L’Aquila, caos asili nido: “Famiglie abbandonate”

La lettera aperta di due genitori alla ministra Lucia Azzolina sui disservizi per la ripartenza degli asili nido a L'Aquila.

L’AQULA – A #dilloalcapoluogo la segnalazione riguardo a carenze nelle comunicazioni sull’avvio delle attività nella scuola primaria in una lettera aperta alla ministra Azzolina.

“Siamo i genitori di Edoardo, un bimbo di 19 mesi che si accinge a frequentare il suo secondo anno di asilo nido” scrivono Federico Fasolino e Marcella Longo in una lettera aperta alla ministra Lucia Azzolina. “Siamo residenti a L’Aquila, in una regione che ha scelto di posticipare l’avvio dell’anno scolastico al 24 settembre. Le procedure per la riconferma e le nuove iscrizioni agli asili nido comunali sono state avviate lo scorso mese di agosto, con l’invio delle domande entro il giorno 21. L’ufficio ha successivamente provveduto solamente alla pubblicazione della graduatoria dei nuovi iscritti in data 18 settembre, senza dare alcuna comunicazione agli altri interessati che avevano fatto domanda di riconferma”.

“La mancanza di comunicazione – scrivono i due genitori – si è protratta fino ad oggi, giorno in cui avrebbero dovuto avere inizio le attività didattiche. Comprendiamo le difficoltà di quest’anno, con la necessità di adeguarsi alle prescrizioni dettate dall’emergenza sanitaria tuttora in corso; quel che non comprendiamo (e non accettiamo) è la totale assenza di comunicazione e la latitanza del personale degli uffici preposti, che ripetutamente si negava a qualsiasi tentativo di contatto telefonico. Non possono essere le educatrici (peraltro sempre disponibili) a dare informazioni alle famiglie, non è il loro compito. Non è accettabile nemmeno venire a conoscenza del posticipo della ripresa delle attività degli asili nido comunali solo alla vigilia e attraverso dichiarazioni rilasciate a giornalisti, anziché utilizzare canali istituzionali o comunicazioni dirette agli interessati. Questo disservizio ha causato un notevole disagio a noi genitori per l’organizzazione del lavoro e la cura dei propri figli. Qui non si vuole porre l’accento sulla mancata ripartenza alla data prevista a livello regionale, ma sul completo disinteresse nei confronti dei bimbi e delle famiglie che hanno affrontato questi mesi cercando di gestire al meglio la mancanza di un importante servizio educativo. Sarebbe bastato anche solo comunicare per tempo il posticipo dell’inizio delle attività, dando perlomeno una data certa. Portiamo alla sua attenzione l’inefficienza che abbiamo riscontrato a livello amministrativo nell’ottica di poter sempre migliorare un importante e delicato servizio per l’infanzia”.