Dissesti finanziari seriali, da Scanno l’esposto in Procura

Da Scanno la denuncia sui "dissesti finanziari facili" imputati ad alcuni Comuni abruzzesi, sempre con le stesse modalità. Scatta l'esposto in Procura.

L’AQUILA – I dubbi dei consiglieri comunali Amedeo Fusco, Antonio Giovanni Silla, Mario Spacone sui provvedimenti relativi a dissesti finanziari al Comune di Scanno e in altri comuni. Parte l’esposto in Procura.

Conferenza stampa questa mattina a L’Aquila dei consiglieri comunali di Scanno, Amedeo Fusco (già consigliere provinciale), Antonio Giovanni Silla e Mario Spacone che hanno annunciato un esposto in Procura per quanto riguarda i provvedimenti relativi ai dissesti finanziari di vari comuni abruzzesi, tra cui lo stesso Scanno. Una denuncia di estrema delicatezza che riguarda provvedimenti giudicati ingiustificati, sulla base di documenti “simili” su cui vogliono far luce. All’attenzione dei consiglieri, alcuni professionisti che interverrebbero “a senso unico” per favorire dichiarazioni di dissesto finanziario giudicate eccessive, a danno di possibili provvedimenti di riequilibrio. Critiche anche alla Prefettura, che non sarebbe intervenuta nella delicata situazione, limitandosi a chiedere un parere al Ministero dell’Interno. Da qui, l’esposto alla Procura della Repubblica.

amedeo fusco

“Il 6 dicembre 2019, – ricordano i consiglieri – il Consiglio comunale di Scanno deliberava a maggioranza il dissesto finanziario dell’ente, nonostante nell’agosto precedente si fosse impegnato a presentare un piano di riequilibrio, mai portato all’attenzione delle assise cittadine. La deliberazione trovava fondamento e conforto nella relazione del chiar.mo prof. Ziruolo del 19 novembre 2019, in cui, tra l’altro, si legge testualmente: “Sebbene il Comune di Scanno non risulti strutturalmente deficitario, secondo gli indici di deficitarietà strutturale… a giudizio di chi scrive, l’Ente versa in una condizione gestibile solo attraverso il ricorso all’istituto del dissesto finanziario”, inciso pressocché identico a quello, che solo due settimane prima il chiar.mo professore scriveva per un altro ente: “Sebbene il Comune di Palombaro non risulti strutturalmente deficitario secondo gli indici di deficitarietà strutturale… a giudizio di chi scrive, l’Ente versa in una condizione gestibile solo attraverso il ricorso all’istituto previsto agli artt.244 e ss. del TUEL” cioè il dissesto finanziario”.

“La deliberazione numero 34 del 6 dicembre, – aggiungono – veniva impugnata al Tar dai Consiglieri  di minoranza del Comune di Scanno, dall’ex Sindaco  e da due privati cittadini, analogamente a quanto qualche anno prima era avvenuto nel Comune di Sant’Omero (Te), dove la decisione del dissesto finanziario, anch’essa corroborata da una relazione del chiar.mo professor Ziruolo, oggetto di impugnazione, era stata annullata dal giudice amministrativo. Il Tribunale Amministrativo Regionale, dopo aver accolto il ricorso e disposto la sospensiva il 13 marzo, con sentenza numero 135 del 23 aprile 2020 annullava la deliberazione di dissesto. Il 28 aprile 2020, il Sindaco di Scanno trasmetteva copia della sentenza al Ministero dell’Interno, alla Procura Regionale della Corte dei Conti, Alla Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti, alla Prefettura dell’Aquila e al Revisore dei Conti copia della sentenza del TAR. Il 28 aprile 2020, con ordinanza n.19/20 il Presidente della Corte dei Conti convocava la Sezione per la Camera di Consiglio del 7 maggio. Il Sindaco di Scanno con pec inviata alle 18,30 circa del 6 maggio forniva chiarimenti in ordine alla contabilizzazione di 825.974,50, versata dalla Regione Abruzzo in seguito a contenzioso. Appena l’indomani, 7 maggio, la Sezione Regionale di Controllo per l’Abruzzo emetteva una corposa deliberazione di 25 pagine di accertamento di serie criticità contabili“.

“Giova sottolineare che, a detta degli scriventi Consiglieri, che anche a tal fine chiedono un’indagine della Procura della Repubblica dell’Aquila, la somma citata è stata erroneamente contabilizzata in bilancio e serve a ristorare somme anticipate con fondi propri dal Comune, per la ripartenza degli impianti di risalita di Scanno nel 2009! Il 18 maggio del 2020 il Vice Procuratore Regionale della Corte dei Conti, dottor Marco Di Marco inviava al Comune di Scanno un Decreto di richiesta di Informazioni, in cui stigmatizzava il sindacato giurisdizionale del giudice amministrativo, sottolineando “il palese grossolano errore in cui è incorso il Collegio, condividendo tuttavia la natura vincolata della dichiarazione di dissesto e che ” l’accertamento del “fatto” presupposto del dissesto… richiede valutazioni e apprezzameti di natura tecnico-discrezionale di pertinenza dell’Amministrazione ampiamente sviluppati nelle due relazioni rese dall’organo di revisione e dal professionista incaricato” (chiar.mo prof. Ziruolo n.d.r. che con il dottor Marco Di Marco ed altri è stato docente nel Percorso formativo EUTEKNE Enti Locali, organizzato da Eutekne formazione)”.

“Va sottolineato come il decreto di richiesta di informazioni del Vice Procuratore Di Marco, oggetto di un esposto da parte del Gruppo consiliare Scanno Insieme al Consiglio di Presidenza della Corte dei Conti, finisse quasi per assumere un invito al Sindaco a ricorrere al Consiglio di Stato “per ottenere la riforma della sentenza del TAR Abruzzo”. Il Sindaco ha quindi proposto appello al Consiglio di Stato. Il primo giugno il Presidente del Consiglio di Stato ha concesso, et inaudita altera parte, la sospensiva della sentenza 135/2020 del TAR, fissando la Camera di Consiglio il 24 giugno. Qui, però, il Consiglio di Stato ha ritenuto soddisfatta l’esigenza cautelare del Comune, attraverso la fissazione dell’udienza pubblica il 19 novembre prossimo venturo. Alla luce della decisione dei Giudici di Palazzo Spada, il 6 luglio 2020, è nuovamente intervenuta la Corte dei Conti dell’Abruzzo, con una deliberazione della sezione regionale di controllo, accertando la “mancata presentazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale da parte del Comune…entro il termine perentorio di 90 giorni” e quindi deliberando l’avvio del c.d. dissesto guidato. Questa deliberazione, come la decisione del 7 maggio, sono state impugnate dai Consiglieri comunali, dall’ex Sindaco e dai due cittadini, che hanno presentato ricorso al TAR, presso le Sezioni Riunite della Corte dei Conti, la cui udienza è fissata per il 30 settembre prossimo”.

“In estrema sintesi, dal 24 giugno il Comune di Scanno non è in dissesto, ne consegue quindi, rectius, sarebbe dovuta conseguirne!, l’approvazione del Consuntivo del 2019, da cui emergerà, ne siamo certi!, una situazione contabile affatto lusinghiera che non giustificherebbe neppure lontanamente il dissesto finanziario, previsto dal legislatore come extrema ratio“, per porre rimedio a situazioni patologiche della finanza locale non altrimenti risolvibili e, ultimamente, usato come vero e proprio strumento di lotta politica. Gli è che, nonostante le sollecitazioni dei Consiglieri comunali, la Prefettura dell’Aquila ha sostenuto che fino alla decisione del Consiglio di Stato non avrebbe adottato alcun provvedimento nei confronti del Comune di Scanno, salvo poi, il 17 settembre!, dopo diffida formale ad adempiere ai sensi del TUEL e dell’articolo 348 del codice penale, che disciplina l’omissione in atti d’ufficio, inoltrare un parere al Ministero dell’Interno, per conoscere il da farsi. Dal mese di maggio, nonostante una nota formale di richiesta di incontro e di segnalazioni alla Corte dei Conti dell’Abruzzo su “anomalie” nella gestione contabile del Comune di Scanno, non abbiamo ricevuto alcun riscontro. Alla luce di tutto questo, fiduciosi nell’operato della magistratura, presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica dell’Aquila, perché faccia chiarezza sul caso Scanno e sui dissesti che vanno fiorendo in vari angoli della Nostra Regione“.