Univaq, si riparte tra attività in presenza e a distanza: incognita tasse

Ricomincia l'anno accademico all'Univaq. Previste attività in presenza e online, resta da capire la questione tasse.

Ricomincia l’anno accademico all’Univaq. Previste attività in presenza e online, resta da capire la questione tasse.

Tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre riparte l’attività accademica dell’Univaq, alle prese con le misure anti Coronavirus. L’obiettivo è quello di puntare il più possibile sulle attività in presenza, ma naturalmente resta una “quota” di attività a distanza, online. Al momento, tutte le facoltà sembrano intenzionate a privilegiare le attività in presenza soprattutto per quanto riguarda il primo anno e l’ultimo, con le discussioni delle tesi. “Nel mezzo” le attività online resistono.

Ad esempio, per Scienze Umane, si riparte in presenza per i corsi di laurea magistrale e il primo anno di triennale (comunque vengono assicurate delle eccezioni dovute a situazioni di ‘fragilità’ dei docenti che tengono i corsi: in questi casi i corsi potrebbero passare in modalità a distanza). Altri corsi si svolgeranno in modalità mista (con divisione in gruppi settimanali o in condivisione streaming su più aule). Questa modalità di didattica, per ragioni di numeri, riguarderà il primo anno di Formazione primaria, il primo anno di Scienze della formazione e servizio sociale, un numero limitato di insegnamenti dell’area di Lettere e Filosofia per vari corsi di laurea. Infine, una terza modalità di didattica integralmente a distanza (on line) riguarderà gli insegnamenti dei secondi e terzi anni delle lauree triennali, nonché gli anni successivi al primo di Scienze della formazione primaria.

Questo schema, sostanzialmente varrà per tutte le Facoltà. “Siamo tendenzialmente d’accordo con questa impostazione – sottolinea al Capoluogo.it Alessandro Maccarone, coordinatore degli studenti universitari della Lega del Centro Italia – in quanto sono misure che rientrano nell’ambito della prevenzione e sicurezza. D’Altra parte, però, dobbiamo fare i conti con la tassazione: ci sarà da normare il rapporto tra chi usufuirà dei servizi universitari al 100% e chi no, dovendo seguire le attività a distanza”.