Progetto Case Cese di Preturo, dopo i balconi cedono anche le scale

Progetto Case Cese di Preturo, a 6 anni dal crollo dei balconi, cedono anche le scale negli alloggi evacuati.

Al Progetto Case di Cese di Preturo dopo i crolli dei balconi nel 2014, adesso cedono anche le scale.

crollo scale cese di preturo

Dopo i cedimenti nel 2014, il Progetto Case di Cese è stato evacuato e vennero sequestrati 800 balconi in 494 alloggi.

Dopo i balconi adesso stanno cedendo anche le scale. La segnalazione arriva da Facebook, dalla pagina “Sei aquilano se”.

crollo scale cese di preturo

“Cese, progetto Case evacuato: crollate anche le scale”, si legge nella segnalazione.

“Nessun pericolo per le persone dato che l’area è già inagibile ed evacuata da anni. Sarebbe però opportuno verificarne le cause per evitare crolli nei progetti c.a.s.e. abitati. Atti vandalici o altri errori di progettazione?

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Ciò che è certo è che gli edifici inagibili di Cese, oggetto di furti, danneggiamenti, occupazioni abusive e talvolta teatro di attività illecite, costituiscono fonte di pericolo per tutto il circondario. Le amministrazioni statali e nazionali intanto continuano a chiudere gli occhi, anziché ordinarne immediatamente la rimozione”.

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Per il crollo dei balconi, nel 2014, vennero indagate 21 persone.

Progetto Case, i balconi crollano ma il reato si prescrive

Nel decreto di sequestro dei balconi del Progetto Case, il gip aveva evidenziato il “pericolo che la libera disponibilità e utilizzo da parte dei residenti e dimoranti degli appartamenti collocati sulla piastra numero 19 possa costituire un serio pericolo per incolumità degli stessi e di quanti ne possano fruire, soprattutto alla luce di quanto esposto nella nota tecnica del Corpo Forestale dello Stato”.

Il rischio, ritenuto “concreto per l’incolumità fisica, riguarda anche gli utenti occasionali, trattandosi di strutture pericolanti sovrastanti strade di pubblico accesso”.

Dopo 6 anni dal crollo dei balconi nel Progetto case però alcuni reati sono prescritti; nel processo resta in piedi il crollo colposo, che viene contestato ai 21 indagati, tra cui il ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, nel ruolo di componente della Commissione di collaudo statico.