Santo Stefano di Sessanio, nuova vita per la sua torre

Santo Stefano di Sessanio, rinasce la torre simbolo del borgo.

A 12 anni dal sisma Santo Stefano di Sessanio riavrà la sua torre.

Sono terminati infatti i lavori di ricostruzione della Torre simbolo di Santo Stefano di Sessanio, borgo tra i più belli d’Italia alle pendici del Gran Sasso.

Lo ha reso noto la ditta che ha effettuato i lavori (Fracassa Rinaldo srl) con un post su Facebook con la foto della posa dell’ultima pietra. La stazione appaltante dei lavori è il segretariato regionale ai Beni culturali.

torre Santo Stefano di Sessanio

I lavori per riportare la torre al suo splendore sono stati finanziati con dei fondi messi a disposizione da una delibera del Cipe, la 135 del 2012, una delle delibere più importanti per il post-sisma 2009, per un totale di circa 1 milione e mezzo di euro.

La torre di proprietà comunale è posizionata sulla parte più alta del paese, la sua storia è di fatto quella del paese di Santo Stefano di Sessanio, soprattutto nella fase di insediamento ed incastellamento del borgo.

E’ possibile riferire al periodo angioino la sua trasformazione più vistosa che aggiunge alla canna cilindrica originale l’apparato a sporgere del coronamento impostato su beccatelli a tre aggetti che trasformano di fatto la torre in un vero presidio di difesa del borgo. Sostanziali cambiamenti seguirono, anche nel borgo di Santo Stefano, alla vendita nel 1579 della Baronia di Carapelle a Francesco I dei Medici.

Il restauro della torre all’epoca, senza cambiamenti sostanziali, venne ricompreso nei più generali lavori di abbellimento del borgo, ormai al centro di un’intensa attività commerciale, tanto da essere, successivamente e in modo improprio, definita “torre medicea”. Ulteriori e successivi interventi di riparazione per danni di guerra e per quelli causati dai disastri naturali, tra cui sicuramente precedenti terremoti, hanno riguardato la torre.

La torre di Santo Stefano è andata poi quasi distrutta a seguito del sisma del 6 aprile 2009, era rimasto in piedi solo
un grosso lacerto murario di altezza variabile.

Il materiale del crollo è stato recuperato e conservato, sia per il materiale sciolto delle pietre in bozza, che per le parti lapidee lavorate di beccatelli, mensole e imbotti di porte e finestre.

Il cantiere è stato inaugurato a maggio del 2017 alla presenza di Gianni Letta, l’allora vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, l’ex presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso e l’ex presidente del Senato Franco Marini.

I lavori sono andati a rilento anche per via di un’indagine della magistratura.