Scuola, l’esempio del “Da Vinci-Colecchi”: laboratori e attività anche in epoca Covid

Scuola e convivenza con il virus: si può fare... L'intervista del Capoluogo alla dirigente dell'istituto "Da Vinci-Colecchi" dell'Aquila, Elisabetta Di Stefano per capire come proteggersi prima e dopo l'ingresso in aula.

Convivere con il Covid si può. Anche e soprattutto a scuola e alla luce degli ultimi eventi che hanno visto protagonisti alcuni istituti aquilani.

Dopo il caso del ragazzo positivo al Liceo Scientifico Bafile, Il Capoluogo è tornato per qualche ora a scuola per sentire proprio la voce di una dirigente scolastica, la professoressa Elisabetta Di Stefano dell’istituto d’istruzione superiore “Da Vinci-Colecchi” e capire insieme come affrontare la normale attività e contenere il contagio da Covid.

Non bisogna avere paura, questo è chiaro, bastano pochissime regole per poter garantire una didattica in presenza e sopratutto in sicurezza, stabilendo una sorta di “convivenza con il virus”.

I problemi sono tanti e L’Aquila ha cominciato a fare la conta a poche manciate di settimane dall’inizio del nuovo anno scolastico: i banchi che non arrivano, i primi positivi dalla scuola dell’infanzia alle superiori, il pre e inter-scuola che non parte, le mascherine finite in diversi istituti.

Covid L’Aquila, caso positivo al Liceo scientifico Bafile

Come fare per creare una sorta di convivenza ‘pacifica’ con il virus dentro la scuola? La parola alla dirigente Elisabetta Di Stefano.

“Basterebbe un po’ di collaborazione in più – spiega la preside Di Stefano al Capoluogo – e mantenere fuori scuola tutte quelle pratiche positive che ci stanno consentendo di contenere i contagi”.

Infatti adesso il problema non è strettamente legato alla didattica in presenza ma a cosa succede prima di entrare e all’uscita da scuola: ragazzi ammassati in attesa del bus senza alcuna protezione e contatti privi di qualunque tipo di distanziamento.

Cosa succede in ogni caso quando individuato un positivo al Covid a scuola?

“Il protocollo è molto rigido e noi siamo pronti per l’evenienza: è stata predisposta un’aula ad hoc, dove l’alunno può attendere tranquillamente l’arrivo dei familiari. Subito dopo tramite la Asl 1 vengono tracciati tutti i contatti che il positivo ha avuto sia dentro scuola che fuori e successivamente si provvede a una quarantena che vada a proteggere solo chi è stato davvero in stretto contatto con l’eventuale alunno contagiato”.

L’isituto “Da Vinci-Colecchi” diretto da Elisabetta Di Stefano ha all’interno diverse tipologie di scuole superiori: geometri, ragioneri, l’alberghiero, manutentori e odontotecnico, 3 tipologie di indirizzi che contemplano oltre alla normale didattica una serie di lavorativi e di attività “manuali”.

“Si tratta di percorsi scolastici che consentono non solo un’immissione ‘veloce’ nel mondo del lavoro ma anche, nel mondo accademico se seguiti con diligenza e profitto. per questo ci teniamo particolarmente, dopo tanti mesi di didattica a distanza è importante che riscoprano il piacere del venire a scuola, nonostante tutte le cautele del caso”.

Come possono, questo tipo di attività anche manuali e laboratoriali, essere realizzate in piena sicurezza e in caso a distanza?

“La scuola è stata digitalizzata seguendo un protocollo totalmente all’avanguardia, per cui siamo pronti in caso per affrontare eventuali periodi di didattica a distanza senza lasciare indietro nessuno e senza intaccare il normale svolgimento del programma. Abbiamo riorganizzato i laboratori, le cucine, le sale dedicate all’indirizzo di accoglienza alberghiera per una presenza sicura e senza affollamenti. Abbiamo diviso le aule e comperato i banchi per tutti in attesa di quelli promessi dal ministero”.

“È possibile quindi studiare e lavorare in totale sicurezza: vogliamo noi per primi un ambiente sereno. Le famiglie dei nostri ragazzi possono stare tranquille: ci sono tutti i presupposti per sconfiggere il virus e continuare a fare buona scuola“.

Il video dell’intervista integrale alla dirigente Elisabetta Di Stefano:

Fare laboratorio a scuola al tempo del Covid: la cucina dell’istituto alberghiero “Da Vinci”: