Scuola, suona la campanella per tutti in Abruzzo: distanziamenti, ingressi scaglionati e mascherine

Quest'anno suona una campanella "speciale" in Abruzzo dopo lo stop causato dalla pandemia. A L'Aquila inaugurazione della scuola di Arischia, il Cotugno resta "spezzatino". Casetta Fantasia per ora non apre: due dipendenti positivi.

Si torna in classe dopo lo stop del Covid anche in Abruzzo: tante le emozioni ma anche le paure, tra ingressi scaglionati, doppi turni, “l’incubo” mascherina, il timore dei contagi.

“Il 24 inizierà la scuola e non so se sperare che inizi in presenza, con il rischio del contagio, o se auspicare che la didattica a distanza, rodata faticosamente in tre mesi di lockdown, venga rimessa in campo”.

Questi, i pensieri di una mamma, che ancora oggi, a poche ore al suono della campanella non sa cosa sperare per il proprio bambino che entrerà in prima elementare.

Si parla di ricreazione seduti, di ginnastica statica, che impensieriscono sia i genitori che questi piccoli alunni: “Ma la scuola sarà una prigione o un posto dove posso imparare e anche divertirmi?”.

Il 24 inizierà la scuola e non so cosa sperare: i pensieri di un genitore

Dai sei anni in poi ci sarà comunque l’obbligo della mascherina in classe: non se si sta al proprio banco – con i banchi distanziati – ma andrà indossata in tutti gli spazi comuni. Per quanto riguarda la temperatura, è stata chiesta la collaborazione dei genitori e quindi di misurarla a casa la mattina prima di uscire di casa.

In Umbria, in Veneto e in altre regioni d’Italia dove la campanella è già suonata, sono diversi i dirigenti scolastici che hanno ipotizzato la sospensione per lo studente “disobbediente” che non indossa correttamente la mascherina. Un’ipotesi avvalorata anche dalle circolari ministeriali che consentono di integrare nel regolamento scolastico questo provvedimento disciplinare.

Scuola L’Aquila, il punto: Mariele Ventre, Cotugno, Arischia

Intanto una buona notizia c’è; a più di 11 anni dal sisma del 6 aprile 2009 finalmente a L’Aquila verranno inaugurate le prime scuole ricostruite: quella di Arischia sarà la prima.

Anna Ascani, il viceministro all’inaugurazione della nuova scuola di Arischia

La primaria “Mariele Ventre“, invece, sarà riconsegnata nei primi dieci giorni di ottobre.

Il ritardo, causa Covid, ha inciso nei lavori al cantiere, meno in quello di Arischia, più piccolo. Si comincia nel vecchio Musp riorganizzato con le norme anti Covid, per poi traslocare tra qualche giorno.

Non riaprirà invece per ora “Casetta Fantasia”: due dipendenti, asintomatici, sono stati trovati positivi al coronavirus. Cruciali i tamponi ai quali sono stati sottoposti anche in città gli operatori scolastici e gli insegnanti per limitare al massimo la circolazione del virsu.

Intanto, i fantomatici banchi “girello”, la soluzione a tutti mali proposta dal ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina sembrano non essere ancora arrivati. Da giorni nelle scuole del capoluogo i presidi sono al lavoro per capire come organizzare le aule tra distanziamenti e sicurezza.

Un lavoro che ha coinvolto anche il personale scolastico, per un ritorno sui banchi “a prova di Covid”.

Scuola, al D’Aosta prove generali di distanziamento con il personale

Al liceo Cotugno dell’Aquila dirigente e docenti si stanno attrezzando per la didattica in presenza ma pensano anche a quella a distanza.

“Ho fatto delle comunicazioni on-line a tutti i genitori delle classi prime e ai rappresentanti delle altre classi per comunicare quale sarà la situazione – ha detto la preside Serenella Ottaviano – abbiamo chiesto a tutti di presentarsi martedì e mercoledì in modo scaglionato per vedere quali saranno gli ingressi, le aule, i referenti e così via”.

Da oggi quindi sono stati organizzati ingressi scaglionati tra le 8.10 e le 9.10.

Scuola, ritorno sui banchi: quattro chiacchiere con i ragazzi

In ogni caso, se da una parte ci sono paure e timori fondati, dall’altra, sono tanti i ragazzi che non vedono davvero l’ora di tornare tra i banchi, dopo il lungo isolamento, dopo una didattica a distanza “fiaccante” che non è piaciuta proprio a tutti perchè, se da un lato ha consentito di restare “sul pezzo”, dall’altra ha spersonalizzato la scuola del suo valore più importante: quello sociale che consente ai ragazzi non solo di imparare ma di crescere e di capire cosa significhi vivere in una comunità.

Ritorno a scuola, quattro chiacchiere con gli studenti: “Una gioia dopo tanti mesi chiusi in casa”

“È sicuramente positivo poter tornare a scuola in presenza, ci riprendiamo finalmente una normalità che abbiamo tanto desiderato dopo un lockdown che ci ha letteralmente stesi”, ha detto al Capoluogo qualche giorno fa Riccardo, un 12enne che frequentava la seconda media alla “Dante Alighieri”.

Alcune scuole medie e superiori del capoluogo hanno già riaperto i battenti i primi di settembre per consentire i corsi di recupero.

Corsi di recupero post Covid in classe, prove generali

Corsi resi necessari anche dalla dad che non è riuscita a raggiungere tutti, specie quei ragazzi che vivono nell’hinterland aquilano e che sono sprovvisti di connessioni o strumenti adeguati per stare al passo con la tecnologia.

Scuola L’Aquila: gli studenti della Dottrina Cristiana sui banchi già da qualche giorno

Poi ci sono le scuole come l’Istituto Dottrina Cristiana che, per via delle misure anti contagio, ha ripreso le attività a scaglioni. La settimana scorsa, con la scuola d’infanzia, e dal 21 settembre con alcune classi della scuola primaria.

Tra norme igieniche e distanziamento, la Dottrina Cristiana non ha fatto però mancare un caloroso momento di accoglienza, con canti e la preghiera mattutina.

“Per i bambini è molto importante questo primo momento di accoglienza – ha spiegato al Capoluogo suor Daniela Di Bacco – e non ci sarebbe piaciuto far entrare uno alla volta, tutti in silenzio, quindi con le dovute distanze e precauzioni abbiamo avuto un momento di preghiera e uno per i canti, per iniziare nel segno del Signore e della gioia”.

Dottrina Cristiana, scatta il secondo step: in aula gli alunni della scuola primaria

Sarò un anno difficile sono tanti punti di vista ma sicuramente straordinario: tornare in presenza, riprendere anche il confronto e le amicizie lasciate su quei banchi vuoti da marzo scorso aiuterà sicuramente questo piccolo esercito di ragazzi.

Il Capoluogo augura in bocca al lupo a tutti: “Non basta mandare i figli a scuola, bisogna accompagnarli sulla via degli studi, bisogna costruire giorno per giorno in essi la consapevolezza che a scuola si va non per conquistare un titolo, ma per prepararsi alla vita”. (Giovanni Leone)