Perdonanza 2020, il Fuoco del Morrone alla Chiesetta di Celestino V

726ª Perdonanza Celestiniana: Il Fuoco del Morrone alla Chiesetta di Celestino V.

726ª Perdonanza Celestiniana: il viaggio del Fuoco del Morrone. Oggi l’arrivo a Onna.

Il Fuoco del Morrone entrerà oggi nel territorio comunale dell’Aquila. Dopo il percorso mattutino e del primo pomeriggio, farà una breve sosta alle 20.30 al bivio Monticchio-Onna, proveniente da Fossa, dove arriverà alle 19. Alle 21 sarà poi a Onna, dove la fiaccola sarà trasportata a piedi fino alla chiesa di San Pietro Apostolo.

Da Onna il Fuoco del Morrone ripartirà domani, sabato 22 agosto, alle 16.30 e alle 17 passerà per il Progetto Case di Paganica, proseguendo poi per la chiesetta di S. Pietro Celestino a Pescomaggiore, recentemente restaurata, e dove è custodita una reliquia del Santo. Lì è prevista una sosta con cerimonia religiosa. Alle 21,30 la fiaccola concluderà il suo settimo giorno di cammino a Paganica, con accensione fiaccola alla Villa Comunale.

Il Fuoco del Morrone è partito domenica 16 agosto dall’Eremo di Sant’Onofrio (Sulmona) per raggiungere L’Aquila il 23 agosto, quando sarà consegnata nelle mani del sindaco Pierluigi Biondi che, al piazzale di Collemaggio, accenderà il tripode della pace, dando il via alle celebrazioni della 726esima Perdonanza celestiniana.

Il tragitto del Fuoco ripercorre l’itinerario che l’eremita Pietro Angelerio affrontò dalla badia morronese, alla fine di agosto del 1294, per arrivare all’Aquila e vestire le insegne da Papa (con il nome di Celestino V), dopo la proclamazione avvenuta nel conclave di Perugia del 5 luglio.

Il Fuoco del Morrone alla Chiesetta di Celestino V. Il contributo di Raffaele Alloggia.

PAGANICA (AQ) – Il passaggio della fiaccola alla chiesetta di San Pietro Celestino V e la sosta notturna del tripode a Paganica, dopo il riconoscimento da parte dell’UNESCO della Perdonanza Celestiniana, quale Patrimonio Culturale Immateriale dell’umanità, sarebbe dovuto essere un evento importante da ricordare nella storia locale, in quanto avviene dopo la ricostruzione, seguito i terremoti degli anni scorsi, da parte della Soprintendenza Regionale i cui lavori sono stati diretti dall’architetto Giuseppe Meduri e realizzati dalla ditta “Aterno Costruzioni”. La sistemazione della pavimentazione all’esterno ivi compreso un’area attrezzata verde, il drenaggio delle acque irrigue e piovane e l’accesso  alla chiesetta da parte degli Usi Civici di Paganica, l’illuminazione esterna a titolo gratuito eseguita dalle ditte Bergamotto Paolo e Enrico, così come l’illuminazione interna eseguita dalla ditta “Luna Impianti”, donati accessori interni da parte di cittadini paganichesi che intendono rimanere anonimi. Non meno importante, la riposizione nell’altare della reliquia di San Pietro Celestino V, nell’antica pietra sacrale, avvenuta Il 1° febbraio scorso con una cerimonia presieduta da Sua Em.za il Cardinale Giuseppe Petrocchi Arcivescovo Metropolita dell’Aquila, coadiuvato dal parroco di Paganica Don Dionisio Rodriguez, Don Federico Palmerini e Don Luca Capannolo, alla presenza di autorità civili e militari, oltre una folta comunità di cittadini.

fuoco del morrone

Poteva esserci anche la presentazione dell’aggiornamento del libro che racconta la storia della chiesetta (sec XII) e il rapporto del papa del Morrone con i paganichesi,  ricostruita negli archivi della nostra Città, fino ai nostri giorni. Ad oggi rimane solo da restaurare l’affresco trequattrocentesco (già restaurate le micro lesioni) e i due dipinti sull’altare seicentesco, di cui l’autore anonimo forse non famoso, ma certamente conosceva bene la storia di papa Celestino V in quanto lo rappresenta vestito da monaco, con lo Spirito Santo in alto, raccolto in preghiera dopo aver deposto la tiara e le chiavi pontificie sull’altare. A proposito dei versi danteschi sul gran rifiuto, scrive Angelo Semeraro insigne scrittore, poeta e archeologo paganichese nel suo libro, “Celestino V Un Santo allo specchio della Storia”, “si rinuncia a quel che si possiede/e si rifiuta quel che non s’ha”. Ma le restrizioni dovute al Covid-19 non hanno permesso che il passaggio del Fuoco del Morrone, primo dopo il riconoscimento UNESCO, avesse la giusta solennità.

Comunque il programma del 41° Fuoco del Morrone, per la giornata di sabato 23 prevede la partenza da Onna alle ore 17, la carovana attraverserà il progetto CASE di Paganica, via Casale e poi a 150 metri prima di arrivare alla chiesetta di San Pietro Celestino V lungo la strada provinciale per Pescomaggiore, la fiaccola come da tradizione sarà ceduta ai quattro atleti della “Corsa del Cappello” che rappresentano i quattro Rioni, ci sarà una sosta con breve cerimonia religiosa e poi si riscende a Paganica. Alle 21,30 accensione della fiaccola alla Fonte di S. Antonio con la predisposizione del corteo fino alla Villa Comunale, dove ci sarà l’accensione del tripode, il saluto delle Autorità civili e religiose e la firma della Pergamena delle Perdonanze locali. Chiaramente tutto nel massimo rispetto delle regole vigenti relative al Covid-19.

Raffaele Alloggia