativa senza tampone, con sintomi riconducibili al virus e senza assistenza, anche telefonica, da parte della Asl.

A #DilloalCapoluogo un altro caso, una famiglia questa volta, abbandonata in casa da quasi 10 giorni con sintomi riconducibili al Covid, senza un tampone e con la Asl 1 che non risponde al telefono.

Si tratta di una coppia, moglie e marito, in quarantena a cautelativa dopo essere entrati in contatto con un operatore del San Salvatore dell’Aquila, risultato positivo al Covid.

L’uomo ha dei pregressi problemi di salute, cardiopatico, vive con la moglie, il figlio (che è riuscito a fare il tampone ed è risultato fortunatamente negativo) e con gli anziani genitori, 92 anni e 87, gravati da diverse patologie.

Prima del contatto con l’infermiera positiva, la famiglia aveva prenotato un tampone in una struttura convenzionata di Tortoreto, ma la quarantena cautelativa gli ha impedito di spostarsi e a L’Aquila non sono riusciti a farlo prima vista la mole di richieste e le lunghe file che si erano create davanti il centro tamponi di Dante labs, prima che la Asl 1 disponesse l’obbligatorietà della prescrizione medica.

Questa famiglia attualmente è disperata: non riesce ad avere informazioni dalla Asl 1, ovviamente non si possono muovere e nessuno è andato da loro per fare il tampone a domicilio nonostante le diverse sollecitazioni.

Stiamo chiamando la Asl 1 tutti i giorni ma nessuno risponde – spiega la coppia al Capoluogo -, l’unico risultato è stato di aver potuto lasciare un messaggio in segreteria telefonica nell’unica occasione in cui siamo risusciti a prendere la linea. Per il resto buio e silenzio”.

Il marito è molto preoccupato: “Non sto bene, ho la tosse e una forte oppressione al petto, non abbiamo febbre ma anche mia moglie non si sente bene, è molto costipata e raffreddata. Il nostro medico di famiglia ha attivato i protocolli di sua competenza ma a un certo ha dovuto alzare le mani: abbiamo bisogno di qualcuno esperto di Covid 19 ma soprattutto è urgente farci un tampone”.

Il figlio, negativo al primo tampone li sta aiutando, ma sono preoccupati anche per lui. “Non vuol dire che lui sia immune e così facendo stiamo mettendo in pericolo un’intera famiglia senza avere alcun tipo di assistenza dal nostro sistema sanitario”.

“È un’attesa snervante e preoccupante, non si può abbandonare la gente in questo modo. Si era parlato di telemedicina, ma alle parole non sono seguiti i fatti. È un sistema che ci consentirebbe di curarci adeguatamente adesso e di stare più tranquilli: funzionante in Italia soprattutto attraverso una rete nazionale privata, ma mai decollata veramente nel settore della sanità pubblica”.

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