Lavoratori Ama, il Giudice del lavoro blocca il taglio degli stipendi

Lavoratori Ama, buone notizie per i 42 autisti che si erano visti da gennaio revocare il pagamento di un assegno da 309 euro. Il giudice del lavoro accoglie il ricorso.

I lavoratori Ama, nello specifico 42 autisti, non dovranno subire il taglio dello stipendio.

Lo ha stabilito il giudice del Lavoro del Tribunale dell’Aquila, la dottoressa Annamaria Tracanna che, con provvedimento del 5 ottobre scorso, ha infatti accolto il ricorso d’urgenza proposto da 42 lavoratori dell’Ama, tutti assunti con la funzione di autista, assistiti dall’avv. Isabella Di Benedetto.

Il taglio degli stipendi per 309 euro si era ventilato a inizio anno. Una cifra, quella che sarebbe stata decurtata dallo stipendio, equivalente a prestazioni lavorative straordinarie che i dipendenti comunque si trovano a svolgere.

Il Capoluogo si era occupato della vicenda quando, a fine anno, i lavoratori Ama avevano occupato gli uffici in segno di protesta.

Ama, i lavoratori occupano l’ufficio dell’Amministratore

I ricorrenti – tutti lavoratori Ama assunti prima del 1999 – dal febbraio 2020, si erano visti improvvisamente revocare dall’Ama il pagamento di un assegno personale di 309 euro lordi che era stato loro concesso individualmente e stabilmente da un accordo del 27.5.1999 come compenso ad una revisione degli orari e dei turni svolti all’epoca per contenere la spesa per gli straordinari.

In particolare, il Giudice del Lavoro ha ritenuto che la disdetta data dall’Ama alla contrattazione aziendale nel settembre 2019 non potesse comportare la soppressione di una somma individualmente attribuita come “contropartita” a rinunce svolte a suo tempo dai dipendenti e che l’azienda fosse peraltro consapevole di non poter sopprimere tale diritto, tanto da aver recentemente chiesto ai lavoratori di sottoscrivere una conciliazione individuale per rinunciare all’assegno di loro spettanza.