Abruzzo, nuovo Piano Covid: più posti letto in terapia intensiva e l’infermiere di famiglia

Un nuovo Piano presentato in Commissione Sanità: un modello integrato, da 29 milioni di euro, che prevede più posti letto in Terapia Intensiva e l'aumento di personale

L’Abruzzo verso il potenziamento e la riorganizzazione dell’assistenza territoriale Covid. Un nuovo Piano presentato in Commissione Sanità: un modello integrato che prevede, tra le altre cose, l’attivazione di più posti letto in terapia intensiva.

Più integrazione tra medicina territoriale e attività ospedaliera, parte da qui il nuovo Piano per la gestione dell’emergenza Covid in Abruzzo. 29 milioni di euro per il potenziamento del sistema, queste le cifre di cui ha parlato l’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì.

I fondi saranno ripartiti a seconda delle operazioni di destinazione, ad esempio l’assistenza domiciliare integrata sarà il settore che riceverà maggiori risorse, stimate intorno ai 4 milioni di euro di fondi. Finanziamenti che serviranno a coprire le spese legate all’assistenza dei pazienti Covid dimessi, che dovranno avviarsi a un percorso protetto. 

Potenziate anche le cure primarie e il personale, con la figura, già annunciata qualche settimana fa, dell’infermiere di famiglia.

Abruzzo, non solo Piano Covid: i vaccini?

Spazio anche al tema vaccini, in questi giorni al centro dell’attenzione a causa di una carenza di dosi vaccinali sull’intero territorio nazionale. Tutte le categorie a rischio avranno assicurato il vaccino, gli altri probabilmente no. Lo ha spiegato il presidente Assofarm, Venanzio Gizzi, alla redazione del Capoluogo. Proprio ieri, in Commissione, rassicurazioni in merito sono arrivate, comunque, dal direttore del Dipartimento Sanità della Regione Abruzzo, Claudio D’Amario, almeno per quanto concerne i vaccini per le categorie fragili. Il direttore ha precisato che “l’Abruzzo non avrà problemi relativi alla campagna di vaccinazione antinfluenzale. Le dosi ci sono e, qualora dovessero incontrasi problemi di approvvigionamento, è previsto un piano di solidarietà interregionale“.