Fondi per le aree interne, evidenti carenze nei criteri di ripartizione

Non convincono i criteri di ripartizione dei fondi per le aree interne. L'intervento dei sindaci di Tornimparte e Lucoli.

Fondi ai comuni delle aree interne e montane, l’intervento del sindaco di Tornimparte, Giacomo Carnicelli, e del sindaco di Lucoli, Valter Chiappini.

“Il recente decreto, varato dal Governo, che ripartisce, tra i Comuni delle aree interne e montane italiani, 210 milioni di euro per il sostegno alle attività produttive dei territori, pur rappresentando un primo, concreto, segnale di attenzione alle realtà più svantaggiate del nostro Paese mostra evidenti carenze nei criteri di ripartizione”. Lo scrivono i sindaci di Tornimparte e Lucoli, Giacomo Carnicelli e Valter Chiappini, spiegando: “Per definire la platea degli Enti beneficiari si sono, infatti, utilizzati i soli criteri di perifericità e di minore dimensione demografica. Tra l’altro, la definizione di perifericità è ferma a quanto stabilito nel 2015, prima che terremoti, crisi economica e pandemia ridisegnassero l’assetto economico e sociale della Penisola”.

“Al fine di essere aderente alla realtà, – scrivono i sindaci – la classificazione dei Comuni dovrebbe essere quanto più dinamica possibile, in modo da tenere in considerazione l’evoluzione dei servizi quali, ad esempio, il numero di corse giornaliere di autobus, i presidi sanitari, il numero e giorni di apertura degli uffici postali e di supporto al cittadino, la disponibilità di rete dati a larga banda, l’accesso alle grandi infrastrutture oltre a tutti quei parametri economici che delineano la dinamicità di un Territorio”.

“Sorprende, appunto, – proseguono – come nessun parametro economico (numero di imprese presenti sul Territorio Comunale, dimensione delle stesse Imprese, Reddito Pro Capite) sia entrato minimamente in gioco. Tra l’altro, è bene ricordare che, per le attuali classificazioni, risultano “Polo”, (definito come un Territorio in cui è presente una Stazione di tipo Silver, un Ospedale D.E.A. di I Livello ed un’offerta scolastica secondaria superiore completa, cioè almeno un liceo, un istituto tecnico e un istituto professionale), tanto L’Aquila quanto Roma. Una situazione, oggettivamente, sbilanciata. È necessario, dunque, procedere ad una rapida revisione della classificazione degli Enti Locali e ad una più attenta valutazione dei criteri di ripartizione. Richiesta che inoltriamo a Governo e Regione, affinchè interventi di questo tipo, quanto mai benvenuti, possano essere equi ed efficaci”.