Fendi, la storica baguette si impreziosisce con il tombolo aquilano di Simona Iannini

Fendi sceglie il tombolo aquilano di Simona Iannini per impreziosire l'iconica baguette, la borsa senza tempo, per il progetto "hand in hand".

la storica baguette del marchio di lusso Fendi, la borsa iconica creata nel 1997, si arricchisce con il tombolo aquilano dell’artigiana Simona Iannini.

Era il 1997, quando Silvia Venturini Fendi creò questa borsa a spalla caratterizzata dalla forma rettangolare, da una corta tracolla regolabile e dalle dimensioni contenute. All’epoca, nello staff di creativi di Fendi lavorava anche Maria Grazia Chiuri, oggi a capo di Dior.

La baguette “che parla aquilano” è stata realizzata per il progetto “hand in hand” con il quale è stata celebrata una collaborazione unica tra Fendi e le eccellenze dell’artigianato italiano, in questo caso abruzzese, con l’aggiunta della preziosa e antica arte del tombolo.

All’interno della boutique di Palazzo Fendi, la storica sede della Maison a Largo Goldoni, nel cuore di Roma, l’artigiana di tombolo aquilano Simona Iannini ha presentato l’inedita Baguette ‘hand in hand’.

Il progetto di Fendi vede la creazione di 20 baguette interamente fatte a mano da 20 artigiani, uno per ogni regione d’Italia, con le lavorazioni più peculiari e tradizionali, rendendo omaggio all’artigianato e alla creatività del paese.

Il tombolo aquilano è un’arte molto antica risalente al 1400 legata al merletto che viene lavorato a fuselli e rientra nella categoria dei merletti a fili continui (blonda, torchon, cluny). La sua caratteristica è che viene prodotto tutto di un pezzo senza mai ritornare sul lavoro già fatto; viene lavorato con filato molto sottile di lino o di seta.

Simona Iannini, una delle poche custodi rimaste di questa antica e preziosa arte è nata a L’Aquila nel 1969 e ha iniziato a lavorare il merletto a tombolo aquilano da adolescente e sebbene sia laureata in scienze politiche, ha deciso che questo suo hobby sarebbe stato il suo lavoro.

Dal 1994 ha partecipato a mostre sia in Italia che all’estero. Dal 1995 insegna, nella sua città e fuori, e ha elaborato un metodo innovativo, veloce e divertente che sfrutta schemi e il codice colori (linguaggio internazionale del merletto che lei ha adeguato al tombolo aquilano).

Nel 1995 ha collaborato alla stesura del libro ’Il tombolo aquilano’ ed.dell’Oleandro. Dal 1996 gestisce e organizza un laboratorio a L’Aquila.

Lo studio del merletto aquilano e non, e del ricamo, sono in continuo approfondimento. Nel 2005 a Guardiagrele un suo gioiello rientra fra le opere segnalate e prende la medaglia d’argento del Presidente della Repubblica e nel 2006 a Como, sempre un gioiello, è tra le opere premiate.

I gioielli e l’insegnamento sono ciò che preferisce, creatività nel primo, studio e diffusione nel secondo.

“Il merletto deve essere studiato nella sua natura, ma essere evoluto nelle sue applicazioni, solo in questo modo si riesce a tramandare. E’ una passione, una sana droga, un allenamento per il cervello, uno sfogo alla creatività, un’opportunità di divertirsi lavorando”, scrive Simona sul sito www.merlettoitaliano.it.