Amatrice, quattro anni dal sisma e una nuova promessa di ricostruzione

Amatrice, la fotografia a 4 anni dal sisma. 220 i cantieri avviati, molti ancora da concludere. Un quadro normativo, oggi cambiato, a bloccare i settori di una ricostruzione che ora, sembra, potrà finalmente decollare.

Amatrice, la fotografia a 4 anni dal sisma. 220 i cantieri avviati, qualcuno concluso, altri non ancora. Un quadro normativo, oggi cambiato, a bloccare i settori di una ricostruzione che ora, sembra, potrà finalmente decollare. Il silenzio rotto dai primi rumori che carezzano le orecchie, quelli dei lavori destinati a rimarginare le ferite di una terra distrutta.

Generico luglio 2020

Si rialza dal Ponte a Tre Occhi, Amatrice. Uno dei simboli della distruzione portata dal sisma del 24 agosto 2016. Quel ponte che unisce Amatrice a L’Aquila, sulla strada Picente e che le ha unite nell’amaro destino di un terremoto assassino. Nel mezzo di una ricostruzione bloccata per troppo tempo, proprio dal Ponte si intravedono i primi passi avanti, aspettando di rivedere la Amatrice di prima.

ponte tre occhi picente

Il quarto anniversario del sisma sarà segnato dalle celebrazioni in mascherina, per l’emergenza Covid. Una settimana di commemorazioni e ricordo per Amatrice e per i centri colpiti da un sisma che ha cambiato la storia di un territorio, quello dell’intero Centro Italia. Veglia e fiaccolata nella notte tra il 23 e il 24 agosto, aspettando l’ora fatidica, le 3:36 che ricorderà il dolore di una notte maledetta. Anche quattro anni dopo. Nella mattina la messa, presieduta dal Vescovo, celebrata al campo sportivo del posto.

Amatrice e la ricostruzione, 4 anni dopo cosa cambia

Il Capoluogo.it ha fatto il punto sulla ricostruzione di Amatrice con il sindaco Antonio Fontanella. 

«I ritardi nella ricostruzione nei Comuni colpiti dal sisma 2016 sono stati legati soprattutto al quadro normativo che ne regolamentava il processo. Ci si è ritrovati di fronte a norme che spesso hanno reso impossibile avviare le pratiche. Uso il passato perché, da adesso, con il Commissario straordinario e con la nuova normativa non sarà più così».

Qual è stato l’ostacolo più grande in questi quattro anni?

«Il fatto che oltre alla conformità edilizia, nei progetti di ricostruzione, veniva considerata anche la conformità urbanistica. Se prima la ricostruzione era classificata come nuova costruzione – con tutta la mole di lavoro da affrontare per gli adeguamenti alla normativa vigente – adesso è prevista la ricostruzione in deroga, sia per quanto riguarda le aree di centro storico che relativamente agli strumenti urbanistici. È un cambiamento importantissimo: si pensi quanto fosse difficile ottenere l’approvazione di un progetto, di fronte a una normativa – qual è quella sulle costruzioni – notevolmente cambiata e arricchita negli ultimi 40 anni. Gli adeguamenti da adempiere erano infiniti, soprattutto in un territorio condizionato dai vincoli caratterizzanti il Piano del Parco, o quelli legati ai Piani territoriali paesistici regionali».

In sintesi, per Amatrice e il cratere: da una normativa impattante, ma che doveva obbligatoriamente essere considerata, ad un processo che si avvia ad uno snellimento, si spera, decisivo.

Il sindaco Fontanella parla di «un nuovo scenario sul fronte ricostruzione per Amatrice. I cambiamenti sono arrivati anche dall’ascolto del Governo. Nonostante nell’approvazione del Decreto Legge sia stata accolta una parte importante delle nostre richieste, purtroppo non tutte».

Amatrice, i lavori

Ad oggi i cantieri avviati, divisi tra quelli conclusi e quelli tuttora in lavorazione, sono circa 220. «Si tratta di cantieri avviati, però, per la stragrande maggioranza con la vecchia normativa, ma che avendo una collocazione esterna ai centri storici e trattandosi, spesso, di zone di completamento residenziale, avevano meno difficoltà come pratiche ad essere istruite positivamente. È bene ricordare che nessuno vuole fare stravolgimenti, ma solo ricostruire quello che c’era prima del sisma».

primi appartamenti riconsegnati amatrice

I primi appartamenti riconsegnati ad Amatrice

 

Il ritardo riguarda la ricostruzione pubblica, ma anche quella privata. «Solo recentemente c’è stato qualche provvedimento per snellire anche le procedure del privato. È vero, però, che sul versante di Amatrice negli ultimi mesi si stanno avviando diversi cantieri».

Oltre al Ponte a Tre Occhi, è in fase di aggiudicazione l’appalto per i lavori di ricostruzione dell’ospedale. Si lavora, poi, alla curva sul tratto di strada all’ingresso di Amatrice. Diversi gli interventi sulle strade, tra consolidamento e rifacimento del manto stradale.

Sottolinea Fontanella: «È chiaro che si tratta di un territorio molto vasto: parliamo di 70 centri abitati, cioè il capoluogo di Amatrice più 69 frazioni. Un territorio in cui, quattro anni fa, è saltato tutto: chilometri di reti stradali, idriche, di servizi di pubblica illuminazione. Le persone devono capire che non si possono fare miracoli, ma, allo stesso tempo, posso dire che abbiamo imboccato la strada giusta e nella prossima primavera ci saranno moltissimi cantieri avviati, e nel settore pubblico e in quello privato».

sae amatrice

Intanto la popolazione aspetta. Tra le pareti delle Sae e, in parte minore, nei Map. Sono 39, in totale, i villaggi Sae sul territorio, alcuni cittadini sono ancora fuori, divisi tra L’Aquila, Ascoli Piceno, Rieti. Spiragli di ricostruzione si vedono soprattutto verso la periferia di Amatrice. «A dicembre dovrebbero essere riconsegnati 90 appartamenti».

Promesse, ora più nitide, di una ricostruzione in colpevole ritardo. Nonostante tutto, il cuore di Amatrice inizia a scrollarsi di dosso la polvere di quattro anni di attesa. Tornerà a splendere il sole.