Ordinanza anti Covid a Sulmona, reazioni veementi: “Locali chiusi alle 20 è un assurdo coprifuoco”

Ha scatenato soprattutto la protesta dei commercianti peligni l'ordinanza regionale anti Covid firmata da Marco Marsilio: annunciate aperture e serrate di protesta contro la misura di chiusura dei locali pubblici entro le 20. "È come frenare sul ghiaccio"

Ha scatenato soprattutto la protesta dei commercianti l’ordinanza regionale firmata ieri dal Presidente della Regione Abruzzo Marsilio: i commercianti di Sulmona, riuniti sotto la sigla del Comitato Oltre la Saracinesca, annunciano aperture e serrate di protesta contro la misura di chiusura dei locali pubblici entro le 20. “È come frenare sul ghiaccio”

Ma a protestare sono anche i primi cittadini: è il caso di Civita d’Antino, comune interessato dalle misure dell’ordinanza firmata ieri (n. 82 del 9 settembre 2020, mirata a Sulmona, Pettorano e Bugnara per la Valle Peligna e comprendente anche Lucoli e Civita d’Antino): “Oltre al danno la beffa”, il commento sconsolato del sindaco Sara Cicchinelli al Capoluogo

“È un assurdo coprifuoco” dicono in coro i commercianti peligni riuniti nel comitato “Oltre la saracinesca”.

“Risulta essere fuori tempo, fuori luogo, lacunosa. Sembra essere il prodotto di un “Ufficio complicazione affari semplici” che indurrebbe all’ironia se non si trattasse di giocare sulla pelle delle persone.
Il territorio peligno in realtà ha bisogno semplicemente di un governo regionale che sostenga il sistema sanitario con operatori che facciano tamponi; quindi di risorse umane ed economiche, non di censori della libertà individuale e collettiva. Tale ordinanza non risolve il problema della contaminazione da covid-19 ma è causa solo di ulteriori e grossi danni economici e morali”.

Ordinanza anti Covid, locali chiusi alle 20

“Di fronte a tale dissennata ordinanza, il Comitato chiede con vigore la revocata immediata e si dichiara pronta ad organizzare aperture e serrate mirate di protesta”

Il paradosso, spiegano nella nota, è che chiunque dal territorio di Sulmona potrà recarsi in un comune limitrofo per consumare nei locali regolarmente aperti.

“Siamo al teatro dell’assurdo, per cui una tale ordinanza che obbliga al coprifuoco Sulmona e qualche altro comune vicino, spingerà naturalmente tali abitanti a spostarsi di qualche chilometro per ritrovarsi nelle piazze e nei locali pubblici degli altri centri  della stessa Valle Peligna, non colpiti dalla dissennata ordinanza. Se gli abitanti  discriminati sono ipotetici untori con tali spostamenti non moltiplicherebbero i contagi, dove ora apparentemente è Covid free? Se la Regione non procederà alla revoca di tale atto irragionevole, il Comitato sarà costretto,
senza indugio, a chiederne il conto”