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Libano – L’Aquila, emozioni via Skype: militare assiste online ai primi istanti di vita della figlia al San Salvatore

Il Libano e L'Aquila non sono mai stati così vicini: un soldato in missione, originario di Villa Sant'Angelo, ha assistito via Skype ai primi minuti di vita della figlia, appena nata al San Salvatore. 

Il Libano e L’Aquila non sono mai stati così vicini: un soldato in missione, originario di Villa Sant’Angelo, ha assistito, via Skype, ai primi minuti di vita della figlia appena nata al San Salvatore.

Naqoura (Libano), 9 settembre 2020 – Sono piu’ di 2.200 i chilometri di distanza che separano i due.

Lui e’ il caporal maggiore capo scelto dell’Esercito Italiano Giuseppe De Michele, 37 anni, graduato dell’11° reggimento trasmissioni di Civitavecchia, dal 21 luglio in servizio in Libano nell’ambito della missione Unifil, la forza di interposizione della Nazioni Unite schierata al confine con Israele.

Lei, Silvia, e’ la moglie e si trova in Italia dove ha appena dato alla luce Isabel, una bella bambina di oltre 3 chili.

Eppure il soldato, tramite un collegamento via Skype organizzato con il consenso del dottor Gabriele Iagnemma, primario del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila, è riuscito a condividere gli istanti immediatamente successivi alla nascita della sua secondogenita e le premure che la madre e Desiree, la sorella di quattro anni, le hanno riservato subito dopo.

Al graduato, originario di Villa Sant’Angelo, comune con poco meno di 500 abitanti della provincia dell’Aquila, sono giunte le felicitazioni dei commilitoni e del suo comandante in teatro operativo, il tenente colonnello Andrea Cubeddu.

“La nascita di un figlio è un momento di felicità unico, straordinario e irripetibile nella vita di una coppia”, ha dichiarato Cubeddu. “Percio’ ci siamo dati da fare. Sfruttare la tecnologia, visto che ormai ci accompagna ovunque, e’ stata la soluzione piu’ semplice”.

A fare gli auguri al militare abruzzese anche il comandante del contingente italiano di Unifil, il generale Andrea Di Stasio.

“Nonostante la lontananza dagli affetti piu’ cari e le ragioni di servizio legate alla missione di pace che stiamo assolvendo in questa delicata area del Medio Oriente”, ha commentato Di Stasio “ho pensato che un momento come questo, così profondamente importante e simbolico della vita di un genitore, non potesse andare perduto”. “La felicita’ del caporal maggiore capo scelto De Michele e’ anche la felicita’ degli oltre mille “caschi blu” del contingente italiano di Unifil”.

“Sapevo bene che trovandomi in missione non avrei potuto assistere alla nascita della bambina”, ha raccontato il neo papa’, che ammette di non essere riuscito a trattenere le lacrime alla vista delle immagini che scorrevano davanti allo schermo del suo computer.

“Ringrazio il primario, i medici e gli infermieri dell’ospedale, i colleghi del mio reggimento e dell’HQ Support Unit per le attenzioni che hanno avuto nei confronti miei, di mia moglie e delle bambine, ma soprattutto per averci regalato la gioia di vivere un evento cosi’ importante che rimarra’ per sempre impresso nella mia vita di uomo e di soldato. Certo, non e’ stato come essere li’. Per questo non vedo l’ora di abbracciare la piccola in Italia, dove conto di rientrare a febbraio, appena avro’ portato a termine la mia missione”.

Tanti auguri a questa splendida famiglia dalla redazione del Capoluogo!