Coronavirus L’Aquila, 19 i ricoverati: al San Salvatore indice di mortalità tra i più bassi in Italia

Sono 19 i pazienti positivi al Covid ricoverati al San Salvatore: l'ultimo è arrivato poco dopo le 10, da Castel di Sangro. Da inizio emergenza si mantiene basso l'indice di mortalità nel Reparto di Malattie Infettive

L’AQUILA – Sono 19 i pazienti positivi al Covid19 ricoverati all’ospedale San Salvatore, l’ultimo è arrivato poco dopo le 10 di questa mattina, da Castel di Sangro. La situazione.

C’è anche un paziente di Castel di Sangro, appena ricoverato a L’Aquila, tra i 37 contagi registrati ieri sull’intero territorio regionale. Il San Salvatore continua a lavorare sul fronte coronavirus: 19 i casi positivi ricoverati nel Reparto di Malattie Infettive, diretto dal dottor Alessandro Grimaldi.

Quasi tutti hanno sviluppato la polmonite. I pazienti attualmente ricoverati hanno prevalentemente un’età avanzata.

Due, invece, sono i positivi trasferiti al G8, ricoverati in Terapia Intensiva. “Per entrambi i pazienti le condizioni sono in miglioramento”, spiega alla redazione del Capoluogo il dottor Grimaldi.

“Allo strato attuale, all’interno del nostro Reparto, possiamo ricoverare fino a 22 pazienti. Ad oggi ci sono stati, grazie al turn over, oltre 50 pazienti ricoverati in questo periodo. Per la precisione siamo arrivati anche a 53 pazienti in quest’ultima fase, da Ferragosto in poi. Di questi, quasi tutti i ricoverati hanno sviluppato la polmonite“.

L’Aquila, con l’ospedale San Salvatore in prima linea nel fronteggiare l’emergenza Covid, fa registrare anche un risultato rilevante, che arriva direttamente del Reparto di Malattie Infettive.

Lo sottolinea il dottor Grimaldi: “Come singolo Reparto abbiamo sempre avuto un bassissimo tasso di mortalità, inferiore al 3%, tra i più bassi d’Italia“. In questo è fondamentale la capacità di diagnosticare subito la malattia.

“Una diagnosi precoce permette di iniziare subito le terapie. In questo modo, il paziente ha più probabilità di non arrivare alla fase grave della malattia, quella infiammatoria, con la tempesta citochinica che porta alla creazione di numerosi problemi clinici”, conclude il dottor Grimaldi.

Rispetto alla scorsa primavera, però, vengono registrati moltissimi casi positivi al Covid19, ma asintomatici. Perché?

“C’è una quota rilevante di asintomatici che attualmente riusciamo ad individuare, poiché, rispetto ai primi mesi, facciamo molti più tamponi. E questi test, tra l’altro, sono notevolmente più rapidi. Non bisogna pensare che prima non vi fossero asintomatici, semplicemente nei primi tempi avevamo meno capacità di individuarli: ciò faceva sì che ci fossero molti più pericoli nello sviluppo di possibili catene di contagio”.

I vantaggi, ad oggi, sono principalmente due: maggior velocità nel fare i tamponi e conoscenza più approfondita del virus, quindi, delle possibili cure che, fino ad ora, si sono rilevate efficaci. La diagnosi tempestiva porta, quindi, ad attaccare prima il virus e ad evitare peggioramenti nelle condizioni di un paziente contagiato.