Incidenti stradali, a L’Aquila cresce l’indice di mortalità

Tutti i dati Istat sugli incidenti stradali in Abruzzo. Gli indici di mortalità, le cause e i costi sociali.

I dati Istat sugli incidenti stradali in Abruzzo. L’indice di mortalità cresce nei comuni di L’Aquila e Pescara e diminuisce nei comuni di Teramo e Chieti.

Nel 2019 si sono verificati in Abruzzo 3.160 incidenti stradali che hanno causato la morte di 78 persone e il ferimento di altre 4.648. Rispetto al 2018, aumentano gli incidenti (+0,5%) e le vittime della strada (+2,6%) mentre diminuiscono i feriti (- 0,7%), in netta contrapposizione alla tendenza nazionale che presenta diminuzioni seppur modeste. Per quanto riguarda la provincia dell’Aquila, si sono registrati 629 incidenti, con 23 morti e 960 feriti. L’incidenza degli utenti vulnerabili per età (bambini, giovani e anziani), periti in incidente stradale, in Abruzzo è superiore alla media nazionale (51,3% contro 45,2%). L’indice di mortalità cresce nei comuni di L’Aquila e Pescara e diminuisce nei comuni di Teramo e Chieti.

I comportamenti a rischio e le persone coinvolte.

La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (71,6%); la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (1.107 casi, 16 vittime e 1.734 feriti), seguita dal tamponamento (574 casi, 6 decessi e 989 persone ferite). La tipologia più pericolosa è lo scontro frontale (7,5 decessi ogni 100 incidenti), seguono l’investimento con pedone (4,6) e l’urto con ostacolo accidentale (4,1). Gli incidenti a veicoli isolati risultano più rischiosi, con una media di 3,8 morti ogni 100 incidenti, rispetto a quelli che vedono coinvolti più veicoli (1,9 decessi).

Il mancato rispetto delle regole di precedenza, la velocità troppo elevata e la guida distratta sono le prime tre cause di incidente (escludendo il gruppo residuale delle cause di natura imprecisata). I tre gruppi costituiscono complessivamente il 37,5% dei casi. Considerando solo le strade extraurbane, la guida distratta incide da sola per il 16,1%.

Il tasso di mortalità standardizzato è più alto per la classe di età 65+ anni (10,9 per 100mila abitanti). I conducenti dei veicoli coinvolti sono il 68,4% delle vittime e il 68,7% dei feriti in incidenti stradali, le persone trasportate il 19,7% dei morti e il 24,6% dei feriti, i pedoni l’11,8% dei deceduti e il 6,7% dei feriti. Il 68,8% dei pedoni rimasti vittima di incidente stradale appartiene alla classe di età 65+ mentre il 66,3% dei pedoni feriti ha più di 44 anni. L’indice di lesività standardizzato è pari a 603,8, per la classe di età 15-29 anni e a 452,6 per quella 30-44 anni.

La mobilità e l’incidentalità stradale ai tempi del COVID19: primi dati del 2020

L’arrivo della pandemia da COVID19 ha modificato radicalmente le abitudini di tutti e la mobilità ha avuto una battuta d’arresto come mai si era verificato prima. Nel periodo di lockdown il tasso di mobilità (percentuale di persone che hanno compiuto almeno uno spostamento in giornata, ad eccezione dei tragitti a piedi inferiori ai 5 minuti) è passato dall’85% al 32% mentre la lunghezza media degli spostamenti è diminuita del 40%

Un effetto positivo è sicuramente dato dalla diminuzione di incidenti stradali dovuta alla minore esposizione al rischio. I primi dati, forniti dalla Polizia Stradale e dall’Arma dei Carabinieri per gli incidenti stradali con lesioni a persone (circa un terzo degli incidenti totali registrati), nel periodo gennaio-aprile 2020, mostrano in maniera evidente gli effetti dell’entrata in vigore dei Decreti, che hanno istituito prima le zone rosse in alcune regioni del Nord Italia (DL n. 6 23/2/2020) e successivamente il confinamento di tutta la popolazione sull’intero territorio nazionale (DCPM del 9 marzo 2020).

Dal confronto dei dati settimanali di incidentalità con l’anno precedente, emergono diminuzioni che nella regione Abruzzo toccano anche punte del 96,6% (90% in Italia) durante il mese di aprile. Mediamente il decremento degli incidenti stradali è stato dell’80,6% a marzo e del 90,5% ad aprile (72% a marzo e 85% ad aprile a livello nazionale).

Incidenti stradali, i costi sociali

I costi sociali quantificano gli oneri economici che, a diverso titolo, gravano sulla società a seguito delle conseguenze di un incidente stradale. Nel 2019 il costo dell’incidentalità con danni alle persone è stimato in quasi 17 miliardi di euro per l’intero territorio nazionale (279,5 euro pro capite) e in più di 348 milioni di euro (266,1 euro pro capite) per l’Abruzzo; la regione incide per il 2,1% sul totale nazionale.

Il rischio di incidente stradale.

Tra il 2018 e il 2019 l’indice di lesività diminuisce lievemente da 148,9 a 147,1; l’indice di mortalità invece aumenta lievemente passando da 2,4 a 2,5 decessi ogni 100 incidenti mentre quello di gravità (misurato dal rapporto tra il numero dei decessi e la somma di decessi e feriti moltiplicato 100) aumenta da 1,6 nel 2018 a 1,7 nel 2019. L’incidentalità rimane alta lungo la costa e nei comuni capoluogo di provincia: lungo la Strada Statale 538 Marrucina, la Strada Statale 650 Fondo Valle del Trigno e la Strada Statale 260 Picente. Nel 2019 il maggior numero di incidenti (2.105, il 66,6% del totale) si è verificato sulle strade urbane, provocando 32 morti (41,0% del totale) e 2.898 feriti (62,3%). Rispetto all’anno precedente i sinistri aumentano del 2,4% in ambito urbano mentre diminuiscono del 2,7% sulle autostrade e del 3,3% sulle strade extraurbane. Gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane (4,9 decessi ogni 100 incidenti) e sulle autostrade (2,4 ogni 100). Sulle strade urbane il 48,2% dei sinistri avviene lungo un rettilineo. Sulle strade extraurbane tale percentuale sale al 51,9%. In ambito urbano gli incidenti che avvengono in corrispondenza degli incroci rappresentano il 21,7% del totale, seguono quelli che si verificano nei pressi di una intersezione (16,6%) e in curva (7,7%). Lungo le strade extraurbane il 27,1% degli incidenti si verifica in curva, il 7,8% nei pressi di una intersezione.

Incidenti stradali, i mesi e le ore più a rischio

In primavera e in estate, la concentrazione degli incidenti è elevata a causa della maggiore mobilità legata a periodi di vacanza. Tra maggio e settembre si contano 1.516 incidenti (il 48,0% di quelli avvenuti durante l’anno) in cui hanno subito lesioni 2.229 persone (48,0%) e 40 sono decedute (51,3%) (Figura 5). Oltre il 77% degli incidenti ha luogo tra le 8 e le 20 ma l’indice di mortalità raggiunge i valori più elevati tra le ventitré e le ventiquattro (8,2 morti ogni 100 incidenti) con un valore di molto superiore alla media giornaliera (2,5) (Figure 6 e 7). Nelle notti diverse dal venerdì e sabato si concentrano il 61,9% degli incidenti notturni, il 53,3% delle vittime e il 59,8% dei feriti. L’indice di mortalità dei soli incidenti notturni è pari a 3,6 decessi ogni 100 incidenti.

Gli incidenti stradali nelle aree urbane, intermedie e periferiche

In Abruzzo il 42,3% degli incidenti stradali è concentrato nei Poli urbani; considerando anche le Aree di cintura, che comprendono i comuni più prossimi ai Poli, si arriva al 74,3% del totale. Nei comuni delle Aree interne, caratterizzate da distanze superiori ai 20 minuti di percorrenza dai Poli urbani, gli incidenti rappresentano il 25,7% del totale regionale. Nel totale dei Centri il numero delle vittime è in aumento dell’11,6% rispetto al 2018. Nelle Aree Interne le vittime diminuiscono del 9,1%.