Covid19, cosa fare quando sei entrato in contatto con un positivo

Covid19, a 9 mesi circa dall'esplosione della pandemia c'è ancora confusione. Cosa fare se si entra in contatto con un caso positivo? Le informazioni utili

Covid19, a 9 mesi circa dall’esplosione della pandemia c’è ancora confusione. Cosa fare se si entra in contatto con un caso positivo? Una domanda e tanti dubbi al riguardo, che assillano molti ogni giorno.

Tra nuove norme, disposizioni in continua evoluzione, sintomi diversi e protocolli da seguire, si fa fatica a capire cosa deve fare una persona venuta a contatto con un caso positivo. Tante informazioni, poca chiarezza: così scatta la psicosi e la conseguente corsa al tampone. Soprattutto tra i genitori, con i propri figli a scuola tutti i giorni.

Covid19, cosa fare se si è entrati in contatto con un positivo

Quando viene accertato un positivo al Covid19 scatta il tracciamento dei contatti da parte della Asl che ha in carico il paziente contagiato.

La Asl ricostruisce la rete di contatti stretti avuti dal caso positivo. Si rintracciano tutti i contatti del contagiato fino a due giorni prima dall’effettiva comparsa dei sintomi. Vengono ritenute contatti stretti tutti quelle persone che sono entrate in contatto con il positivo, quindi, in quel determinato arco di tempo, senza mascherina o altro dispositivo di protezione individuale.

È la stessa Azienda Sanitaria che avverte il contatto. Per le persone avvertite scatta, quindi, l’isolamento fiduciario immediato e si stabilisce una data per effettuare il tampone oro-faringeo, che stabilirà se quel contatto è stato o meno contagiato. 

Nel caso in cui una persona non venisse contattata dall’Azienda Sanitaria, ma fosse consapevole di aver avuto contatti con un caso risultato positivo al tampone da Covid19 – è consigliabile contattare il proprio medico di base o il numero verde della propria Asl di riferimento (per la Asl1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila il numero è 800 169 326) e riferire l’avvenuto contatto. Quindi seguire le indicazioni fornite dall’Azienda Sanitaria locale, che – secondo la modalità di contatto avvenuto – può ordinare la quarantena. Quarantena che non dura più 14 giorni ma soltanto 10.