Morte Serena Durastante, l’imputato patteggia

Morte Serena Durastante: l'imputato chiude patteggiando una pena a 3 anni e mezzo di reclusione.

La tragica morte di Serena Durastante si conclude con un patteggiamento a 3 anni e mezzo di reclusione per l’imputato, il 23enne Mario Marini.

Serena Durastante era la giovane mamma di Cesaproba di Montereale, morta sul colpo il 14 aprile 2019 mentre si stava recando a lavoro con la sua macchina, a seguito dei traumi riportati dal violento impatto con l’auto guidata da Mario Marini, che procedeva in senso di marcia contrario.

L’impatto è stato talmente violento che neppure l’utilizzo delle cinture di sicurezza e la velocità al di sotto dei limiti avevano potuto salvarle la vita di Serena.

Secondo la ricostruzione dell’incidente, Mario Marini con la sua vettura avrebbe invaso la corsia dove viaggiava Serena e avrebbe impattato con la sua auto dopo averne sfiorata un’altra.

L’accusa per il giovane era quella di omicidio stradale, per la quale rischiava una condanna fino a 12 anni di reclusione.

L’incidente si era verificato tra Pizzoli e Cagnano Amiterno. Ad aggravare la posizione dell’imputato, che non aveva mai avuto problemi con la giustizia, un tasso alcolemico pari a 1,8 grammo/litro, che aveva subito fatto scattare gli arresti domiciliari.

Morte Serena Durastante, chiesto risarcimento milionario

Come riporta Il Messaggero, gli avvocati del giovane, Francesco Valentini e Marzia Lombardo sono riusciti a far riconoscere al loro assistito le attenuanti e le generiche. Il rito del patteggiamento ha infine diminuito la pena.

Le parti civili sono state rappresentate dagli avvocati Ernesto e Massimiliano Venta e da Daniele Di Pasquale.