Reddito di cittadinanza, sempre più beneficiari: i numeri

1,3 nuclei familiari percepiscono il reddito di cittadinanza in Italia. Gli ultimi dati dell'Inps. Boom di domande anche in Abruzzo: Caf preso d'assalto tra bonus, detrazioni e assistenze varie.

Più nuclei familiari che percepiscono il reddito di cittadinanza. Il mese di agosto fa segnare quota 1,3 milioni, al numero delle famiglie che beneficiano del sostegno economico del Governo. L’Abruzzo non fa eccezione ai dati nazionali, anzi.

Percentuali in aumento e si tratta di un incremento importante. +23% è l’incremento registrato rispetto al mese di gennaio 2020. 1 milione e 300mila famiglie possono contare sul reddito di cittadinanza, secondo gli ultimi dati forniti dall’Inps.

+20% anche per quanto riguarda le singole persone coinvolte. Oltre 3 milioni, dei quali 2 sono residenti al Sud e nelle isole.

Analizzando i dati relativi alla nazionalità dei beneficiari risulta che: 2,6 milioni sono cittadini italiani, 133mila i cittadini europei e 276mila gli extracomunitari.

Sono ancora oltre 100mila le domande attualmente in lavorazione per il Reddito di Cittadinanza.

I dati più recenti, di ottobre 2020, parlano di: 2.174.613 di nuclei familiari che hanno presentato una domanda di Reddito/Pensione di Cittadinanza all’INPS: 1.494.167 (69%) sono state accolte, 128.784 (6%) sono in lavorazione e 551.662 (25%) sono state respinte o cancellate.

Da aprile 2019 ad oggi 166.279 nuclei sono decaduti dal diritto.

Al 31 luglio 2020, ultima data utile per la presentazione delle istanze, risultano aver fatto domanda di Reddito di Emergenza 599.942 nuclei: al 48% di questi (290.072) è stato erogato il beneficio, al 51% (303.817) è stato respinto, mentre il restante 1% (6.053) è in attesa di definizione della domanda.

Reddito di cittadinanza in Abruzzo: i numeri

Il reddito di emergenza (tra 400 e 800 euro in base al reddito e alla composizione del nucleo familiare), i bonus mensili per i lavoratori autonomi e il bonus colf, esteso ai nonni. Anche le ultime tre misure governative per far fronte al periodo di pandemia sono opportunità che le persone richiedono prevalentemente tramite i Caf.

Presi d’assalto anche per il “Superbonus 110%” per le riqualificazioni edilizie e per il boom di nuove domande per il reddito di cittadinanza nel periodo dell’emergenza da coronavirus: più 23 per cento da gennaio 2020.

I Caf, centri di assistenza fiscale, introdotti nel 1991 dalla legislazione, confermano il proprio ruolo essenziale in termini di orientamento e di prestazioni per cittadini e imprese. La gamma di servizi offerti continua costantemente ad ampliarsi: oltre alle dichiarazioni dei redditi (quest’anno termini spostati per la presentazione dal 23 luglio al 30 settembre), alle pratiche catastali, ai redditi di cittadinanza e di emergenza, il consistente elenco include bonus sociali (acqua, gas, elettricità, bebè, colf, vacanze), assegni (nucleo familiare, maternità, natalità), calcolo Imu, Isee e Tasi, dichiarazione Iva, registrazioni di contratti di affitto, agevolazione canone Telecom, iscrizioni figli a scuola, ecc.

Emblematici tre dati relativi al 2019: attraverso i Caf sono passate il 94,7 per cento delle domande (Dsu) per l’Isee, pari a sette milioni e 578mila; circa l’85 per cento delle dichiarazioni dei redditi parte annualmente dai centri di assistenza fiscale; circa due terzi delle domande per il reddito di cittadinanza passa per i Caf.

Reddito di Cittadinanza, il ruolo del Caf

I principali servizi sono offerti gratuitamente grazie a convenzioni con lo Stato che, una volta tanto, premiano la proficua collaborazione tra pubblico e privato – spiega Domenico Mamone, presidente del Caf Unsic, sindacato datoriale con oltre duemila uffici in tutta Italia.

L’accordo tra Inps e Caf, ad esempio, vale quest’anno circa 117 milioni di euro a fronte di attività che gli sportelli dei centri di assistenza fiscale offrono in termini molto concorrenziali sia per la prossimità, grazie ai circa 45mila sportelli sparsi in tutta Italia, sia per la competenza, merito di pool di esperti a disposizione dell’utenza, sia per efficienza.

Le nostre strutture sono rimaste aperte anche nel periodo di quarantena, rispetto alla chiusura di molti uffici pubblici – ricorda Mamone. C’è un problema, però, che specie negli ultimi anni emerge puntualmente: aumentano i tagli dei trasferimenti economici Stato-Caf.

“Sono stati 30 i milioni in meno tra il 2018 e il 2019, a fronte della parallela crescita delle materie delegate – spiega il presidente dell’Unsic. “Quest’anno, poi, a causa della crisi da Covid-19, s’è verificato un boom di richieste per alcuni servizi, come nel caso del sempre più strategico Isee, circa un 35 per cento di domande in più rispetto allo scorso anno, che spinge ulteriormente in su quel più 20 per cento del 2019″.

“Crescono pure le richieste di reddito di cittadinanza base: secondo i dati Inps riferiti ad agosto 2020, ne beneficiano ormai 1.464.835 nuclei familiari per un totale di 3,081 milioni di persone. In Abruzzo sono 29.366 (su 42.744 domande)”. Se si esaurirà il plafond di risorse previsto dalla convenzione con l’Inps per l’invio gratuito degli Isee, insieme ad altri budget, il rischio concreto è che alcuni servizi diventeranno a pagamento. Sarebbe una beffa soprattutto per coloro a cui gli strumenti ottenuti dai Caf, come i redditi di cittadinanza o d’emergenza, rappresentano necessità esistenziali.