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Corsi di recupero post Covid in classe, prove generali

Corsi di recupero: si torna in classe dopo l'emergenza Covid. Come si stanno organizzando docenti e dirigenti per una didattica sicura, inclusiva e motivante.

Corsi di recupero post Covid in classe: gli studenti tornano a scuola dopo la lunga chiusura imposta dalla pandemia.

I corsi di recupero in classe sono partiti i primi di settembre in tutta Italia: tanta emozione per gli studenti ma non solo: anche gli insegnanti, i dirigenti e il personale vive quest’atmosfera da “suono della campanella”.

La paura c’è ma forse mai come in questo momento i ragazzi hanno apprezzato la scuola come momento di socialità.

I corsi di recupero sono necessari non solo per colmare alcune competenze che non è stato possibile acquisire con la didattica a distanza ma anche per chiudere parte del programma scolastico.

Uno dei problemi, soprattutto nell’Abruzzo interno aquilano, ma anche in diverse regioni del Centro e Sud Italia è stato quello del raggiungere tutti i ragazzi, dal momento che in alcune zone l’adsl non arriva benissimo come ad esempio accaduto in piccoli comuni come Fontecchio.

Scuola a distanza, Abruzzo maglia nera per la banda larga

Per fare il punto sulla situazione tra corsi di recupero e il lavoro che si sta facendo nelle scuole per far suonare finalmente il 24 settembre la campanella in sicurezza, il Capoluogo ha sentito la voce di alcuni dirigenti scolastici aquilani ma non solo. C’è anche a preside Anna Bigozzi, che all’Aquila ha compiuto alcuni studi post universitari e che oggi dirige con piglio e autorevolezza un istituto superiore di Perugia.

Corsi di recupero: come procede nell’Abruzzo interno aquilano

“Stiamo marciando con serenità, in aula c’è il distanziamento, la scuola è stata sanificata, abbiamo comprato i termoscanner e ci sono i gel igienizzanti per docenti, personale e ragazzi”, spiega al Capoluogo Antonio Lattanzi, preside dell’istituto comprensivo San Demetrio/Rocca Di Mezzo.

“I corsi sono uno strumento utilissimo prima della riapertura del 24 settembre per recuperare qualche lacuna che la dad non è riuscita a colmare e per chiudere anche parte del programma che non era stato portato a compimento”.

Non solo corsi di recupero per i ragazzi ma anche per il personale che in questi giorni sta facendo una sorta di “aggiornamento” per la sicurezza Covid.

“Stiamo cercando di fornire quante più informazioni possibili per il distanziamento e il rientro in classe in sicurezza. La mascherina verrà indossata da tutti i ragazzi quando dovranno alzarsi dal banco, gl insegnanti la porteranno anche in classe e la abbasseranno quando devono parlare”.

Banchi girello: “ancora nemmeno l’ombra”.

I corsi di recupero si stanno svolgendo ma sui banchi “pre Covid”, perchè quelli nuovi ancora non arrivano. “Aspettiamo fiduciosi – dice Lattanzi – nel frattempo  stiamo anche monitorando la richiesta per avere qualche unità di organico in più che ci consentirà, dopo il 24, di poter in caso dividere le classi per gruppi”.

“Intanto siamo riusciti a spostare i ragazzi della secondaria di San Demetrio nei locali della vecchia scuola che erano stati ristrutturati così da avere più spazi anche per la primaria”.

Corsi di recupero, rientro a scuola e tamponi per personale e docenti 

“I nostri docenti stanno facendo i tamponi, rispondendo in maniera volontaria e positiva dopo la diffusione della nota che consigliava di farli prima del rientro”.

Il problema serio adesso, per Lattanzi, riguarda i trasporti e la mensa: “Nel mio territorio ci sono 12 comuni. Per quanto riguarda i pulmini se la capienza è quella che hanno indicato nelle note, a prescindere dai tempi di percorrenza, forse ce la facciamo a caricare tutti i bambini ma non è sicuro e si dovrà fare un doppio giro. Il problema si pone sugli orari: dove li mettiamo e chi li affidiamo in attesa del suono della campanella?”.

Questione mensa: “Si aprono due problematiche: la capienza dei refettori e la fornitura del pasto. In alcuni comuni la scuola ha la cucina interna dove si preparava il pranzo che veniva poi sporzionato nel refettorio. Ancora non è chiaro se si potrà fare come prima o si dovrà passare alla monoporzione. Da capire inoltre se la ditta fornitrice porterà la monoporzione sigillata. Se dovessero fare il veicolato, per quanto riguarda le figure professionali coinvolte, si andrebbero a perdere anche alcuni posti di lavoro”.

Dall’Abruzzo interno aquilano alla vicina Umbria: i corsi di recupero in una scuola superiore di Perugia 

“La prossima settimana cominceranno i corsi: sarà un inizio soft e scaglionato solo per quelle materie che i ragazzi non avranno più, lì dove ci sono insufficienze non sanate. Dal 14, fino al 24 settembre invece, inizieranno invece gli altri recuperi”, spiega la preside Anna Bigozzi.

Per quanto riguarda invece i tamponi per docenti e personale, almeno a Perugia il medico di famiglia è stato bypassato, guadagnando una procedura più veloce e snella.

“La Asl ha chiesto alle scuole dei giorni per fare i tamponi  al personale prenotati online su una piattaforma dal 24 agosto fino al 14 settembre e abbiamo riscontrato una positiva adesione”.

Rientro a scuola e mascherine

“Si porterà fino al banco e si può togliere solo da seduti – spiega ancora – il docente in cattedra la abbassa, mentre negli spazi comuni o dove non si possono mantenere le distanze dovranno averla tutti”.

Proprio in Umbria un dirigente scolastico aveva ipotizzato la sospensione per lo studente “disobbediente” che non indossa correttamente la mascherina.

Scuola, mascherina chirurgica in classe: ipotesi sospensione per i disobbedienti

“Anche a livello ministeriale ci dicono di integrare il regolamento di disciplina delle scuole prevedendo delle sanzioni che andranno ad incidere sul voto di condotta. In ogni caso, in tal senso, ogni istituto dovrà avere un regolamento anti Covid”.

“Per quando riguarda la misurazione della temperatura per ora non c’è una disposizione. La scuola non può imporre ma limitarsi a chiedere responsabilizzazione da parte di studenti e famiglie e non venire con raffreddore o altri sintomi”.

“Tornare a scuola per i corsi è un’emozione per tutti”: Maria Chiara Marola – Istituto d’istruzione superiore “D’Aosta” L’Aquila

I corsi di recupero servono a colmare delle carenze ma mai come quest’anno rivestono anche un ruolo emotivo importante: si torna in classe, dopo 3 mesi di chiusura delle scuole.

“Questo ritorno fisico in classe ha un carico di emozioni per tutti noi. Un momento tanto atteso quanto temuto da tutti. penso davvero che i nostri ragazzi che hanno il desiderio di tornare tra i banchi recuperando normalità e socialità”, è il commento della preside Maria Chiara Marola, dell’istituto d’istruzione superiore “D’Aosta” dell’Aquila.

I corsi di recupero partiranno il 9 settembre, “Intanto ci stiamo organizzando secondo le disposizioni del ministero. Andranno avanti fino al 19 e poi proseguiranno in corso d’anno per il recupero degli apprendimenti”.

Nel frattempo, ricorda la preside Marola, “La Provincia ha disposto i lavori per l’edilizia leggera sul recupero di alcuni spazi che contiamo di finire entro quella data. Abbiamo chiesto inoltre all’ufficio scolastico regionale lo sdoppiamento di alcune classi per evitare affollamenti”.

Manca solo ultimo pare del Cts circa l’uso mascherine in classe e risolvere la problematica dei lavoratori fragili. Da questo poi dipenderà una serie di disposizioni organizzative: chi fornirà le mascherine ad esempio. Poi sarà nostro compito organizzare la distribuzione giornaliera. Ci sono ancora alcuni punti da chiarire per lavorare in serenità mantenendo tutte le misure di contenimento del contagio”.

“Il riavvio della scuola sarà il rientro a una normalità anche per i docenti e le famiglie che in questi mesi hanno dovuto supportare la didattica a distanza. Ovviamente tante cose evolveranno, cambierà inevitabilmente l’organizzazione. Dobbiamo richiedere a tutti comportamenti diversi per il bene di tutti e per assicurare le tutela della salute pubblica”.

“Siamo chiamati a un grande sforzo di responsabilità che parte da noi dirigenti ma che investe anche tutto il personale, le famiglie e i ragazzi: non sarà sempre facile, ma tornare in presenza ora è la priorità”, conclude.

La foto allegata all’articolo è presa dal web.