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Perdonanza 2020, Biondi: Impegno e coraggio dell’Aquila che non si arrende

Perdonanza 2020, il bilancio di Biondi nell'intervista al Capoluogo: "Se non avessimo avuto il coraggio di fare la Perdonanza avremmo trasmesso arrendevolezza a chi ha deciso di restare. La paura si sconfigge con rispetto delle regole e consapevolezza"

“Se non avessimo avuto il coraggio di fare la Perdonanza avremmo trasmesso arrendevolezza a chi ha deciso di restare in città. Abbiamo voluto dimostrare che la paura si sconfigge con il rispetto delle regole e la consapevolezza”. Inizia così il bilancio di Pierluigi Biondi sulla Perdonanza 2020, ai microfoni del Capoluogo.

Vivere la cultura, quella cultura di storia e tradizioni. La 726esima Perdonanza Celestiniana ha chiuso il sipario a L’Aquila e il sindaco Biondi fa il quadro di un’edizione importante – la prima dopo il riconoscimento Unesco – ma condizionata inevitabilmente dalle disposizioni Covid.

“La Perdonanza è la festa più importante di questa città, la ricorrenza più longeva forse dell’intera Regione. Quindi era giusto che – come non si è fermata l’anno del terremoto, in una cattedrale spettrale, violata dal sisma – anche quest’anno avessimo la nostra Perdonanza. Grazie a chi ha lavorato, rendendo possibile tutto quello che abbiamo vissuto: la guida politica, del vice sindaco Raffaele Daniele, la guida morale, cioè chi si è occupato anche del dossier, Massimo Alesi, alla guida artistica, il maestro Leonardo De Amicis.

Inutile nascondere le difficoltà di un’organizzazione in sicurezza, nel delicato periodo in cui vigono le disposizioni anti-contagio. Un piano sicurezza che “è un modello nazionale, perché inedito. L’Aquila è la prima città d’Italia ad organizzare una manifestazione con la deroga rispetto alle mille presenza in campo. L’ingegnere Ardingo ha messo a punto qualsiasi aspetto di questa organizzazione, che ha funzionato senza intoppi”.

A catturare l’attenzione, oltre agli spettacoli e alla grande musica regalata dal programma dell’edizione numero 726, i giochi di luce che hanno illuminato la splendida Basilica di Collemaggio. “Dal punto di vista artistico è stato senz’altro un evento di altissimo livello. Mi preme sottolineare, però, anche la passione che gli artisti hanno voluto mettere nei loro spettacoli, che va ben al di là degli impegni di cachet. Loredana Berté è rimasta qui per qualche giorno, Marco Masini è arrivato nonostante avesse diversi altri impegni, Ron che era già venuto a trovarci lo scorso anno in occasione della Rassegna dei Concerti della Società Barattelli, Enrico Ruggeri ha passeggiato per L’Aquila e l’ha raccontata. Arrivando ad Antonello Venditti che si è raccontato davanti agli aquilani. Anche questa è la forza e l’evocatività che L’Aquila sa offrire”.