Covid19, la denuncia di Giammarco: Io, malato oncologico, in fila per le cure all’ospedale di Avezzano

"Sono un paziente oncologico, cardiopatico e invalido. All'ospedale di Avezzano, però, ho dovuto fare la fila al freddo, come chiunque altro. Chiedo tutela per tutti coloro che soffrono di patologie importanti, come me".

In piena emergenza sanitaria, ad Avezzano, succede anche questo, che un paziente oncologico, cardiopatico e invalido al 100% resti fuori dall’ospedale, prima di poter accedere e fare le cure. La denuncia di Giammarco.

“Mi chiamo Giammarco, sono in cura presso il nostro ospedale di Avezzano. Sono un malato oncologico, cardiopatico. Sono invalido al 100% col la 104. Ho subito un intervento a cuore aperto e mi sono stati impiantati due bypass. Inoltre ho una stabilizzazione alle vertebre lombosacrali, che non mi permette di stare tanto tempo in piedi”.

“Fino a 15 giorni fa – racconta Giammarco – da quando il Covid ha modificato la funzionalità di questo e altri ospedali, il venerdì, cioè il giorno in cui vengo in ospedale per sottopormi a immunoterapia, non ho mai avuto problemi, anzi. Ho avuto una specie di corsia preferenziale per entrare in ospedale; così come succede per i prelievi del sangue che vengono a farmi a casa. Prendere il Covid per me sarebbe pericolosissimo”.

“Ieri, venerdì 23 ottobre, per la prima volta mi hanno costretto a fare la fila fuori dalla struttura dell’ospedale, anche se a dire il vero non c’era tanta gente. Spesso, però, la fila si allunga e il tempo di attesa, oltre a far slittare i tempi per la terapia, lascia un malato di patologie importanti fuori al freddo, alla pioggia e alla neve, sottoponendolo al serio rischio di prendere qualche malanno. Io parlo a nome di tutti, ci tengo a sottolinearlo”.

“Ora, mi chiedo cosa succederà quando ci sarà il freddo e ancor di più la neve? Per questo ieri mi sono permesso di recarmi nell’ufficio del direttore dell’Ospedale di Avezzano. Per chiedere chiarimenti, ma non ho potuto incontrarla.
Io vorrei semplicemente che le persone malate avessero priorità legate a chi ha patologie importanti. Ovviamente garantendo un accesso con le dovute precauzioni contro il Covid19″.

“Spero che questa lettera giunga all’attenzione del direttore dell’ospedale di Avezzano e che io possa essere ricevuto, per presentare una lettera scritta. Qualora non fosse possibile vi chiedo di avere un indirizzo PEC. Io devo decidere se continuare a curarmi ad Avezzano o all’Aquila, come fanno diverse persone che lavorano anche nel nostro ospedale. Un presidio sanitario che fino a ieri ho difeso con il sangue ai denti, perché restasse un punto vitale per la nostra Marsica“.