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Quagliariello, Toti e Carfagna: un nuovo partito politico per il centrodestra

Fase costituente per il nuovo partito promosso da Gaetano Quagliariello, Giovanni Toti e Mara Carfagna.

Gaetano Quagliariello, Giovanni Toti e Mara Carfagna lanciano un nuovo partito politico nella coalizione del centrodestra.

Incontro politico nella serata di ieri tra il senatore Gaetano Quagliariello, Giovanni Toti e Mara Carfagna che, insieme a una ventina di parlamentari stanno costituendo un nuovo soggetto politico di centrodestra. A confermare a IlCapoluogo.it l’avvenuta riunione, il senatore Quagliariello che spiega: “Non è stato un incontro estemporaneo, ma il frutto di un lavoro di lungo periodo nel quale ci siamo sentiti, confrontati, e abbiamo condiviso la diagnosi sullo stato del centrodestra. La novità è che ora si vorrebbe provare a condividere la soluzione“.

La soluzione individuata passa per la costituzione di un nuovo partito politico, ma ce n’era davvero bisogno? “Riavvolgiamo il nastro di questi anni. Personalmente – risponde il senatore Quagliariello – ho sempre ritenuto che ci fosse la necessità di una forza liberale e conservatrice, portatrice di competenza e di cultura di governo, ben piantata nel centrodestra e al tempo stesso in grado di espandersi verso l’elettorato decisivo di centro. Per questo sono andato avanti lungo un percorso ‘pionieristico’ e non mi sono mai lasciato sedurre dalle sirene dei partiti, che pure si sono fatte sentire prospettando strade che sarebbero state probabilmente più comode”.

Ma “nessuna tentazione centrista” per il senatore Quagliariello. “E credo che lo abbiamo dimostrato anche alle ultime elezioni amministrative in Abruzzo: nonostante le divisioni e la presenza di candidature alternative in aree omogenee alla nostra, siamo rimasti saldamente e senza esitazioni nella coalizione. Del resto proprio i risultati di queste elezioni hanno dimostrato quanto di una forza di questo tipo ci sia bisogno. Anche laddove si è arrivati nettamente in testa al primo turno, si è perso al ballottaggio per la mancata capacità di espansione verso quella fascia di elettorato che è decisiva. Dovrebbero peraltro far riflettere le dinamiche opposte e speculari che si sono verificate a Chieti e ad Avezzano: da una parte, dove si partiva da un buon risultato, si è rimasti impantanati sul livello del primo turno; dall’altra, dove si è riusciti a dare al candidato sindaco un connotato più di coalizione, si è ugualmente perso con nettezza ma al secondo turno c’è stato un deciso avanzamento”.

Per quanto rigurda gli alleati del centrodestra, il senatore Quagliariello parla di rapporti “di alleanza e di lealtà”. “Nel caso di Fratelli d’Italia è interessante il ruolo assunto in Europa da Giorgia Meloni alla guida dei ‘conservatori’ che fa immaginare un superamento del sovranismo, del tutto inadeguato alla fase che il mondo sta attraversando e, inoltre, sul territorio c’è una speciale sintonia con alcuni amministratori”. Ma cosa cambierà adesso? “Nella collocazione e nei rapporti nulla, se non in meglio. Ora però, dopo aver gettato il cuore oltre l’ostacolo con ‘Idea’, dopo una prima confluenza in un contenitore più grande che è ‘Cambiamo’, è arrivato il momento di compiere il passo successivo e di strutturarsi in maniera organica. Questo percorso aggregativo non finirà qui e dovrà avere ulteriore espansione, senza preclusioni, però ora è il momento di organizzarsi politicamente e anche culturalmente, perché una delle esigenze emerse in questa complicata fase è quella di recuperare nella nostra area competenza e cultura politica”.