Covid e proroga stato di emergenza, impennata contagi: cosa comporta

Covid e proroga stato di emergenza, la seconda ondata del virus sembra essere alle porte. Cosa comporta e quali saranno le conseguenze per il Paese.

Covid, proroga allo stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021: i contagi sono oltre 2.500.

Nel giorno dell’impennata dei contagi, il governo annuncia la proroga dello stato d’emergenza.

La seconda ondata del virus, se non è già arrivata, sembra essere alle porte: i nuovi positivi sono 2.548, contro i 1.851 del giorno precedente.

Viene oltrepassata la soglia psicologica dei 2 mila casi, evento che non accadeva dal 29 aprile scorso.

Il premier Giuseppe Conte, dopo un incontro con la maggioranza, ha rotto gli indugi annunciando ciò che da giorni era nell’aria.

E a quanto pare non avrebbe potuto essere diversamente alla luce del quadro attuale. Non solo l’Italia è sotto scacco del virus ma anche tutto il resto d’Europa tanto che il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, per meglio controllare questa fase critica, intende ripristinare il monitoraggio giornaliero tra Protezione Civile e Regioni.

Lo stato d’emergenza, in scadenza il 15 ottobre, comporta strumenti di azione non ordinari che quindi abbreviano procedure di spesa e tempi. Tra l’altro restano gli organismi creati per rispondere al Covid-19, commissario straordinario e comitato tecnico scientifico, e si può ricorrere ai dpcm (decreti presidenza consiglio dei ministri) che hanno scandito questi mesi di misure anti virus. «La situazione continua ad essere critica, richiede massima attenzione», argomenta il premier.

Il ministro della Salute Speranza, in visita allo stabilimento Sanofi di Anagni dove verrà infialato, se avrà il via libera, uno dei candidati vaccini studiati dall’azienda in partnership con GSK, persegue la linea di “prudenza e cautela” lungo la quale intende muoversi. Martedì parte il confronto con Camera e Senato.

Proroga stato di emergenza: cosa comporta

Scuole

È con un occhio ai dati sull’aumento dei casi per nulla incoraggianti, eppure previsti come effetto della riapertura delle scuole, che il governo deve rimettere mano a un altro provvedimento in scadenza, il dpcm del 7 settembre. Confermati obblighi già in atto, potrebbe essere ribadito quello di indossare la mascherina all’aperto in alcune circostanze, come in molte Regioni.

Il decreto limiterà la partecipazione del pubblico agli eventi sportivi, massimo 1000 persone all’aperto e 200 chiuso. Saranno bloccate con ordinanze ad hoc eventuali fughe in avanti di singole Regioni.

Il vaccino
Ci aspettano “altri 7-8 mesi duri, da vivere col coltello tra i denti, vedremo la luce nei primi mesi del 2021 grazie a nuovi strumenti per combattere la sfida al Covid. Nel corso del prossimo anno usciremo dalla fase più drammatica”, ha ribadito Speranza. Uno degli strumenti è il vaccino. Sanofi ne ha due in studio, basati su diverse tecniche, ora in fase di sperimentazione di fase 1-2 sull’uomo.

I dpcm
I dpcm non possono essere emanati se non in stato di emergenza. Grazie proprio ai Dpcm, il governo può agire su numerosi aspetti della vita pubblica, insieme alle ordinanze del ministro per la Salute.

Non solo il governo ma anche le Regioni In stato d’emergenza possono continuare a firmare ordinanze, ma devono consegnare le linee guida al governo quindi, con la proroga è ancora in funzione la “cabina di regia” alla quale partecipano i governatori proprio per seguire una linea comune, sia pur differenziata a seconda dell’andamento della curva epidemiologica nelle diverse zone.

Lo smart working
Lo stato d’emergenza consente, sia ai dipendenti pubblici sia a quelli privati, di ricorrere allo smart working. Una strategia ribadita anche nella relazione della commissione Colaio e dai protocolli Inail.Quando si tornerà alla situazione ordinaria, le norme che lo regolano dovranno essere riviste. La scelta di far lavorare i dipendenti da casa si è resa obbligatoria nel momento di massima criticità della pandemia per limitare i contatti tra le persone, garantire il distanziamento sociale e limitare i contagi da Covid-19.

Il monitoraggio
Durante lo stato d’emergenza, continuerà il monitoraggio settimanale effettuato dal ministero della Salute sulla base dei dati forniti dalle Regioni. Il monitoraggio, che viene reso noto, di norma, ogni venerdì, consente di monitorare la situazione dell’epidemia in Italia sulla base di 21 indicatori; calcola l’indice di trasmissione del coronavirus — l’Rt — sulla base del numero dei nuovi contagi; e analizza la tenuta delle strutture sanitarie e in modo particolare i posti liberi nei reparti Covid e quelli delle terapie intensive.

Con il monitoraggio vengono gestiti i focolai e modulate le aperture e le chiusure di alcune aree o zone del paese. Sempre con il monitoraggio e la proroga possono essere messe in campo misure particolari per arginare fenomeni di assembramenti conseguenti alla movida che potrebbero portare a un ulteriore aumenti dei casi positivi.

Non solo movida ma anche restrizioni sui viaggi: lo stato d’emergenza consente di prendere provvedimenti in grado di restringere l’ingresso nel Paese da parte di cittadini di altri Stati e viceversa.