L’Aquila, il nuovo Piano del Commercio per il cuore del centro storico

La città dell'Aquila dopo 18 anni ha un nuovo Piano del Commercio. Un premio per le botteghe storiche e un regolamento per attività e dehors.

Dopo quasi 20 anni L’Aquila ha un nuovo Piano del Commercio.

Il nuovo piano del Commercio manda in pensione il precedente che risaliva al 2002, promosso allora dall’ex assessore comunale Corrado Ruggeri e ormai “anziano” per una città che ha vissuto dei cambiamenti sostanziali e strutturali a seguito del sisma del 6 aprile 2009.

Una maggioranza compatta ha votato e approvato il nuovo Piano del Commercio riunita in piattaforma digitale dopo la positività al Covid 19 di 2 consiglieri. È stato portato in aula dal vice sindaco Raffaele Daniele e assessore con delega al Commercio che oggi sempre via telematica, ne ha illustrato i punti salienti.

Come anticipato da IlCapoluogo.it, Il provvedimento è stato approvato con i voti della maggioranza, Lega compresa.

Consiglio comunale, approvato il nuovo Piano del Commercio

Il vice sindaco Raffaele Daniele, in collegamento su Teams ha ringraziato per questo Piano del commercio anche l’ex assessore Corrado Ruggeri e Daniele Ferella per tutta la parte introduttiva in quella che sarà la fase di ascolto.

“L’ultimo Piano del Commercio era del 2002 – spiega Daniele – c’è stato un terremoto e la città è molto cambiata anche nel commercio, cuore pulsante di tutte le economie, sopratutto nei centri medio piccoli”.

“Dopo il terremoto dovevamo capire dove si sarebbe sviluppata la città e fornire un’architrave a tutti coloro che hanno deciso di investire”.

“Siamo arrivati al nuovo Piano del Commercio dopo una serie di incontri con tutti i portatori di interessi qualificati. Come ente ci siamo rapportati con chi aveva titolo a potersi esprimere senza escludere nessuno. Le indicazioni principali erano indirizzate a fermare i centri commerciali, potenziando il commercio nel centro storico”.

Sui centri commerciali nel nuovo Piano del Commercio sono state utilizzate le mappature del piano regolatore così come previsto:  M1  – centro storico –  dove non sono consentite attività superiori a 600 mq,  M2, non sono previste attività superiori ai 1500 mq e  M3 2500 mq complessive.

“Abbiamo fatto scelte importanti, vietando sale slot e scommesse in centro e tutte le attività legate alla ristorazione come rosticcerie e friggitorie che fossero sprovviste di cappa aspirante e di filtraggio perchè altrimenti, dopo aver investito per avere un bel centro storico, avremmo vanificato tanta bellezza. Abbiamo scelto di escludere dal comparto del centro alcune attività che dal punto di vista etico e funzionale non sarebbero potute entrare se non adeguatamente munite”.

Piano del Commercio, una targa per la botteghe storiche

Prevista anche una targa “premio” per le botteghe storiche commerciali della città. Verranno selezionate con due modalità, una d’ufficio con ricognizione a seconda del tempo di iscrizione alla Camera di Commercio e una seconda modalità su istanza di parte.

Piano del Commercio: le insegne e i dehors

Nel Piano del Commercio anche uno spazio per le insegne con determinate caratteristiche, in linea con le altre città d’arte italiane

Non solo insegne ma anche un regolamento per i dehors: “Come elemento qualificante abbiamo deciso di armonizzazione i dehors presenti in città: basta ombrelloni e sedie di plastica”, spiega il vice sindaco.

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“È stata tolta inoltre la norma che prevedeva la concessione dello spazio esterno in relazione allo spazio interno. L’unico limite lasciato è quello del non invadere la proprietà altrui”, conclude Daniele.