Quantcast

Il 24 inizierà la scuola e non so cosa sperare: i pensieri di un genitore

Il 24 settembre inizierà la scuola e non so cosa sperare: i pensieri di un genitore alle prese con il primo anno di scuola primaria al tempo della pandemia.

“Il 24 inizierà la scuola e non so se sperare che inizi in presenza, con il rischio del contagio, o se auspicare che la didattica a distanza, rodata faticosamente in tre mesi di lockdown, venga rimessa in campo”.

Pensieri di mamma, di un genitore preoccupato per l’apertura delle scuole dopo la prima ondata della pandemia e con i contagi che continuano inesorabamilmente a salire, raccolti tramite la rubrica Dillo al Capoluogo.

“Mancano poco più di due settimane e non so ancora se mio figlio, quasi 6 anni, andrà a scuola con la mascherina per poi toglierla al banco; se inizierà ad andare a scuola ma poi i contagi saliranno e dovrà restare a casa; se non ci andrà proprio. E soprattutto, se sarà sereno.

Un percorso – logistico ma ancor più psicologico- che coinvolge l’intero nucleo familiare. Mancano poco più di due settimane e ho paura, da mamma, di non essere io stessa all’altezza. Se i contagi dovessero continuare a salire come sta succedendo nell’Abruzzo interno, costringendo alla chiusura le scuole, sarò capace io di essergli accanto come “insegnante” – io che insegnante non sono – nel primo anno ufficiale di scuola primaria? Oppure sto fasciandomi la testa troppo presto e imparerà a leggere e scrivere con i compagni?

Scuola, stress da rientro post Covid: prendete per mano i vostri figli e accompagnateli

Ricordo quando andai a prenderlo all’asilo, ad inizio marzo. Da poco le agenzie di stampa avevano battuto la notizia della chiusura delle scuole per Covid: non era ancora il lockdown, mancava poco. Gli dissi che per qualche giorno saremmo stati più tempo a casa, che quel cattivo del Coronavirus voleva entrare fra i banchi e avevano deciso di chiudere la scuola per lasciarlo fuori. Così non avrebbe trovato nessuno e se ne sarebbe andato.

L’incertezza che avvolge l’aspetto educativo, in questo anno scolastico 2020/2021, è angosciante per i genitori: zaino e astuccio comprati, grembiule pronto, libri presi. Le uniche certezze che al momento possiamo dargli.

Si rincorrono le riunioni al Ministero, le polemiche sui banchi, sulle mascherine di stoffa o chirurgiche. “Solo chirurgiche”, “anche di stoffa”, “le chirurgiche le darà la scuola”, “se non le darà un giorno la scuola, va bene anche quella di stoffa”… Ma ricordiamoci della carta igienica, dei saponi, del materiale scolastico e non che ogni anno, come corredo, i genitori portano nelle scuole dei figli.

Mancano poco più di due settimane e l’unica certezza che vorrei avere è che mio figlio andrà a scuola, con il suo grembiule, il suo zainetto, la mascherina, il gel per igienizzare le mani. Con la gioia e la curiosità di conoscere i nuovi compagni e le nuove maestre. Con la consapevolezza che il virus gira e occorre essere attenti e prudenti, che dobbiamo esserlo per i nonni che ci aspettano a casa e per tutta la comunità. E che solo la responsabilità comune e condivisa può restituire la normalità che dobbiamo ai bimbi come il mio.

“Dillo al Capoluogo” è la rubrica attraverso la quale potete raccontarci quello che non va o fare una sorpresa ai vostri cari. Scriveteci a ilcapoluogo@gmail.com oppure su WhatsApp (392 6758413) o ancora tramite la pagina Facebook – IL CAPOLUOGO D’ABRUZZO.