Giornata mondiale Alzheimer, diritti umani compressi per il lockdown

Il 21 settembre si celebra la Giornata mondiale Alzheimer. Le prospettive di cura e il difficile momento del lockdown da Coronavirus.

Il 21 settembre si celebra la Giornata mondiale Alzheimer. Le prospettive di cura e il difficile momento del lockdown da Coronavirus.

Alzheimer e lockdown: secondo una ricerca della Società Italiana di Neurologia per le demenze (SINdem) le restrizioni hanno indotto un peggioramento dei disturbi comportamentali nei pazienti con demenza. “Di fatto – spiega Paolo Maria Rossini, direttore del Dipartimento di Neuroscienze – neuroriabilitazione dell’Irccs San Raffaele di Roma – sono stati fortemente compressi i diritti umani fondamentali delle persone con demenza: dall’accesso alle cure ospedaliere ai ricoveri nelle terapie intensive, non sempre garantiti a pazienti che avevano chance di sopravvivenza limitate. Diverse sono state le esperienze estere per far sentire meno isolati gli anziani: dalla tecnologia per i contatti con i parenti alla possibilità di incontrarli all’aperto. La normale attività di diagnosi e cura di anziani con varie forme di declino cognitivo è stata sostanzialmente interrotta a tutti i livelli”.

Solo in Italia vi sono oltre un milione e duecentomila casi di demenza, 720mila dei quali legati specificatamente all’Alzheimer. Oltre gli 80 anni, la malattia colpisce 1 anziano su 4. Questi numeri sono destinati a crescere per l’aumento dell’aspettativa di vita, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo: si stima un raddoppio dei casi ogni 20 anni. In Italia, poi, secondo alcune proiezioni il numero di pazienti in 30 anni è destinato a triplicare.

La buona notizia è che in occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer, è arrivata una novità importante, rappresentata dalla speranza di trovare un farmaco efficace, e non solo che tratti i vari sintomi. Una speranza che si riaccende dopo lo stop, nel marzo 2019, dei test su un farmaco ritenuto promettente, l’Aducanumab, e dopo che l’Fda ha rivisto i dati e riammesso per una seconda valutazione il dossier del farmaco. “Ci vorrà la primavera 2021 per capire gli esiti”. Lo spiega il professor Gioacchino Tedeschi, presidente della Società italiana di neurologia. Aducanumab e’ un anticorpo monoclonale che si è dimostrato efficace nella rimozione dell’accumulo di beta amiloide, causa della patologia, in una fase molto iniziale della malattia. Solo in Italia potrebbero essere 500mila i potenziali candidati al farmaco, in una fase di disturbo cognitivo lieve perché in fase conclamata è stato già dimostrato che non è efficace.

In occasione della giornata mondiale Alzheimer, che ha come claim “Demenza, parliamone”, Eugenio Finardi ha dedicato la sua musica e la sua testimonianza di caregiver alla Federazione Alzheimer Italia. Mentre dal 17 al 30 settembre si potrà sostenere la ricerca di Airalzh Onlus – Associazione Italiana Ricerca Alzheimer, in particolare sui disturbi del sonno e l’incidenza sullo sviluppo nelle demenze, grazie all’iniziativa “Non ti scordar di te” nei supermercati e ipermercati Coop di tutt’Italia.