Le Nuove stanze della poesia, Alessandra Prospero

Alessandra Prospero: il ritratto dell'editrice, poetessa e collaboratrice del Capoluogo, per l'appuntamento con la rubrica Le Nuove stanze della poesia.

Il profilo dell’editrice, poetessa e collaboratrice del Capoluogo Alessandra Prospero, per l’appuntamento con la rubrica Le nuove stanze della poesia a cura di Valter Marcone.

La storia della città di L’Aquila racconta che nel 1484 si costituì la società degli Stampatori Aquilani sotto l’egida del conte Giovanni di Montorio. La società raccoglieva la spinta di un fermento culturale che aveva avuto inizio proprio in quella seconda metà del quattrocento con l’arrivo a L’Aquila di Adamo Rotweill discepolo di Guthemberg che aveva aperto una stamperia nel 1481 dando vita ad un fermento che si svilupperà nei secoli successivi. Fermento dimostrato anche dalla circolazione negli Abruzzi della letteratura toscana, tanto che in una lettera della famiglia Gaglioffi che commerciò con il fiorentino Niccolò Acciaiuoli si parla di un codice stampato del Decameron di Boccaccio.

alessandra prospero

Abbiamo ricordato questo momento saliente della vita culturale della città non per fare una storia delle stamperie e degli editori che nei secoli hanno dato vita a imprese importantie ce ne sono stati molti , ma per dire che nel solco di questa tradizione ancora oggi operano a L’Aquila operatori culturali di rilievo.

Tra questi c’è Alessandra Prospero che coniuga la passione per la poesia frequentata sia in forma scritta che orale con quella della comunicazione attraverso la sua professione di giornalista ma  soprattutto con la sua attività di editore.

Alessandra Prospero è una poetessa, giornalista ed editrice aquilana. Appassionata lettrice da sempre, ha fatto dell’amore per i libri il suo mestiere e la sua missione.

Infatti dopo gli studi classici prima e criminologici poi e dopo anni di esperienza come recensionista, giornalista ed editor, ha fondato la casa editrice Daimon Edizioni.

Giurata in innumerevoli concorsi letterari, è l’ideatrice del blog culturale ‘Poesia: femminile, singolare…’ (poesiafemminilesingolare.blogspot.com) e coordina insieme a Valter Marcone la Compagnia dei Poeti dell’Aquila dal 2016. È stata la prima donna a condurre una finale regionale di Poetry slam nel centro sud. Oltre ad aver partecipato con i suoi testi a innumerevoli antologie, ha pubblicato quattro libri:

La casa editrice di cui è fondatrice, responsabile, animatrice si chiama Daimon un nome che definisce immediatamente programmi, progetti e realizzazioni e che nasce da una cieca ostinazione sorretta proprio da quel daimon che lo psicanalista e filosofo James Hillman teorizzò come demone (spirito) creatore e nello stesso tempo come destino di ognuno di noi.

Infatti dice Alessandra Prospero: “Ho iniziato tra mille difficoltà e senza nessun aiuto, anzi… e questo non è certo il più tenero dei settori ma chi mi conosce sa che sono ostinata. Il mio daimon appunto mi ha spinto fin qui ed evidentemente è stato una fonte d’attrazione per altri daimon che avevano bisogno di esprimere il loro talento non solo poetico ma anche poietico pubblicare un libro è solo l’ultimo atto di un affascinante e impegnativo processo di creazione”.

Nelle pubblicazioni dell’editrice c’è molto di L’Aquila, della sua vita, delle sue vicende passate e presenti tanto che “Noi rappresentiamo L’Aquila ovunque andiamo con qualità e contenuti e siamo fieri di questo. In fondo – conclude Alessandra Prospero – cultura e ostinazione sono due elementi propri della nostra città neroverde”.

Durante e dopo il lockdown Alessandra Prospero e la sua editrice si è fatta promotrice di iniziative fino a rappresentare L’Aquila, la sua città, all’Italia Book Festival.

L’Italia Book Festival ha tenuto aperto virtualmente i battenti sul web (a causa dell’emergenza corona virus ) sabato 16 maggio2020..

L’Italia Book Festival è una fiera dell’editoria virtuale dove gli editori hanno avuto la possibilità di presentare il loro lavoro, i lori autori, fare laboratori e vendere libri.
Al Festival hanno partecipato autori Diamon come : Guido Tracanna, Lucia Centofanti, Antonio Fasulo, Roberta Placida, Eraldo Guadagnoli, Gabriella Nardacci, Valter Marcone, Lina Ricci, Selene Luise, Daniele Funaro, la stessa Prospero con l’ultima raccolta poetica e La Compagnia dei Poeti dell’Aquila”.

Ma tutto a inizio con la pubblicazione di una silloge di poesie del poeta aquilano/romano Guido Tracanna
Passa poi attraverso esperimenti come le pagine di “Haikugrafia”,di Roberta Placida , titolo che già anticipa l’essenza della raccolta che lo porta a porre una domanda : “versi che si fanno immagini o immagini che si fanno versi? “sottolineando anche la modalità dell’esperimento nel formato del libro stesso a mezzo tra catalogo e volume tradizionale .

Fino ad arrivare a Benedetta Cerasani con Parla con me che sarà presentato il 24 ottobre 2020.

Un libro che come scrive Roberta Maiolini è : “Una storia di donne, di incontri, di volontà e amore. Inizia con Benedetta che scrive un libro dedicato a sua madre Antonietta, una storia di dedizione e amore, prosegue con l’editore della Daimon Edizioni Alessandra Prospero, alla quale propongo il libro, lei valuta e accetta e lo inserisce in una nuova collana che si chiama Rosa Igea, in memoria di un’altra grande donna, Rosa Antonelli Cellini. Poi entra in gioco un’altra mia amica, una donna dalle mille idee, imprenditrice, che non si ferma mai davanti alle difficoltà, Cristina Pascucci. Infine tutte le donne che potranno usufruire delle parrucche che verranno acquistate con parte del ricavato del libro, con l’Associazione di promozione sociale I girasoli .. Infine ci sono io che ho fatto da “gancio”, che voglio bene a queste donne e che non vedo l’ora di presentarvi il libro con loro”
Nel mezzo dopo la partecipazione all’Italia Book Festival e alla prima fase dell’Abruzzo Book Festival, la presenza a Bukitaly, fiera della piccola e media editoria organizzata da Emilio Brancadoro in collaborazione con Silvana Carolla, Domenico Faniello e Mauro Galliano. Nonostante l’emergenza causa Covid, la casa editrice prosegue la sua attività promozionale, con la presenza in questa rassegna con una nutrita schiera anche di autori marsicani . Al Bukitaly che si è svolto dal 20 al 29 giugno con virtuali eventi poetici e letterari, salotti, presentazioni e ritratti degli autori ci sono stati dunque anche gli autori marsicani Roberta Placida, Antonio Fasulo e Vittoria Cecilia Di Biase con il suo libro d’esordio, “Il ginepro e l’oleandro”. Il primo appuntamento per i lettori è il salotto letterario c’è stato il 20 giugno alle ore 16

Il daimon dunque . “Il progetto della Daimon Edizioni nasce,dice Alessandra Prospero , come risposta a una chiamata, del mio daimon appunto, quindi come obbedienza a una vocazione. Il daimon a cui mi riferisco è quello che teorizzò James Hillman, delineandolo non solo come demone creatore ma come missione, riprendendo il mito platonico di Er. Ognuno viene al mondo con una vocazione, anche se al momento della nascita dimentica di avere un compagno che lo accompagnerà per tutta la vita. Eppure il daimon ci accompagna, ci guida e insiste pervicacemente portandoci su alcuni percorsi invece che su altri. Non a caso il logo della casa editrice è la ghianda con la quale Hillman si raffigurava il talento personale di ognuno, la sua inclinazione, la sua vocazione. La Daimon Edizioni è nata da due anni: i sacrifici sono molti perché il settore editoriale ha molti ostacoli sia interni sia esterni, non ultima la convinzione di aspiranti autori e/o editori o sedicenti tali di poter rimpiazzare la competenza, il know how e il fattore umano con l’improvvisazione e con l’autopubblicazione indiscriminata.”

Una cura che Alessandra Prospero mette anche nel seguire i suoi autori ( dieci pubblicazioni all’anno ) affermando: “Mi piace lavorare così: voglio seguire l’autore dall’arrivo in casa Daimon, con i suoi sogni e le sue titubanze, fino alla classica e immancabile cena post prima presentazione, momento conviviale in cui la tensione si scioglie e si brinda al buon risultato. Tra questi due momenti c’è un percorso certosino di selezione, labor limae, revisione e indirizzamento finale. Io sono sempre molto presente perché ogni libro che viene pubblicato è come un figlio”.

Alessandra Prospero è anche l’anima della Compagnia dei poeti. Un gruppo di lavoro nato qualche anno fa come progetto di inclusione poetica. Ora è rimasto in piedi come progetto di qualificazione poetica che è cosa ben diversa dall’inclusione: non tutto, ahimè, è poesia. La poesia va praticata sì, ma a buoni livelli. Noi organizziamo reading, letture, eventi anche a tema e in costume come “Miti e muse”, la rivisitazione poetica degli dei greci ad opera del nostro gruppo. Abbiamo divulgato la poesia, con tanto di sperimentazione, in diversi consessi e in diversi festival e ogni anno declamiamo versi in occasione della Perdonanza celestiniana dell’Aquila, manifestazione conosciuta in tutto il mondo. Poesia, sperimentazione e cultura: questo è la Compagnia dei Poeti dell’Aquila.

Dunque un’attività editoriale che nasce dalla ostinazione di una donna di cultura ma anche da un poetessa .Che chiama la poesia a testimonianza di una lotta continua : “ Il mondo attuale ha più che mai bisogno di poesia: viviamo in una annoiata e ignorante società del conflitto, mala tempora currunt… La Poesia potrebbe salvare il mondo se essa fosse al servizio di individui mossi da interessi alti e non da gretti personalismi che sempre più spesso riscontro in giro, purtroppo. Eppure spero e spererò sempre che l’amore per il Bello e per la Vita (la vita è atto poietico per eccellenza) vinca su tutto.”

Ed è appunto questo una parte del daimon che si riverbera sull’attività editoriale e che la sorregge: un amore puro e incontaminato per la poesia . Quella che nasce nei suoi versi contenuti in raccolte come : – P.S. Post Sisma, Città del Sole edizioni, Reggio Calabria, 2012; – Ierousalem, GDS Edizioni, Vaprio d’Adda (MI), 2013; – Haikuimia (con Claudio Spinosa), Arkhè edizioni, L’Aquila, 2016; – Nel giardino di Hermes, Daimon Edizioni, L’Aquila, 2020.

Ma per parlare della poesia di Alessandra Prospero non possiamo non iniziare con quello che lei stessa definisce “il più prezioso dei fiori sbocciati nel mio giardino: mio figlio Sebastiano”.

“Tu sorridi” è una poesia dedicata a questo ragazzino sempre impegnato in un suo mondo vivo e vitale tra sfide a scacchi e peregrinazione tra note musicali tratte da un pianoforte ; insieme agli studi di un ragazzino normale che cresce e con la ricerca e le emozioni di questa crescita affascina il cuore di una madre . Che oltre alla cura personale, ai baci e alle carezze fisiche dentro tentennamenti di zucchero vive albe odorose e assoli dolenti , quelli della vita di ogni giorno, in compagnia di sogni. I sogni per il futuro di una creatura che è diventato nettare per la madre ma che è pronto crescendo a tornare alla sua origine, polline di vita per entrare proprio con la libertà del vento che ovunque lo trasporta nella vita stessa.

Dolce,
tra le nervature del freddo
schivo un amoroso artiglio
e bevo, bevo dalle tue melodiose ciglia
che ignorano cime tempestose
di cronache algide
imperterrite e immutabili.
Di faraglioni lontani,
di rimembranze insolite
di palpitanti tentennamenti di zucchero
di albe odorose e di assoli dolenti
invece mi parli adagiandomi
sulla morbida rete
del trapezista.
E sogni, sogni, sogni
di infrangibili giostre di cristallo
e cavalli di miele con piume di brezza
dopo una bruma ventennale.
E tu, nettare, sorridi…

Un mondo tutto legato alla maternità e alla sua funzione che alimenta ,si accompagna e cresce in un’altra poesia Nel giardino di Hermes che come dice la stessa Alessandra Prospero: “Questa poesia vinse la prima edizione del Premio Milano International, nel 2017, sezione poesia inedita. Il giardino di Hermes, come scrivo anche nella prefazione al libro, è per me un luogo dell’anima. È infatti nei giardini odorosi che coltiviamo dentro di noi e occultiamo al mondo che spesso si celano le nostre chiavi di lettura più profonde, i nostri segreti, i nostri trascorsi, le nostre ambizioni e quei legami affettivi che, anche se ormai anacronistici, abbiamo interiorizzato come una delle nostre più innate peculiarità. Questo luogo dell’anima include dunque anche presenze che non ci sono più, quantomeno apparentemente. Del resto, Hermes-Mercurio è il dio della soglia (tra regni), dei confini e degli scambi: li regola e li governa.”

Ma Nel giardino di Hermes  il dialogo richiama costantemente un “qui” che è la dimensione archetipa di un luogo che si fa mondo. E si sa il mondo contiene molte cose ,vere e immaginarie, concrete e fantastiche , singolari e plurali, umane e disumane .

In un composto di “ materia” per essere e sentirsi in comunione con un “tu” , “strumento umano trascendente al divino, / sincronico al mio esistere” . Un esistere di aria, albe tramonti, ore su orologi rotti , che torna al “tu” per dirgli ecco “io sono “ perché “tu sei” ,entrambi in una dimensione che riduttivamente diventa un “qui”e che in realtà è un altrove ,o per lo meno teso ad un altrove : “Ora ti immagino volto al cielo della tua quiete, /tra poco ti raggiungerò”.

E allora leggiamo Nel giardino di Hermes:

Vero è che le ore scorrono,
il sole morde già
e i rumori invadono l’aria,
ma io sono come un orologio rotto,
fermo all’alba.
Nel silenzio delle cose
la tua pelle è come acqua inquieta:
viene alle dita.
Qui c’è molto degli albori di Te,
c’è Materia Celeste che corre veloce
verso quella zona del Sentire
che ci separa e ci contiene.
Qui trovo la Poesia della Sera,
quegli aromi che solo Tu sai ripescare dall’oblio.
E qui probabilmente assumo l’espressione
di quando un piccolo pensiero si stacca da me
e sfida le correnti pur di capire e sentire
perché Tu sei strumento umano trascendente al divino,
sincronico al mio esistere
annientato da nuova lava e lapilli di Profondità…
Unico Luogo possibile al mondo
sarebbe ora la Vicinanza a Te
in questo giardino di rossi papaveri d’ammirazione,
in questo susseguirsi di Eternità
in cui vivi.
Ora ti immagino volto al cielo della tua quiete,
tra poco ti raggiungerò.

Non va dimenticato l’impegno della Casa editrice nel rappresentare l’aquilanità e la città di L’Aquila. Una città che ha vissuto e vive gravi problemi a seguito del sisma del 2009 e che faticosamente va riacquistando una sua dimensione grazie anche ad iniziative come quelle della Daimon . E’ nella poesia “ Mia signora “ con sottotitolo ( alla mia città) che Alessandra Prospero configura e riconfigura un abbraccio pudico , sensuale e incorporeo appunto per una signora che va amata , rispettata, onorata . Anche se le convalescenze di questa signora ( vedi i trauma ,le ferite, le lacerazioni di carne ed ossa ), sono sospese tra ere , respiri di fossili calcarei, ricchezze fossili e quotidianità che sa di porfido acre . Un abbraccio che riavvolge il nastro del tempo e apre, come sopra una mongolfiera , un panorama di visioni antiche e moderne che svela un respiro profondo .

Ecco Mia signora nella sua composizione integrale :

Di enorme mongolfiera
sospesa tra le ere
hai il respiro
e di fossile calcareo
hai l’odore acre,
mentre rassetti la balza
della tua veste mattoncina
e aggiungi nuovo metallo
a un busto deputato ad abbracciare
le tue convalescenze.
Il notturno estivo ti dà chiarore:
svela il tuo dono
e le tue intime ricchezze,
baciandoti travertino.
L’abbraccio arenario
è un corale formicaio umano,
curioso e assiepato
in cerca delle tue manifeste ferite e delle tue celate risorse.
Cercherò la tua resilienza in porfido
nel quotidiano.
Nel milllenario
ti stringerò ancora,
mia Signora.

Alessandra Prospero rispondendo ad una intervista a Laura Vargiu richiama le difficoltà della sua attività editoriale: “Gli ostacoli sono numerosi, primo fra tutti la filiera editoriale. Lo scambio e la distribuzione dei libri sono ancora troppo legati a dinamiche di potere e/o di favore. Ci vorrebbe Hermes anche qui… Per quanto riguarda il resto, io sono una persona molto diretta: essere una donna purtroppo porta comunque a ulteriori barriere da superare. Sulle locandine accanto al mio nome io faccio scrivere “editore” perché, quando io lavoro o presenzio agli eventi, a nessuno deve importare a quale genere io appartenga ma solo come svolgo il mio ruolo. La cosa più importante non è la parità tra i generi ma tra le persone, concetto ancora troppo lontano forse.”

Semra appunto un anacronismo indolente . Invece è pieno di disincanto come quello di una composizione proprio dal titolo “Anacronismo indolente” nella quale appunto il carattere non pietisce e non chiede , non agogna e non crede , Ma sa che la stasi permanente non è contemplazione ma appunto alacre compimento di un impegno che seppure contrastato e pieno di difficoltà deve trovare realizzazione in una dimensione del fare concreto, quotidiano, approfondito .Come quotidiana, concreta, approfondita è l’attività di editore ma anche di comunicatore .

L’indolenza del non più credere
oramai mi appartiene,
relegandomi sterile
in una dimensione vuota
che non pietisce e non chiede,
non agogna e non crede.
L’anacronismo insito
mi ha condotto
a un compimento agnostico
di contemplante e refrattaria
stasi permeante.

“SED NON SATIATA”
Lasciar andare.
Cospargere l’anima d’oli essenziali
e attendere che ciò che essenziale non è
scivoli via.
Come i millenni spesi a cercare di cambiare
in nome di un dio dell’omologazione.
Per essere rosa tra le rose e lupo tra i lupi.
A uccidere me per non cambiare te.
Come quei caffè che si bevono
di fretta, bollenti, perché bisogna correre
– dove non si sa –
perché tu e la tua maledetta fretta
di non arrivare mai a nulla.
Come le rose mai curate
nel nostro giardino
e la rosa damascena
che, ignorata anch’essa,
ha ormai perso il suo potere lenitivo.
Per sempre.
Come una sporca sinestesia
buttata là, riuscita male
come una fiala d’anestesia
a ricordarmi di dimenticare
che nelle vene non è normale
il male, il male, il male,
il male che fai.
Narcotico l’afflato
di giorni smezzati,
scambiati e sprecati
che strisciavano dentro
come unghie su specchio,
come riflesso acqueo di Narciso
che altro non vede oltre il proprio naso.
L’ultima ragione sedata
“sed non satiata”
in un coma patetico
assenza di coscienza
mentre le tue dita scavano gelide
durante l’ultima ventilazione del cuore.
“Now you got me on your string…”

MI PIACI
Mi piaci
quando taci
e usi solo braccia
come ali rapaci
per i tuoi propositi così mordaci,
dai cenni precoci
e gli avvertimenti salaci.
Ai tuoi alibi mendaci
preferisco le strette pervicaci
che tolgono il respiro
come i tuoi colpevoli baci.
Colpevoli
di distrazioni loquaci
e amnesie efficaci,
di sviste procaci
e ritorni audaci.
Molto meglio quando taci
e stringi quest’amore
in incontri fugaci
e inseguimenti tenaci.
E così, mentre morbido
languidamente giaci,
riaffiorano alle tue labbra
argomentazioni assai vivaci
e io penso, in termini sempre più pugnaci,
che davvero, davvero mi piaci
quando