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L'editoriale

Covid19, l’agonia dei piccoli commercianti: facciamo la nostra parte

Covid19, crisi nera per il commercio locale. Piccoli imprenditori e commercianti in grossa difficoltà. Sosteniamo l'economia del territorio

L’AQUILA – L’affitto di ottobre, gli stipendi ai dipendenti, la grande incognita novembre e i locali vuoti. Il coprifuoco, la chiusura alle 18 per molti e, ancora, i locali vuoti. La dura vita dei piccoli commercianti ai tempi del Covid19. Nessun lockdown ufficiale, ma di fatto. Chi sopravvivrà a questa seconda ondata?

Ottobre 2020, otto mesi dopo l’inizio dell’emergenza Covid19.

Molti imprenditori hanno già ridotto le ore di lavoro ai loro dipendenti, cercando di sostituirsi in prima persona, nel tentativo di limitare le spese e salvare l’azienda. I piccoli commercianti e imprenditori stanno lottando con le unghie e con i denti per restare aperti. Ristoranti e bar vuoti, negozi deserti, merce che resterà stipata dentro i magazzini e che probabilmente deperirà.

Covid 19, scegliamo dove spendere i nostri soldi

Chi ha la fortuna di avere uno stipendio sicuro, può limitare i danni ed aiutare l’economia della propria città e della propria regione. Forti dell’esito inesorabile del primo lockdown, facciamo tesoro. Acquistiamo consapevolmente, compriamo prodotti del nostro territorio e aiutiamo la nostra economia.

Le grandi catene commerciali, i franchising e i colossi delle piattaforme di vendita online guadagnano, mentre i piccoli negozi del territorio muoiono. In silenzio.

Il lockdown, del resto, ci ha insegnato che non tutte le attività commerciali – da quelle di vendita al dettaglio a quelle di ristorazione – hanno subito lo stesso contraccolpo nei mesi di chiusura totale. E la situazione, a distanza di mesi, non è cambiata molto.

I cittadini vengono esortati a non uscire, a limitare al massimo i contatti con l’esterno. Non si è tornati (al momento) alla quarantena di marzo, ma la normalità è uno sfocato miraggio.

Si attende, di nuovo, la prossima conferenza stampa. Si aspetta il nuovo Decreto, per scoprire se e come si dovrà alzare la serranda della propria attività il giorno successivo. Quanto sarà possibile andare avanti così? Se novembre porterà con sé un nuovo lockdown, si chiedono i titolari di attività con locali in affitto “i proprietari degli immobili saranno clementi?”. 

Che aria tira tra i commercianti del posto? Gelida…e siamo solo a fine ottobre. Aria di chiusura. E c’è da ritenersi fortunati se la chiusura sarà solo momentanea, per sanificare e fare un giro di tamponi Covid19. L’Aquila è stata l’esempio di come l’emergenza sanitaria sia tutto fuorché superata, di come siamo ben lontani dall’aver imparato a convivere con il virus.

Quella dei commercianti è una guerra doppia: oltre alla battaglia contro il virus, c’è la lotta per sopravvivere alla crisi. Se il lavoro è un diritto, le tutele al riguardo sembrano essersi perse navigando a vista, tra un DPCM e l’altro. Come i 600 euro a Partita Iva. Sintomo che qualcosa è andato storto e continua a non funzionare. Ci sarà un vaccino in grado di curare la crisi dei piccoli commercianti? Difficile crederlo, aspettando quello che possa sconfiggere, finalmente, il Covid19, e nell’impossibilità di trovare anche solo quello anti-influenzale.

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