Covid, la lunga attesa dei tamponi “Noi mamme lasciate sole con i nostri bambini”

Bambini male da giorni, prima l'attesa per fare il tampone, poi quella per avere i risultati. "Intanto noi mamme perdiamo giorni di lavoro e nessuno visita i nostri figli". Le difficoltà della gestione Covid

“I miei bambini stanno male da domenica. Hanno raffreddore, febbre e una tosse molto forte. Mercoledì hanno fatto il tampone a Collemaggio. Siamo ancora in attesa dei risultati. Intanto io perdo il lavoro e non so se hanno una semplice influenza o altro”. A parlare è una mamma aquilana, che racconta al Capoluogo la situazione che, moltissimi genitori, in queste settimane, stanno affrontando.

Che i tempi per processare i tamponi non fossero molto brevi non lo si scopre oggi. Con la ripresa delle attività scolastiche, però, entrano in gioco mille altri fattori. Soprattutto per i genitori. La paura comincia al primo sintomo manifestato dal proprio figlio: da lì la chiamata al pediatra, che, però, non visita il bambino, ma deve per legge prescrivere il tampone. Qui inizia l’attesa: si aspetta la chiamata della Asl per potere effettuare il tampone.

Covid o influenza, tampone al primo sintomo per i bambini: “I pediatri applicano la legge”

Con il rientro a scuola e le temperature spesso basse di questi giorni il ritorno dell’influenza era ampiamente previsto. E, purtroppo, era prevedibile anche il caos per laboratori pubblici e privati, considerando da un lato l’attesa per poter effettuare il tampone, dall’altro quello per avere il risultato.

“Quanto tempo hanno impiegato a darvi l’appuntamento per il tampone, da quando la pediatra ha messo in moto l’iter Covid?”, chiede una mamma su un gruppo di genitori dell’Aquila. Dubbi, domande, paure e segnalazioni hanno inondato la redazione del Capoluogo in questi giorni.

“Prima l’attesa per essere chiamati, poi il tampone a Collemaggio con i mie figli per un’ora sotto la pioggia battente. Ora l’attesa per i risultati. I miei figli respirano ma fanno fatica, ma devo restare nell’incertezza. Senza sapere se sia una banale influenza e, soprattutto, sperando che non sia polmonite. È davvero normale tutto questo?“.