L’Aquila, caos tamponi a Collemaggio: file e prelievi in tensostruttura fatiscente

L'odissea per un tampone di controllo a Collemaggio. La segnalazione di una mamma a #dilloalcapoluogo.

L’AQUILA – La segnalazione a #dilloalcapoluogo: “Caos a Collemaggio, tra file disordinate e tamponi quasi all’aperto”.

A #dilloalcapoluogo la testimonianza di una mamma che è stata a Collemaggio per il tampone di controllo alla figlia di 16 anni, fortunatamente asintomatica, ma pur sempre positiva al Covid 19: “Mi hanno mandato la mail per fare il tampone e l’ho dovuta portare io; se non mi è venuto finora, rischio di contagiarmi in questo modo, portando mia figlia in auto“. Ma non è questo l’unico problema: “Siamo stati a Collemaggio, dove c’è una tensostruttura fatiscente, con solo la copertura sopra, ma in pratica all’aperto, non oso immaginare che succede quando piove. E poi ci sono solo due soli ragazzi devono pensare a chiamare, gestire la fila, smistare e fare i tamponi, mentre intorno ci sono assembramenti e file disordinate, senza un ordine preciso di arrivo né indicazioni su cosa fare”.

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Tra gli altri problemi le “liste” dei convocati, su fogli di carta anche imprecisi: “Nonostante avessimo la mail – racconta la mamma – ci hanno detto che non eravamo in lista, quindi ci hanno mandato all’ufficio amministrativo per fare la registrazione. Hanno avuto anche il coraggio di chiederci come mai non risultavamo nell’elenco! Dovrebbero essere loro a dirlo a me, ma probabilmente è dovuto al fatto che non sono partiti nemmeno i tracciamenti per il caso di mia figlia, tant’è che ho dovuto avvisare io la scuola e i contatti di mia figlia”.

Intanto le perplessità non finiscono: “Una volta che finiscono, portano i tamponi a Teramo, due giorni per i risultati e poi notificano solo la negatività, quindi si perde tempo anche per l’inizio di eventuali terapie. Mia figlia ha 16 anni e le è andata di lusso, ma chi sta male perde tre giorni”.