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Test medicina 2020

Medicina 2020, il test sotto casa al tempo del Covid

Test Medicina 2020, quest’anno gli iscritti sono stati 66.638 per 13.072 posti. Per entrare a L'Aquila il punteggio minino è 42,3.

Il Test per l’accesso alla facoltà di Medicina e Chirurgia è andato: nell’anno del Covid la prova si è svolta giovedì 3 settembre.

Quest’anno gli iscritti sono stati 66.638 per 13.072 posti: a occhio e croce quindi ne passerà uno su 5. Per entrare alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università dell’Aquila il punteggio minino è 42,3.

ll punteggio ottenuto dai candidati verrà pubblicato il 17 settembre sul sito www.universitaly.it nell’area riservata agli studenti, mentre il 29 settembre verrà pubblicata la graduatoria nazionale di merito.

Inizio alle 12, cento i minuti di tempo a disposizione, i 66.638 che sognano di indossare il camice bianco si sono giocati i 13.072 posti, rispondendo a 60 domande.

Test “sotto casa” in tempo di pandemia, ovvero nell’ateneo più vicino, proprio per evitare spostamenti lungo la Penisola e quindi di prevenire la diffusione del contagio.

Proprio a causa di questo dimensionamento territoriale, alcune Università come quella di Teramo, hanno accolto studenti di altre facoltà per lo svolgimento della prova d’ingresso.

In Abruzzo i test si sono svolti a L’Aquila e a Chieti e in via straordinaria anche a Teramo presso la facoltà di Giurisprudenza, (blindatissima per l’occasione) che ha accolto 373 aspiranti studenti di Medicina e Odontoiatria residenti nella provincia

Sono stati 887 gli aspiranti medici che si sono presentati ieri mattina al campus universitario di via dei Vestini a Chieti. Gli iscritti erano 926, in 49 hanno rinunciato. All’Aquila 385 i candidati he hanno affollato le aule degli edifici Alan Turing e Coppito 1 dell’Università per partecipare al test di ingresso.

A Chieti i candidati più “vecchi” erano due 49enni, il più giovane era minorenne, compirà a gennaio i 18 anni.

L’Ateneo aquilano potrà ospitare 137 nuovi iscritti al corso di Medicina e chirurgia di cui 3 non comunitari residenti all’estero e 50 al corso di Odontoiatria di cui 9 residenti all’estero). Per la scelta della sede verrà redatta una graduatoria nazionale.

I posti a disposizione per il corso di laurea in Medicina e chirurgia a Chieti invece sono 186 per studenti italiani, comunitari e non residenti in Italia e 4 per non comunitari residenti all’estero. I posti per Odontoiatria e protesi dentaria sono 40 per studenti italiani, comunitari e non comunitari residenti in Italia e 6 per i non comunitari residenti all’estero.

Intanto, proprio in Abruzzo, il Codacons ha lanciato un ricorso collettivo per gli studenti esclusi.

Per lo svolgimento delle prove inoltre è stato messo in atto un protocollo anti Covid molto severo con distanza di sicurezza nelle aule, mascherine e accessi differenziati.

Il problema di dove collocare gli iscritti al test in sicurezza è stato risolto facendo ricorso in tutta Italia, a padiglioni di fiere, come a Padova e a Pordenone. A Firenze, in 1.471 si sono presentati alla Fortezza da Basso. A Bari in 2.860 sono stati divisi in 57 aule in cinque diverse sedi universitarie. A Torino, 2.600 candidati sono entrati – a partire dalle 8 del mattino – nei grandi spazi del Lingotto. A Bergamo una sede universitaria provvisoria è stata allestita al Lazzaretto.

 

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Le risposte saranno così valutate: 1,5 punti per ogni risposta esatta; meno 0,4 punti per ogni risposta sbagliata; 0 punti per ogni risposta non data.

Test Medicina: le domande

C’era anche una domanda sul Covid, tra le 60 del test. “Più difficile del previsto” e “ben più complesso di quello di Veterinaria” che si è svolto solo due giorni fa, hanno commentato i primi studenti, usciti poco dopo le 14 dalle strutture che li hanno ospitati, nel rispetto delle indicazioni del ministero per ridurre al minimo i contatti tra gli studenti e i rischi di contagio.

C’erano 18 quesiti di biologia (fattibili per la maggior parte, anche se le risposte erano molto simili tra loro ed era facile sbagliare, hanno commentato i ragazzi nelle pagine della community di Alpha Test), dodici di chimica (una reazione da bilanciamento, definizione di nefrone, fotosintesi), otto di fisica (tra le quali una sul Periodo T di una molla) e di matematica (con un quesito di trigonometria chiedeva di calcolare la lunghezza della base, dati la mediana di un triangolo isoscele e la tangente di un angolo al vertice).

Ostiche soprattutto le domande di logica (dieci in tutto), che avevano un taglio prettamente matematico. La più citata è quella che chiede “Se a Londra sono le 19 del 5 Settembre, in quale città sarà già il 6 Settembre?”.

Per la cultura generale, 12 domande , una sul potere legislativo; una che chiedeva di mettere in ordine cronologico i presidenti della Repubblica da Cossiga a Mattarella; di «trovare l’intruso» tra diversi scritti di Freud; di indicare dove si trova il sole allo Zenit, il 20 di giugno; chi è l’autore de “Il Signore degli Anelli”.

Come riporta Il Corriere, su uno dei gruppi Facebook dedicati c’è invece sostiene che il test era “più difficile dello scorso anno, soprattutto logica e cultura generale”.

Di diverso avviso i commenti raccolti tra i primi studenti usciti alle 14.30 dalle aule dell’università La Sapienza di Roma, le domande di logica e attualità erano semplici, meno quelle di chimica e biologia, apparentemente il vero scoglio della prova.

Il numero chiuso

Il test è iniziato puntuale, con il viatico del ministro della Salute, Roberto Speranza, che su Facebook ha rivolto il suo augurio a ragazzi e ragazze: “Siete il futuro del nostro bene più prezioso, il Servizio Sanitario Nazionale”, ha scritto.

Solo un candidato su cinque ce la farà. Un calcolo delle probabilità un po’ più favorevole degli anni scorsi, visto che l’asticella si è leggermente alzata: i posti disponibili sono circa 1.500 in più del 2019.

Resta, certo, il numero chiuso contro cui anche oggi hanno manifestato le associazioni studentesche Unione degli Universitari e Rete degli Studenti Medi, che hanno svolto un flash mob davanti all’Università Sapienza di Roma, al momento dell’ingresso in aula degli studenti, contrari da sempre alla “lotteria” che consente di accedere agli studi una ridotta percentuale di aspiranti.

“Il numero chiuso alla facoltà di medicina è una condizione per far studiare bene coloro che saranno i futuri medici, per permettere loro di avere una buona preparazione, poter frequentare laboratori e aule”, ha detto Eugenio Gaudio, rettore della Sapienza.

“Quest’anno è aumentato il numero dei posti a Medicina, da 10mila si è passati in sostanza a oltre 13mila. E’ un numero considerato dalla Federazione degli Ordini dei medici un numero addirittura eccessivo. Il numero chiuso a Medicina – ha concluso non è il vero problema, la questione sono i posti per le specializzazioni. Ora l’impegno è aumentare il numero degli specializzandi”.

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