Tentato omicidio, condannato un aquilano a 20 anni

20 anni: la Cassazione conferma la pena per un aquilano residente nel Lazio, accusato di tentato omicidio.

20 anni per tentato omicidio, questa la pena confermata dalla Cassazione per un aquilano di 54 anni da tempo residente nel Lazio.

Si tratta di Carmine Ciarelli; l’uomo ha vissuto per un periodo a L’Aquila, prima di diventare un pezzo grosso della criminalità organizzata nel Lazio.

Prima di finire alla sbarra con l’accusa di tentato omicidio è stato a sua volta vittima di un agguato.

L’accusa è tentato omicidio premeditato ai danni di un giovane di Latina.

La vicenda, come riporta Il Messaggero, ruota intorno a un grave episodio che ha visto protagonista il condannato nel 2010 quando fu colpito da diversi colpi di pistola in un agguato, riportando gravi ferite allo stomaco e al fegato.

Per gli investigatori si è trattato di un regolamento di conti a seguito del quale Ciarelli decise di rispondere organizzando a sua volta un agguato ai danni di chi lo aveva  ferito.

Secondo gli investigatori della Squadra mobile di Latina e degli stessi magistrati della Corte di Cassazione, dalle intercettazioni ambientali durante la degenza ospedaliera del Ciarelli “risulta che costui aveva già fornito indicazioni in merito alle fattezze dell’uomo che lo aveva colpito (indicandolo come uno grasso), con due sicari pronti a fare fuoco se nel frattempo non fossero intervenuti gli investigatori”.

Il ruolo di mandante secondo i giudici della Corte di Cassazione è stato desunto sia dal ruolo apicale dell’imputato, sia da una serie di conversazioni captate dai suoi parenti ma anche dall’uomo assoldato per commettere l’omicidio.

L’uomo si è difeso dicendo che non avrebbe potuto partecipare all’agguato per le ferite riportate nell’attentato ai suoi danni. Per quanto riguarda lo sfogo captato dagli investigatori sarebbe stato solo il frutto della rabbia.