Cesti di Natale dal sapore antico, l’Abruzzo in tavola a km0

"Dal produttore al consumatore" al km0. L'agricoltura più richiesta è quella più vicina, scegliamola anche per i Cesti di Natale, con i prodotti del territorio

L’Abruzzo in tavola a Natale per ritrovare i veri sapori di un mondo incontaminato: lo zafferano ed i ceci di Navelli, i fagioli bianchi di Paganica, le mortadelle di Campotosto, la genziana e la ratafia, il miele ed i biscotti di mandorle e nocciole.

“Dal produttore al consumatore” a Km0, per un Natale all’insegna della riscoperta, ad incominciare dai sapori portati sulla tavola. Va da sé che i tradizionali cesti di Natale – spesso scelti come dono per parenti e amici vicino e lontani – rispecchieranno pienamente la tendenza del Km 0.

Pensando al km 0, allora, L’Aquila territorio si candida a ritagliarsi un suo spazio di primo piano, nella produzione di prodotti considerati autentiche eccellenze tipiche della gastronomia locale. Dalla mortadella di Campotosto allo zafferano di Navelli, dalle patate del Fucino alla castagna roscetta della Valle Roveto, fino alle lenticchie di Santo Stefano di Sessanio, ai ceci di Navelli ed ai confetti bianchi di Paganica. E ancora l’aglio rosso e i confetti di Sulmona. Per il prossimo Natale 2020 immancabile il torrone aquilano ed il panettone artigianale.

Agriforno, il gioiello del Natale

Chiamatela filosofia, tendenza o, molto più semplicemente, voglia di tornare a sentire quei sapori naturali, quasi dimenticati nell’era tecnologica: in cui spesso i fast food sostituiscono le lunghe ore del pranzo della domenica in famiglia.

La tradizione dei cesti di Natale passa anche per il km 0

Il Natale potrà essere, quest’anno, soprattutto, la festa del km 0. Di quei prodotti reperiti direttamente nelle zone di produzione.

Per parlare di chilometro zero, infatti, la produzione deve essere localizzata entro il raggio massimo di 100 km dalla nostra cucina. L’acquisto? Anche quello avviene direttamente dal produttore o, comunque, dalla filiera corta, senza intermediari.

Nel 2020 l’agricoltura più richiesta è quella più vicina: il prodotto del territorio, la sua eccellenza gastronomica. Meglio se non trattata. E saranno proprio questi prodotti i candidati protagonisti dei nostri cesti di Natale. Lockdown o meno.

Chissà che allora la coda di un 2020 stregato – anno difficile anche e soprattutto per le piccole e medie imprese – non riesca ad offrire ai produttori locali una chance di rilancio, partendo dai cesti di Natale “fatti in casa”. Possibilità che, per abruzzesi e aquilani in particolare, potrà passare direttamente dalla tavola imbandita, rigorosamente a km 0!