Coronavirus in Valle Peligna, locali chiusi alle 20

Nuova ordinanza del presidente Marsilio per contenere i contagi in Valle Peligna e altri Comuni. Tutti i dettagli.

Nuova ordinanza del presidente Marsilio per contenere i contagi in Valle Peligna e altri Comuni: mascherine a tutte le ore e locali pubblici chiusi alle 20.

Nessuna zona rossa, ma misure più restrittive per i Comuni di Sulmona, Bugnara, Pettorano sul Gizio, Civita d’Antino e Lucoli, dove è più alto l’indice di contagio da Coronavirus. Lo ha annunciato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, spiegando che il nuovo provvedimento, che vale per la Valle Peligna e altri Comuni, prevede l’utilizzo h24 di mascherine, anche negli spazi all’aperto. Inoltre i locali pubblici come i bar dovranno chiudere entro le 20, scatta il divieto di fare feste, sia pubbliche che private.

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“Per il resto – spiega Marsilio – la situazione è comunque sotto controllo e non c’è bisogno di misure ancor più restrittive o invocare zone rosse, anche perché i focolai sono stati individuati, tracciati e seguiti costantemente dalle nostre strutture sanitarie e confidiamo che questa azione possa spegnere i residui focolai”.

Intanto l’Associazione “Oltre la saracinesca” di Sulmona, a seguito dell’assemblea del 7/9/2020, in riferimento alle misure anticovid, “esprime il proprio disappunto, in primis, sui tempi di attesa per gli esiti dei tamponi ai quali devono essere sottoposti gli esercenti. Nelle migliori delle ipotesi, intercorrono almeno 15 giorni, penalizzando così il titolare di un’attività, sia sul piano professionale quanto su quello economico. Probabilmente tale disagio è connesso anche alla carenza di strumenti sanitari e del personale medico ed infermieristico; sebbene l’amministrazione comunale ne abbia fatto richiesto, anzitempo a chi di competenza. L’Associazione riconferma l’assoluta contrarietà alle autorizzazioni per i vari eventi, previsti anche nel cartellone estivo, così come già lo ha esposto, nei giorni scorsi, con una nota al Prefetto della Provincia dell’Aquila. Si ribadisce come tali manifestazioni ad alta capacità di assembramenti, sono causa di un’alta esposizione al rischio contagio per la cittadinanza. Il Comitato lamenta, inoltre, come il rigore massimo richiesto agli esercenti non si riscontra neppure da parte delle strutture sanitarie. A tutela degli interessi degli esercenti, qualora venissero attuati protocolli non giustificabili ma lesivi per le proprie attività commerciali, il Comitato si dichiara pronto a chiedere il risarcimento danni a sostegno di coloro che avranno contezza delle perdite economiche subite e connesse a tale causa. Dispiace constatare, purtroppo, come l’immagine sullo scenario di rischio contagio del nostro territorio, sia già in sé lesivo ed abbia vanificato tutti gli sforzi compiuti a rendere la nostra area un’attrazione turistica, proprio per la posizione di Covid free”.