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Scuola e Covid, la fake news sull’isolamento e sequestro degli alunni con sintomi

Fake news sul rientro a scuola post Covid, la bufala dell'isolamento e "sequestro" degli alunni con febbre superiore a 37,5.

Scuola post Covid, la fake news dell’isolamento dell’alunno con febbre superiore a 37,5.

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Nelle ultime ore sono tanti i messaggi su Whatsapp di una presunta bozza cancellata dal portale di un istituto scolastico in cui si parla di una rigida procedura per curare i casi di studenti con sintomi riconducibili al Covid-19.

Si tratta di una fake news. Nella prima versione, così come segnala Bufale.net, si parla di cosa fare quando un alunno ha una sintomatologia respiratoria o una temperatura superiore a 37.5°.

“L’alunno dovrà essere dotato di mascherina chirurgica, posto in isolamento in una stanza Covid, il docente dovrà chiamare il 112 e i genitori non potranno prelevare il genitore che sarà affidato all’autorità sanitaria”

Sul sito dell’istituto scolastico, dopo poche ore, la bufala recita che sarebbe apparsa la versione aggiornata per isolare e procedere al caso di alunno con sintomatologia Covid.

La persona interessata dovrà essere isolata e dotata di mascherina e dovrà ritornare, quanto prima, al proprio domicilio per poi seguire la procedura vigente.

Nulla di tutto questo è stato esplicitato e reso noto. Manca ancora una specifica disposizione del Ministero della Salute.

Come ricorda la FAQ n.26, presso l’Istituto Superiore di Sanità, è attivo un tavolo di lavoro per la redazione di un apposito documento operativo, la cui emanazione è prevista entro la metà del mese di agosto 2020, che conterrà indicazioni sulle modalità di risposta a potenziali focolai da COVID-19 dopo la riapertura delle scuole.

Il Ministero dell’Istruzione, d’intesa con il Ministero del Lavoro e il Ministero per la Pubblica amministrazione e con il coinvolgimento dei sindacati fornirà tempestivamente, comunque entro l’inizio del prossimo anno scolastico, indicazioni precise in ordine alle misure da adottare nei confronti dei cosiddetti “lavoratori fragili” nelle istituzioni scolastiche.