Terremoto di Amatrice, le lacrime di Campotosto: “Noi, fratelli di sventura”

Terremoto di Amatrice, quattro anni dopo: il ricordo della comunità di Campotosto. La paura di quella notte, l'ospitalità offerta agli amici amatriciani e poi, dopo qualche mese, il terremoto che ha schiantato anche Campotosto.

A pochi giorni dall’anniversario del terremoto di Amatrice, il ricordo della comunità di Campotosto.

“Sono sceso da Amatrice con le lacrime agli occhi, non riuscivo a crederci…”. Impossibile dimenticare quelle prime immagini di devastazione per il sindaco di Campotosto, Luigi Cannavicci, che quel 24 agosto 2016 aveva passato la serata proprio ad Amatrice. “Eravamo stati con alcuni amici alla sagra – spiega a IlCapoluogo.it il primo cittadino di Campotosto – ed ero tornato a casa da circa un’ora. Quando c’è stata la scossa, è stata così lunga che ho fatto in tempo a sedermi sul letto e a mettermi i pantaloni per uscire, prima che smettesse”.

In tanti, a Campotosto, a quel punto sono scesi in strada: “D’estate in paese c’era tanta gente tornata alle seconde case, quindi ci siamo trovati tutti in strada. Era stata una scossa forte, ma fortunatamente non sembravano esserci stati danni”. Dopo pochi minuti, però, le tragiche notizie da Amatrice: “Quando sono arrivate le prime informazioni, ho subito inviato gli operatori di protezione civile che avevo disponibili, alcuni dei quali hanno anche estratto persone dalle macerie. Quando sono risceso da Amatrice non riuscivo a credere a quello che avevo appena visto, avevo le lacrime agli occhi”.

“Dal 2009 – spiega ancora il sindaco Cannavicci – Campotosto aveva nelle proprie disponibilità una decina di MAP, nei quali per circa un anno abbiamo ospitato alcune famiglie“.

Circa un anno, perché poi il terremoto si è abbattuto anche su Campotosto.

“Purtroppo nel 2017 il terremoto ci ha ridotto quasi come Amatrice, con cui ci sentiamo fratelli di sventura. Siamo stati sempre molto legati a quella comunità, anche perché rappresentava il nostro punto di riferimento più vicino per molti servizi. Anche il nostro vice segretario è di Amatrice”.

“Soprattutto dopo il terremoto del 2009 – conferma la storica tessitrice di Campotosto, Assunta Perilli – si andava spesso ad Amatrice, per qualunque bisogno. Non c’era giorno che qualcuno di Campotosto non si recasse ad Amatrice per qualche faccenda. Dopo il terremoto dell’Aquila però è arrivata la devastazione anche ad Amatrice e ci siamo sentiti come ‘accerchiati‘. Di lì a poco sarebbe toccata anche a noi”.