Portierato AMA, quattro preavvisi di licenziamento

L'AQUILA - Quattro preaavvisi di licenziamento per lavoratori in servizio di portierato e custodia notturna AMA.

L’AQUILA – Quattro preaavvisi di licenziamento per lavoratori in servizio di portierato e custodia notturna AMA.

“Nella giornata di ieri, quattro lavoratori che svolgono da anni il servizio di portierato e custodia notturna del deposito e sede dell’AMA spa dell’Aquila, hanno ricevuto il preavviso di licenziamento da parte dell’azienda affidataria dell’appalto”. Lo denuncia Luigi Antonetti per la FILCAMS CGIL, precisando: “Lavoratori che venivano pagati 4 euro l’ora lordi per un lavoro notturno a causa dell’applicazione di un contratto pirata. Quattro cittadini, quattro lavoratori che si ritroveranno, se la Committente non tornerà sui propri passi, ad essere quattro nuovi disoccupati nella nostra città”.

“Dovrà essere sfuggito all’AMA spa – aggiunge il sindacato – che siamo nel pieno di una epocale pandemia le cui ricadute economiche sono già evidenti da mesi anche sulla nostra città, e in un regime di divieto di licenziamenti che vieterebbe a qualsiasi azienda di procedere in questo senso. Dovrà essere, dicevamo, sfuggito tutto ciò, altrimenti non si spiegherebbe la superficialità con la quale si va scientemente ad eliminare un servizio di custodia di un deposito dove stazionano anche i nuovi mezzi elettrici fiammanti e supertecnologici, nuovo investimento dell’Azienda della Mobilità Aquilana. Non si spiegherebbe come si possa consentire la creazione di nuova disoccupazione, nuove future povertà, nuovi drammi sociali, in un contesto come quello aquilano ancora peraltro alle prese con le ferite inferte dal sisma 2009 al nostro tessuto produttivo, mai del tutto sanate. I lavoratori saranno, presumibilmente, presto sostituiti da un’automazione e da un sistema di allarme, secondo i progetti di AMA, che le consentirà di fare cassa sui costi del lavoro, lasciando però nei fatti incustodito un deposito e una sede,  in una zona (Campo di Pile) preda negli ultimi periodi di rapine con scasso e di atti vandalici. Mezzi dal valore di milioni di euro, lasciati alla mercé del primo malintenzionato. Non abbiamo parole per definire chi vuole mettere a paragone il lavoro qualificato dell’uomo, anche in considerazione della funzione deterrente, a quello di un mero sistema di allarme”.

“La politica, più volte interessata e sollecitata, – conclude la nota – non ha saputo dare alcuna risposta e ha fatto spallucce. Resta che, se non ci saranno novità nei prossimi giorni, dal 1° novembre 2020, i danni occupazionali e sociali creati da questa decisione, dovranno essere imputati a chi si è assunto la responsabilità amministrativa (e politica) di una scelta tanto scellerata quanto assurda e inappropriata”.