Incendi L’Aquila, caccia al piromane

Incendi L'Aquila, caccia al piromane. Al setaccio anche le utenze telefoniche nella zona ovest della città.

Incendi L’Aquila, incessanti le indagini per trovare la mano che abbia innescato il fuoco che ha flagellato per oltre 2 settimane la zona ovest città.

Confermata quindi la natura dolosa degli incendi che fanno il paio con quelli del 2007 quando quando bruciarono 350 ettari dil bosco a San Giuliano.

I primi a puntare l’occhio sui focolai accesi sono stati gli uomini del Nucleo investigativo dei vigili del fuoco, diretti dall’ingegnere Eutizio Di Gennaro, responsabile della sezione di Polizia giudiziaria del Corpo, che insieme al Protezione civile, volontari ed Esercito si è speso molto in termini di forze umane e utilizzo di tecnologie (ad esempio droni) nelle operazioni di emergenza e da diversi giorni in quelle di bonifica con squadre a terra.

Dopo il lavoro dei giorni scorsi anche un altro incendio, subito domato, ha interessato la zona boschiva che si trova sempre in zona ovest, a Cansatessa, vicino Villa Le Marine.

La vicenda, come riporta Il Messaggero, è stata immediatamente segnalata sia ai carabinieri-forestali che agli stessi Vigili del fuoco che già da un po’ di tempo hanno avviato sopralluoghi sui cosiddetti roghi sospetti inizialmente addebitati a fattori naturali, nel corso dei quali sarebbero stati individuati i punti di innesco dei roghi: bordo strada o comunque in tratti non interessati dalle fiamme.

L’inchiesta aperta dalla Procura dell’Aquila al momento si basa sull’ipotesi di reato di incendio boschivo.

Potrà prendere altre pieghe qualora, dalle relazioni degli operatori sul campo, Vigili del Fuoco, Carabinieri forestali e agenti della Squadra mobile) emerga altro.

Si attendono gli esiti sugli oggetti sequestrati ritenuti d’interesse: inneschi rudimentali (uno, in particolare), bottiglie di plastica e altro materiale. Si stanno controllando anche i traffici telefonici nella zona.