Crisi di maggioranza a L’Aquila, Santangelo: “Superare logiche partitiche”

"Si superino le attuali dinamiche identitarie per tornare a quello slancio unitario che ci ha permesso di strappare l'amministrazione dell'Aquila alla discutibile gestione del centrosinistra". L'appello di Roberto Santangelo sulla crisi di maggioranza in corso.

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Roberto Santangelo interviene sulla crisi di maggioranza in Consiglio comunale: “Superare le logiche partitiche per il bene dell’Aquila”.

“Da settimane si prolunga una crisi che investe il nostro Capoluogo, generando fibrillazione in tutta l’architettura politica della Regione”. Lo scrive Roberto Santangelo, vice presidente del Consiglio regionale, sottolineando: “Si tratta di una crisi di cui l’opinione pubblica (ma in realtà anche molti esponenti politici e addetti ai lavori) non riesce a comprendere fino in fondo le ragioni. La risoluzione di questa crisi, proprio per la sua strana natura, non può essere lasciata solo alle segreterie politiche, ma deve investire in primis il Consiglio comunale e i consiglieri che lo compongono, nonché tutte le forze politiche di cui essi sono espressione”.

“Detto questo, – aggiunge Santangelo – rivendicando con orgoglio il nostro pieno sostegno all’amministrazione guidata dal sindaco Pierluigi Biondi e alla sua Giunta, è importante però individuare, velocemente, nel momento in cui abbiamo superato il giro di boa dei 3 anni, e ci avviciniamo altrettanto celermente alla naturale scadenza di questa esperienza politico-amministrativa, alcuni punti qualificanti da implementare per lasciare un segno tangibile che dia ulteriore risalto alle tante cose realizzate in questi 36 mesi. In particolare – prosegue Santangelo – mi vorrei soffermare su quelle che ritengo due situazioni fondamentali. La prima investe la gestione e il futuro del ‘progetto Case’ i cui costi esponenziali rischiano di compromettere la stabilità delle casse comunali e la cui permanenza (nella forma attuale) di danneggiare il tessuto socio-urbanistico della nostra comunità. Se è vero che il ‘progetto Case’ ha svolto egregiamente la sua funzione nei mesi e negli anni successivi al sisma 2009, oggi dobbiamo porre a tutta la città la domanda sul suo futuro, anche alla luce dell’enorme patrimonio immobiliare nel frattempo incamerato dall’Ente comunale. Personalmente ritengo che una parte delle ‘piastre’ vada abbattuta e solo quelle più pregiate, con meno problemi di manutenzione e meglio inserite nel tessuto urbanistico vadano destinate a una finalità di social housing”.

“Strettamente legato a questo tema, e non più rinviabile, è il destino degli oltre 3000 alloggi realizzati a proprie spese dai nostri cittadini dopo il terremoto. Non affrontare questo problema ci pone di fronte a una palese ingiustizia. Infatti, la scellerata scelta della precedente amministrazione di permettere la sostituzione immobiliare fuori del Cratere, ha premiato una ristretta cerchia di cittadini, mentre, oggi, questo limbo in cui si trovano le oltre 3000 casette rischia di penalizzare proprio coloro che con le unghie e con i denti sono rimasti radicati sul nostro territorio. Questo non vuol dire aprire a una sanatoria indiscriminata – ha precisato Santangelo – ma nel pieno rispetto dei vincoli paesaggistici e di sicurezza, dare una risposta chiara a tutti coloro che si trovano in una posizione di incertezza che va rapidamente superata. Certamente, ci sono tante altre emergenze, tra cui l’approvazione del Piano regolatore (strettamente legato alle prime due), non più rinviabile, ma è tempo di individuare alcuni punti fermi che rappresentino il giusto lascito per la nostra città”.

“Il mio – conclude – vuole essere un forte appello affinché si superino le attuali dinamiche identitarie dei singoli partiti per tornare a quello slancio unitario che ci ha permesso di strappare l’amministrazione dell’Aquila alla discutibile gestione del centrosinistra. Non possiamo essere proprio noi a portarli di nuovo al governo di questa città”.

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