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Scuola Abruzzo, il rientro tra protocolli, sintomi e mascherine: la guida

Si rientra in classe il 14 settembre, in Abruzzo il 24: ma c'è ancora confusione sui protocolli. Sarà cruciale la collaborazione famiglia - pediatra - scuola: la guida

Si rientra in classe in Abruzzo il 24 settembre anche se in qualche scuola (ad esempio, nelle paritarie) la campanella suonerà già oggi, lunedì 14.

Complessivamente sono 8,3 milioni le studentesse e gli studenti che rientrano quest’anno tra i banchi: 7.507.484 negli istituti statali, ai quali si aggiungono i circa 860 mila delle paritarie.

C’è ancora confusione sui protocolli: cosa fare in caso di un semplice raffreddore a casa o a scuola, la misurazione della febbre, la necessità di certificati per rientrare.
Ciò che è certo è che sarà cruciale la collaborazione famiglia – pediatra – scuola: la guida.

Tutte le informazioni qui riportate sono tratte dalle linee guida del Ministero della Pubblica Istruzione

Scuola Abruzzo, il rientro: oltre 37.5° e con sintomi simil – influenzali si resta a casa

La temperatura va misurata a casa e vale sia per gli alunni sia per gli insegnanti e il personale scolastico: se è superiore ai 37.5, non si deve andare a scuola. Stesso discorso se si hanno sintomi parainfluenzali: con tosse o raffreddore è opportuno rimanere a casa. Lo era già, a dire il vero, prima dell’epidemia di Covid: ma diventa cruciale isolare ogni sintomo che potrebbe essere sospetto. Occhio quindi anche ai sintomi che abbiamo imparato in questi mesi a riconoscere come sospetti: dai disturbi intestinali all’assenza di olfatto e gusto.

Tornando alla misurazione a casa della temperatura corporea, il Ministero sottolinea che “è una regola importante a tutela della salute propria e altrui, un gesto di responsabilità a vantaggio della sicurezza di tutti. Questa semplice misura di buon senso previene, infatti, la possibile diffusione del contagio che potrebbe avvenire nel tragitto casa-scuola, sui mezzi di trasporto, quando si attende di entrare a scuola o in classe”.

“Mi fido delle famiglie” ha sottolineato il Ministro Azzolina nelle ultime ore prima dell’apertura delle scuole.

Scuola Abruzzo, il rientro: le procedure in caso la temperatura di un alunno in classe sia sopra i 37.5°

Il personale scolastico che viene a conoscenza di un alunno sintomatico – quindi anche solo con temperatura corporea che superi i 37.5° – deve avvisare il Referente scolastico per COVID-19 che fa avvertire immediatamente i genitori/tutore legale. L’alunno deve essere dotato di una mascherina chirurgica (se maggiore di sei anni) e ospitato in una stanza dedicata dove sarà necessario procedere all’eventuale rilevazione della temperatura corporea, da parte del personale scolastico individuato, mediante l’uso di termometri che non prevedono il contatto.

Il minore non deve essere lasciato da solo ma in compagnia di un adulto che preferibilmente non deve presentare fattori di rischio e che dovrà mantenere, ove possibile, il distanziamento fisico di almeno un metro e indossare la mascherina chirurgica fino a quando l’alunno non sarà affidato a un genitore/tutore legale. I genitori devono contattare il Pediatra o il Medico di base per la valutazione clinica (triage telefonico) del caso.

Da qui poi la palla passa in mano al Pediatra o Medico di Base che valuterà cosa sia opportuno fare: la sovrapposizione sintomi parainfluenzali – sintomi da covid potrebbe indurre in diversi casi a prescrivere un tampone anche sui più piccoli, se lo si ritiene opportuno. In questo caso, se l’esito è negativo, il bambino potrà tornare a scuola quando non avrà più sintomi.

E’ qui uno dei nodi più controversi e che coinvolge la responsabilità del pediatra /medico di base che potrebbe anche decidere di non rimandare a scuola un bambino – certificando che i sintomi che ha avuto non siano legati al Coronavirus – senza un tampone. Il rischio di lunghe assenze da scuola e rimpalli di responsabilità, nonchè quello di ricorrere al Pronto Soccorso, è alto. Ad ogni modo, la trafila è la seguente (Mdb sta per Medico di Base, Pls sta per Pediatra di Libera Scelta)

covid procedure scuola

Scuola Abruzzo, il rientro: cosa succede alla classe se un alunno è positivo

Se il test è positivo, il Dipartimento di prevenzione della Asl notifica il caso e la scuola avvia la ricerca dei contatti e le azioni di sanificazione straordinaria della struttura scolastica nella sua parte interessata. Per il rientro in comunità bisognerà attendere la guarigione clinica (cioè la totale assenza di sintomi) dell’alunno. La conferma di avvenuta guarigione prevede l’effettuazione di due tamponi a distanza di 24 ore l’uno dall’altro. Se entrambi i tamponi risulteranno negativi l’alunno potrà definirsi guarito, altrimenti proseguirà l’isolamento.

Il Referente scolastico COVID-19 deve fornire al Dipartimento di prevenzione l’elenco dei compagni di classe nonché degli insegnanti del caso confermato che sono stati a contatto nelle 48 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi. I contatti stretti individuati dal Dipartimento di prevenzione con le consuete attività di tracciamento dei contatti, saranno posti in quarantena per 14 giorni dalla data dell’ultimo contatto con il caso confermato. Il Dipartimento di prevenzione deciderà la strategia più adatta in merito ad eventuali screening al personale scolastico e agli alunni.

Se il tampone naso-oro faringeo è negativo, l’alunno, a giudizio del Pediatra o Medico curante, ripete il test a distanza di 2-3 gg. L’alunno deve comunque restare a casa fino a guarigione clinica e alla conferma negativa del secondo test. In caso di diagnosi di patologia diversa da COVID-19 (tampone negativo), l’alunno rimarrà a casa fino a guarigione clinica seguendo le indicazioni del Medico curante che redigerà una attestazione che il bambino/studente può rientrare scuola poiché è stato seguito il percorso diagnostico-terapeutico e di prevenzione per COVID-19.

Qualora un alunno risultasse “contatto stretto” ma asintomatico di un caso di cui non è nota la catena di trasmissione, il Dipartimento di prevenzione valuterà l’opportunità di effettuare un tampone contestualmente alla prescrizione della quarantena. Il tampone avrà lo scopo di verificare il ruolo dei minori asintomatici nella trasmissione del virus nella comunità.

Nel caso di un alunno o di un lavoratore convivente di una persona contagiata, su valutazione del Dipartimento di prevenzione, l’alunno o il lavoratore sarà posto in quarantena. Eventuali suoi contatti stretti (esempio compagni di classe), non necessitano di quarantena, a meno di successive valutazioni del Dipartimento di prevenzione.

In caso a scuola sia presenta una persona risultata positiva, è necessario procedere ad una sanificazione straordinaria della scuola, se sono trascorsi 7 giorni o meno da quando la persona positiva è stata nella struttura. Per sicurezza vanno chiuse le aree utilizzate dalla persona positiva fino al completamento della sanificazione, aprendo porte e finestre per favorire la circolazione dell’aria nell’ambiente.

Scuola Abruzzo, il rientro: congedi parentali e smart working

Sono previsti congedi straordinari per i lavoratori che abbiano figlio con età inferiore a 14 anni, che siano costretti a restare a casa in quarantena obbligatoria.

Altro strumento previsto a favore del genitore è la reintroduzione in tali circostanze, del diritto del lavoratore allo smart working. Ricordiamo infatti che a partire dal 14 settembre (data coincidente con la riapertura delle scuole) lavorare da remoto non è più un diritto per i genitori che abbiano figlio minore di 14 anni. Il favore per lo smart working in caso di figli under 14 diviene strutturale fino al 15 ottobre, data in cui ufficialmente (salvo ulteriori variazioni) cesserà lo stato di emergenza sanitaria per la pandemia.

Tutto questo è ovviamente più attuabile per i lavoratori statali e dipendenti in generale: gli autonomi e le partite Iva si ritroveranno anche in questa delicata fase con pochissime – se non nulle garanzie per quanto riguarda la loro attività.

Scuola Abruzzo, il rientro: le mascherine

La scuola fornirà quotidianamente le mascherine di tipo chirurgico a tutto il personale e agli studenti, grazie alla fornitura di 11 milioni di dispositivi al giorno messi a disposizione dal Commissario straordinario per l’emergenza. Nei giorni scorsi la Regione Abruzzo ha presentato le mascherine che si stanno già distribuendo nelle scuole.

Ricordiamo che la mascherina non è obbligatoria per i bambini al di sotto dei 6 anni – quindi per quanti frequentano la scuola dell’infanzia. Deve essere indossata nelle aree comuni e per gli spostamenti: se si va al bagno, ad esempio. Ma al banco si può togliere.

(in fase di aggiornamento con le precisazioni alle linee guida che dovessero arrivare nei prossimi giorni)